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Solo da il Politico.it viene un contributo Tutti s’affannano a raccontare status quo Ma ciò che serve ora è costruire il futuro Berlusconi unico innovatore di “adesso” Ma ora ecco in campo le nostre proposte

aprile 14, 2011 di Redazione 

Al giornale della politica italiana tutto questo (esclusivo - ?) curiosare sul presente, sul presidente del Consiglio, questo rimarcare (solo) i suoi errori, senza alzare la testa e guardare avanti, riesce incompiuto, manchevole del suo complemento fondamentale, e in qualche caso anche un po’ irrazionale. Il compito del giornalismo, così come della politica in rete, che dovrebbe rappresentare la sacca del ricambio (ma non dei “ricambi” di una macchina che non funziona) della politica politicante odierna, è sì quello di raccontare, e certamente anche di analizzare (tout court), ma indicando – poi, anzi contemporaneamente - una via d’uscita a tutto questo ansiogeno e deprimente – o forse per qualcuno consolante – malfunzionamento della politica italiana autoreferenziale di oggi. Proprio perché il ricambio non sono i (pezzi di) “ricambi(o)”, deve esistere una cesura con tutto questo da parte di chi si propone per rappresentare il dopo o la minaccia è che ogni specifico ”protagonista” (?) farà solo da garante di un (ulteriore, triste) continuum. Questo è il tempo di un completo ribaltamento di piano, perché da trent’anni siamo avviati verso un declino che presto diventerà ineluttabile, se non cambiamo immediatamente marcia. E per farlo è necessario mettere in campo – da subito – proposte per il domani, come il giornale della politica italiana fa ogni giorno. Questa, peraltro - abbiamo scritto più volte – è anche la via più breve non solo per la costruzione del futuro, ma anche per il superamento del presente, nel senso che la “saggezza delle masse” saprà riconoscere un progetto sincero, onesto e responsabile per preparare il nostro domani, tanto più quanto sarà necessario, e darà (solo) a quel punto il benservito al Cavaliere. L’ipotesi-Alfano per la sua successione è, ad un tempo, la conferma che solo Berlusconi sa guardare avanti, che il suo ciclo non sarebbe affatto finito se non intervenisse un “debito d’ossigeno”, dato dalla vecchiaia incalzante, e rappresenta la minaccia (ancora) di vedere tutto questo continuare – altro che finire – quando l’attuale presidente del Consiglio non ci sarà più. Il modo per scongiurarlo è evitare di baloccarsi coi nomi e anche andare oltre il semplice “racconto di storie” – perché se nessuno ne fa l’esegesi, indicando ad un tempo una via, l’Italia berlusconiana di oggi, che non si indigna di fronte al processo breve, non avrà alcun sussulto e non prenderà coscienza della necessità di nessun cambiamento; perché se nessuno indica il “dopo”, rischiamo un’indignazione fine a se stessa, nella mancanza di assunzione di responsabilità: anche se è vero che un’indignazione collettiva – che però, appunto, non c’è – basterebbe a mobilitare le forze migliori e a prepararlo comunque, quel cambiamen- to – e cominciare a mettere in campo il futuro. il Poli- tico.it lo fa da tempo. Ecco la summa (qui, e qui) della narrazione del giornale della politica italiana. Che naturalmente (e doverosamente) continua (in tutti i sensi).

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