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Ed ecco il quasi-capolavoro di Aronosfky ***1/2. Oscar (meritato) della brava Natalie

marzo 20, 2011 di Redazione 

Ballerina chiamata ad interpretare il Black Swan, i cui incubi la metteranno a confronto con il proprio lato oscuro. Ulivieri è severo ma non riesce a dar di meno a questo film che, se già non siete stati in sala a vedere, non dovete perdere assolutamente. di FABRIZIO ULIVIERI

Nella foto, Natalie Portman

 

Il cigno nero

REGIA: Darren Aronofsky

ATTORI:
Natalie Portman
Vincent Cassel
Mila Kunis
Barbara Hershey
Winona Ryder

TITOLO ORIGINALE: Black Swan

GENERE: Thriller

DURATA: 110 min.

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di FABRIZIO ULIVIERI

Nina (Natalie Portman) ambisce al difficile ruolo di Black Swan, di una ragazza che per un incantesimo e amore si trasforma in un cigno. Il suo problema è di essere una frigida, una perfettina, nella vita e sullo stage, che le impedisce di lasciarsi andare al ruolo come invece la parte della prima ballerina richiederebbe. Vive, poi, con la mamma, una ballerina di seconda fila, frustrata che le regola la vita e la considera ancora la sua bambina di dodici anni. La madre le genera sudditanza e paura. Una madre il cui amore ossessivo ed anomalo si trasforma in incubo.

Nina è oggetto di una psiche (labile?) che le rivela realtà di mondi paralleli al nostro, che si manifestano in questo con segni appena percettibili ma tuttavia evidenti, lungo una commedia noir che calca lo schema della “bella e della bestia”. Ci sono molte “bestie” in questo film: il coreografo Thomas; la madre e l´amica/rivale Lily. Ma soprattutto Nina, la bella in cui alberga la bestia del suo dark side, che urla per uscire fuori. I sogni non muoiono all´alba. Lasciano il segno della bestia che vagisce in un punto del corpo di Nina, sempre più teatro di questo scontro. Un corpo al limite dell´anoressia e tuttavia pieno di muscoli tesi e di pelle, vene e unghie che si macerano e si spezzano per la danza ed il dramma interiore, fatto di sangue e di dolore, in attesa di aprire quella porta che non si dovrebbe mai aprire.

E´ un film moderno, che parla dei tanti mondi invisibili con cui viviamo a contatto senza esserne generalmente toccati, fino al momento in cui uno di questi si schianta dentro di noi e libera il suo pus sommergendo il nostro Io debole portandoci a rasentare la follia.

Qualche dubbio sulle capacità interpretative delle Portman come ballerina, invero poco credibile in quel ruolo, ma grande nelle scene fuori dal palcoscenico.

Confondente, caotico fino all´irritazione buona parte del finale. Troppo insistito nel passaggio continuo dal mondo onirico (o della follia) a quello reale, che mette a rischo tutto il buono fin lì prodotto.

Comunque un buon film anche se contradditorio. Un film di un genere unico e altamente coraggioso.

Tre stelle e mezzo.

FABRIZIO ULIVIERI

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