L’editoriale. Ora dare (anche) un senso al tricolore di P. Salvatori
marzo 19, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Il nostro caporedattore analizza la festa del 17 marzo e trae la conclusione che tutto questo può – e deve - rappresentare un inizio, ed è semmai il segno della possibilità di farcela. Ora, scrive Salvatori, alla “bulimia epidermica” di un nazionalismo senza contenuti, è necessario fare seguire la costruzione di un tessuto comune che dia fondamento “definitivo” – e propedeutico – al nostro stare insieme. di PIETRO SALVATORI Read more
I popoli del Nordafrica scrivono la Storia E’ (ri)cominciato il tempo delle rivoluzioni In Italia sarà (finalmente!) quella culturale Ora il nemico da battere è l’integralismo Nel mondo arabo come (pure) nel nostro di FABRIZIO ULIVIERI
marzo 19, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
L’integralismo è quell’assolutismo delle proprie posizioni – “giustificato”, o solo preteso – per cui non si accettano la critica, la dialettica, il dialogo, così che vengono meno la democrazia e (con essa) la libertà. E’ tipico dei regimi teocratici che persistono ad oriente ma, scrive Ulivieri nel pezzo che state per leggere, anche di certo occidente culturalmente ed ideologicamente debole che, proprio in ragione di tale debolezza, tende a ridurre gli spazi di confronto (interni, o nel rapporto con il resto del mondo). E’ il caso, viene in mente ad esempio, dell’America di Bush (imperialismo), o di altre realtà molto più vicine (?) a noi. Ma questo è il tempo della democrazia. E se sul piano politico-istituzionale noi non abbiamo bisogno (?) di accedere ad un sistema di cui già disponiamo (e che, semmai, proprio per questo va rilanciato e magari “aggiornato”, con uno sguardo alla Storia) è sul piano culturale che potremo – e dovremo – conoscere una rivoluzione. Se in oriente si tratta di fare il primo passo, noi possiamo tendere al perfezionamento, al miglioramento costante, alla crescita della libertà (ma la libertà “è partecipazione”, e potrà esserlo sempre di più nella chiave tramandata dalle prime, antiche democrazie). Tutto ciò nasce, anche, grazie alla decisione Onu di appoggiare i ribelli libici, una battaglia che, nel solco – crediamo di potere dire – della Costituzione, che prevede possibili nostri interventi sotto l’egida delle Nazioni Unite per creare le condizioni di una convivenza pacifica – abituiamoci a richiamarla, concretamente, e a rispettarla sempre, la Carta; il giornale della politica italiana darà il suo contributo in questo senso – può dare respiro e “diffusione” a questo anelito che, appunto, dobbiamo però anche (ri)fare nostro, e portarlo nei nostri confini. Per essere sempre più – di nuovo – la culla della civiltà. Parola ora al professore. di FABRIZIO ULIVIERI
***Il commento***
LIBIA, GIUSTA E INEVITABILE LA DECISIONE ONU
di GAD LERNER
marzo 18, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
A Tripoli non si sta consu- mando una guerra civile, ma una vigliacca carneficina da parte di un dittatore contro i suoi stessi connazionali, bombardati senza pietà. Non stupisce, dunque, la novità dell’astensione di Paesi come la Russia e la Cina rispetto alla risoluzione che prevede la possibilità dell’uso della forza, oltre all’imposizione della no fly zone. E’ d’accordo anche il conduttore de L’Infedele, a cui il giornale della politica italiana affida l’analisi. L’importante, e chiudiamo così, è non innamorarci di una soluzione militare che resta una extrema ratio (?) da non assumere – mai – con (alcuna) leggerezza. Come del resto non è avvenuto al Consiglio di sicurezza. di GAD LERNER Read more
Diario politico. Cavaliere fischiato Bossi: “Peggio per lui” G. Baffigo
marzo 18, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Si rischia il processo alle inten- zioni, ma il leader della Lega che risponde seccamente ad una domanda dei cronisti sull’alleato presidente del Consiglio fa notizia (almeno di questi tempi). E il giornale della politica italiana sceglie di giocarselo nel titolo, che rappresenta, simbolicamente, al meglio la giornata di celebrazioni del nostro 150esimo compleanno. Una giornata di incomprensioni e solitudini. Quelle di cui sono vittima il Cavaliere e la stessa Lega, che fa di tutto per boicottare i festeggiamenti, e finisce per boicottare soprattutto se stessa, costretta in una immagine bastian contraria e triste. E che si traducono inevitabilmente in una tensione tra i due stessi protagonisti più esposti: Bossi (per la Lega) e Berlusconi. Se questo (o meglio ciò che questo segnala) avrà conseguenze sul prosieguo della legislatura, lo sapremo solo vivendo. Il racconto è della nostra vicedirettrice. di GINEVRA BAFFIGO Read more
L’editoriale. Napolitano simbolo della nostra nazione di F. Laratta
marzo 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
In un Paese che, costretto ad un lungo digiuno dalla nostra politica autoreferenziale di oggi, desidera più di ogni altra cosa ritrovare punti di riferimento morali che sappiano motivarne la riscossa, il capo dello Stato incarna con sempre maggiore autorevolezza la figura del padre (politico) di cui siamo orfani. Applaudito nel corso di tutta la giornata di celebrazioni per il centocinquantenario, sullo sfondo di una Lega ritiratasi su un Aventino illegittimo, trincerata nell’isolamento di un rancore inspiegabile, con un presidente del Consiglio costretto ad uscire alla chetichella dalla chiesa in cui si celebra la messa solenne per non essere sommerso da una pioggia di fischi, in questo contesto il comunista Napolitano rappresenta il ritorno della politica vera, non a caso incarnata da un già esponente di una Prima Repubblica che, riaffacciandosi sulla scena, fa fare la figura del nano a quella di oggi. E’, scrive il deputato del Pd, il trionfo di un passato che si prende un presente che non c’è più, anzi, non c’è mai stato. In attesa del futuro. di FRANCO LARATTA* Read more
Election day mancato per un voto Decide il radicale Beltrandi Chirico
marzo 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Che si esprime a favore dei giorni separati per amministrative e refe- rendum (quelli che ci costeranno 300 milioni in più) il che lo fa piombare (inevitabilmente) in un turbinio di polemiche. Dalle quali lo “difende” (o meglio difende la libertà di scelta) la giovane esponente Radicale. Non si può non ricordare d’altronde come Beltrandi sia lo stesso che ispirò il provvedimento della commissione di Vigilanza Rai per la sospensione dei talk show durante l’ultima campagna elettorale. Read more
***Diario politico***
BUON COMPLEANNO, ITALIA
di GINEVRA BAFFIGO
marzo 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Ma perché tutto questo non resti retorica è necessario ritrovare un senso della dignità che ci porti all’onestà e alla responsabilità (diffuse). E non sarà facile perché oggi i loro contrari sono iscritti nella nostra (in)cultura. Le chiavi, il giornale della politica italiana lo scrive ogni giorno, sono due: un ritrovato orgoglio nazionale e la rivoluzione culturale. Il centocinquantenario non sia un approdo (incompiuto), ma la leva per rimotivare quella passione civile e politica che può determinare il nuovo Risorgimento propedeutico al nostro nuovo Rinascimento. di GINEVRA BAFFIGO Read more
Nucleare/1. Oggi il referendum avrebbe il quorum di Luigi Crespi
marzo 16, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Sette italiani su dieci sono ora contrari al ritorno all’energia atomica. Frutto della reazione emotiva all’incidente in Giappone, ma non solo. Il dato più interessante è infatti quello che riguarda le motivazioni del rinnovato impegno dei nostri connazionali contro l’opzione nucleare: ciò che motiverebbe soprattutto la loro determinazione è l’atteggiamento del governo, che minimizza dando l’impressione di essere indifferente a quanto accade in Oriente. Un vulnus all’immagine dell’esecutivo che potrebbe avere ripercussioni “gravi” (?) sulla tenuta (elettorale) del presidente del Consiglio, che fino a pochi giorni fa avrebbe potuto utilizzare il nucleare per attrarre consenso, e che ora proprio sull’atomo rischia di conoscere la svolta negativa che potrebbe porre fine alla propria esperienza politica. Anche perché, scossi dalla tragedia, gli italiani hanno capito che “il gioco non vale la candela” – perché comincerebbe a fornirci energia troppo tardi e a costi elevati rispetto alla copertura del fabbisogno garantita, intorno al 4% – e troverebbero ancora più paradossale (ingiustificata) la persistenza della maggioranza. Ci spiega tutto, il grande sondaggista. di LUIGI CRESPI Read more
Nucleare/2. Come si può, adesso, non ripensare la strategia? Lerner
marzo 16, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Dopo la grande giornata di ieri, passata a riflettere sui sistemi su cui si regge il Nuovo Mondo – quello elevato e democraticizzato grazie all’interconnessione assicurata, soprattutto, da internet – e a restituire uno spessore al nostro sguardo sul futuro; dopo la transizione del giudizio su Bersani: ricadiamo, inevitabilmente – finché questa sarà la nostra politica – nel “brodo primordiale” (ma non ri-generante: è proprio il caso di chiamarlo così) della politica politicante autoreferenziale di oggi. Che però, adesso, quanto a ritorsione su se stessa (e non solo; in tutti sensi) comincia un po’ ad esagerare. E’ infatti chiaro – e lo abbiamo descritto ieri – come le uniche motivazioni della cocciutaggine con cui il governo persiste nel suo intendimento di riportare il nucleare (anche) in Italia pure di fronte alla tragedia giapponese siano tre: l’ideologia di una destra futurista senza etica (e si è verificato ieri quanto abbiamo bisogno di restituircene una); la mera convenienza economica-di potere, per cui ci sono coloro ai quali insistere con il nucleare conviene finanziariamente (il potentato, la lobby dell’energia atomica) e quelli a cui conviene per la conservazione del potere (…); infine una (più legittima) leggerezza e sottovalutazione di ciò che sta accadendo in Giappone. Perché il punto è proprio questo: non è questione di emotività, reagire responsabilmente all’incidente giapponese prendendo atto che il nucleare non è ancora (per nulla) sicuro e che l’adozione di una simile opzione comporta, concretamente, il rischio di un disastro planetario; è questione di consapevolezza e responsabiità (appunto). Per la stessa ragione, appare paradossale che il ministro dell’Ambiente abbia subito tacciato il movimento antinucleare di “scacallaggio”: lo sciacallaggio, se c’è, è quello di chi persegue propri interessi privati anche a costo di mettere in pericolo la stessa vita – diciamola tutta – sulla Terra, oltre che la salute e la sopravvivenza di nostri connazionali (siamo tutti profondamente compartecipi e addolorati quanto mai lo si possa essere, per quanto accade in Giappone, ma finiremmo per esserlo sicuramente ancora di più se capitasse al sangue del nostro sangue). In questo quadro, prova a mettere ordine il conduttore de L’Infedele. di GAD LERNER Read more
No, noi non siamo mai stati teneri con lui Ma ora Pigi sta incominciando a “girare“ Sul nucleare posizione “nuova”/ efficace Bene (re)impostazione patriottica del Pd Poi il moviment(ism)o porterà i suoi frutti Ma adesso continuare, con più forza così
marzo 16, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Ieri il giornale della politica italiana forse più che mai in passato (e più che mai altrove) ha portato il livello del dibattito pubblico e politico – quello vero – ad una dimensione filosofica. E i lettori, a dimostrazione anche della tesi del professor Ulivieri secondo cui i gusti e la sensibilità (del pianeta) siano indiscutibilmente cresciuti, ma soprattutto del grande valore di questo spazio e delle tante persone che riconoscono in esso ciò di cui hanno bisogno l’Italia e la nostra politica in particolare, ci hanno premiato. Sarebbe difficile mantenere la discussione quotidianamente in alto come ieri, ma i nostri lettori sanno che quella è la cifra del giornale della politica italiana, e sempre la tensione sarà in quella direzione. E’ un po’ più politicistica la riflessione con cui apriamo questa nuova giornata, ma è doveroso e persino importante farla. Il segretario del Pd ha ricevuto da questo giornale molti consigli (non richiesti) che peraltro Bersani ha mostrato subito di saper raccogliere: dalla necessità di un progetto organico e complessivo, “fondata” decisamente sulle nostre pagine (e solo, almeno all’inizio, su queste), al piano emotivo e sentimentale dell’esigenza di ritrovare un orgoglio nazionale – la cui implicazione Pigi ama chiamare “risveglio italiano”, o: “riscossa” – che per fortuna non è più “civica” - il segretario Democratico è parso riconoscere nelle nostre tesi quella essenzialità che ne fa, né più né meno, la soluzione di maggior buonsenso in questo momento. Ed è cresciuto, esercitando finalmente con autorevolezza quel ruolo di guida che il leader del partito dell’Italia deve avere. La strada è quella giusta; il passo accelerato ma non ancora del ritmo che può cambiare, insieme ai contenuti(-chiave), che abbiamo richiamato, la cronaca della politica italiana e con essa la Storia. A Pigi quindi diciamo: hai trovato il modo, ora fallo completamente tuo esprimendolo con ancora più forza e sicurezza. Comincia ad imporre al dibattito pubblico le linee-forza del tuo progetto organico e complessivo – che più sarà vicino al nostro, è il giudizio (inevitabile?) che diamo, più sarà ciò di cui ha bisogno il Paese – sostituisci ogni riferimento politicista con la (ri)proposizione, in sintesi la più chiara e semplice possibile, di quei tre, quattro contenuti chiave. Forza la consuetudine autoreferenziale del nostro sistema (politico-)mediatico, fallo con passione – quella che stai mostrando di questi tempi – e convinzione. Renderai un servizio al Paese, e se le idee non sono “artificiali” ma quelle giuste di cui (appunto) abbiamo bisogno, vedrai che il Pd ritroverà presto la sua imprescindibile grandezza (in tutti i sensi). E non avrai più bisogno di fare la corte a Casini e Fini. Perché verranno loro da te. O, come diresti tu – ma facciamolo per l’ultima volta - non ci sarà, per loro, trippa per gatti. Read more


Guardate la bellezza di questo dipinto di Gerolamo Induno (La visita di Garibaldi a Vittorio Emanuele II, 1879, olio su tela
Milano, Museo del Risorgimento): due dei nostri padri, "ormai" in età senile, in abiti borghesi Vittorio Emanuele (e si trattava, non dimentichiamolo, del - l'allora - re d'Italia!), nel mantello di una vita (votata, sempre, alla causa dei popoli) l'Eroe dei due mondi, si incontrano, un pomeriggio tranquillo, al Quirinale, nella sobrietà e nell'asciuttezza di chi non ha avuto (sentito!) altro scopo, nella propria vita, che compiere il proprio dovere e lo ha fatto, facendo l'Italia