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Ogni settimana al cinema con il Politico.it E’ il giorno de Il cigno nero (di Aronofsky) Ma apriamo con Nessuno mi può giudicare IN COPERTINA la grande Paola Cortellesi

marzo 20, 2011 di Redazione 

Tra poco il film che ha vinto l’Oscar con Natalie Portman, assolutamente da non perdere. Ma dedichiamo l’apertura, spingendolo criticamente (in tutti i sensi), come (quasi) ogni volta, al nostro cinema. Attilio Palmieri&Fabrizio Ulivieri: il talento del giornale della politica italiana, tra i più brillanti giovani critici e studiosi del nostro Paese, esperto (tra il resto) di cinema americano; il critico che cura la rubrica domenicale de il Politico.it sulle uscite della settimana più fedele all’entertainment, dedito amorevolmente alla crescita del cinema italiano. E il giornale della politica, italiana, anche per ciò che riguarda il cinema, vince. Ma veniamo ai veri protagonisti, che sono i (nostri) film. Nessuno mi può giudicare, dunque, per cominciare. E poi l’ultimo Aronofsky, con Natalie, Winona e Vincent Cassel. di FABRIZIO ULIVIERI

Nella foto, Paola Cortellesi

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Nessuno mi può giudicare

REGIA: Massimiliano Bruno

ATTORI:
Paola Cortellesi
Raoul Bova
Rocco Papaleo
Anna Foglietta
Giovanni Bruno

GENERE:Commedia

DURATA: 95 min.

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di FABRIZIO ULIVIERI

Il film è tattico: parla da scemo per arrivare al punto finale, che non è poi tanto scemo. Il punto finale è appunto una ventata fresca di ottimismo verso la vita. Che è una gran bella cosa.

La prima parte è la più scema ed anche la più leggera. La seconda parte invece si “eleva” e sale di tono.

Sia nella prima parte che nella seconda si racconta la storia della ricca Alice (ricca nel senso che la sua ricchezza si fonda sul nulla, ovvero sui debiti dell´azienda del marito, di cui è amministratrice unica). Alice è ricca, vive in una bella villa ed è pure razzista, come lo siamo un po´ tutti al giorno d´oggi (un razzismo più fondato sulle parole che sui fatti: questa è la tesi del film, infine). Un giorno il marito muore in un incidente stradale ed il mondo le crolla addosso. I debiti la sommergono. E´ costretta a vendere tutto (anche la lussuosa villa) e ad andare a vivere nel quartiere dove abita Aziz un suo servitore. Qui la sua vita cambierà in tutto. Intanto si metterà a fare la escort. Poi coinvolta dalla visione che proletario o coatto è bello diventerà migliore. Ed infine si innamorerà del bel Giulio, tanto cocciuto quanto buono.

Alla fine il film si presenta per quello che è: un film un po´ idiota, fatto talora a fumettone e talora calcando gli schemi delle commedie americane; e ci parla di un´Italia pazza, illogica, ladra, irresponsabile, malata di Tv e di escort, e di soldi soprattutto.

Il film nelle intenzioni magari è anche buono, nei risultati un po´ meno. Per fare un buon film di lavoro Massimiliano Bruno ce ne ha ancora davanti, anche se ha già ben delineato un suo stile preciso.

Davvero brava, bravissima, Paola Cortellesi. Meglio che a Zelig.

Voto: due stelle.

FABRIZIO ULIVIERI

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