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Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Viene da piangere: quando finirà?

aprile 14, 2011 di Redazione 

Di fronte alle persone (coinvolte) che manifestano per il rischio che disastri come il terremoto a L’A- quila o l’incidente di Viareggio non trovino una (definitiva) risposta, attraverso i processi (fermati dalla prescrizione breve) o attraverso l’azione di compensazione e di rilancio, necessaria, della nostra politica (che non c’è), chi abbia un minimo di sensibilità non può che traballare. E trasalire. Questo è il momento dell’indignazione. Alla quale deve seguire però la fase della proposta. Sentiamo intanto Giulia. di GIULIA INNOCENZI

Nella foto, Montecitorio – in piazza (mercoledì) contro il processo breve e i suoi effetti collaterali devastanti (per l’Aquila e Viareggio, in questo caso, ma non solo)

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diGIULIA INNOCENZI

A vedere i servizi in tv dei famigliari delle vittime di Viareggio e de L’Aquila fuori da Montecitorio mi viene da piangere.

Sia chiaro: che sia come ha detto Alfano, che questi processi in realtà non verranno toccati, o che sia invece come dice l’opposizione, non importa. Questi qua non sanno neanche le conseguenze che la prescrizione porterà con sé. Il punto è un altro.

Quello che fa male e che non riesco più a sopportare è che per salvare Berlusconi stanno mettendo in pericolo le regole che abbiamo deciso per convivere tutti insieme e per non vivere in anarchia. Oggi il nostro paese è stritolato dagli affari di una persona sola, e il Parlamento è diventato un’assemblea di avvocati della difesa che sta facendo di tutto per non fare processare il suo imputato. Quelle stesse regole che abbiamo scelto per vivere in pace tutti insieme, quindi, sono utilizzate, distorte, stracciate, per il beneficio di uno solo, e cioè del Presidente di quelle stesse regole. Tanto varrebbe, allora, tornare all’anarchia: almeno ci risparmieremmo tutto questo.

E continuo a guardare quei famigliari che tengono in mano i cartelloni con le facce delle vittime, sorridenti, spensierate, e mi chiedo dove siamo arrivati. Ma soprattutto, quando finirà.

GIULIA INNOCENZI

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