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I popoli del Nordafrica scrivono la Storia E’ (ri)cominciato il tempo delle rivoluzioni In Italia sarà (finalmente!) quella culturale Ora il nemico da battere è l’integralismo Nel mondo arabo come (pure) nel nostro di FABRIZIO ULIVIERI

marzo 19, 2011 di Redazione 

L’integralismo è quell’assolutismo delle proprie posizioni – “giustificato”, o solo preteso – per cui non si accettano la critica, la dialettica, il dialogo, così che vengono meno la democrazia e (con essa) la libertà. E’ tipico dei regimi teocratici che persistono ad oriente ma, scrive Ulivieri nel pezzo che state per leggere, anche di certo occidente culturalmente ed ideologicamente debole che, proprio in ragione di tale debolezza, tende a ridurre gli spazi di confronto (interni, o nel rapporto con il resto del mondo). E’ il caso, viene in mente ad esempio, dell’America di Bush (imperialismo), o di altre realtà molto più vicine (?) a noi. Ma questo è il tempo della democrazia. E se sul piano politico-istituzionale noi non abbiamo bisogno (?) di accedere ad un sistema di cui già disponiamo (e che, semmai, proprio per questo va rilanciato e magari “aggiornato”, con uno sguardo alla Storia) è sul piano culturale che potremo – e dovremo – conoscere una rivoluzione. Se in oriente si tratta di fare il primo passo, noi possiamo tendere al perfezionamento, al miglioramento costante, alla crescita della libertà (ma la libertà “è partecipazione”, e potrà esserlo sempre di più nella chiave tramandata dalle prime, antiche democrazie). Tutto ciò nasce, anche, grazie alla decisione Onu di appoggiare i ribelli libici, una battaglia che, nel solco – crediamo di potere dire – della Costituzione, che prevede possibili nostri interventi sotto l’egida delle Nazioni Unite per creare le condizioni di una convivenza pacifica – abituiamoci a richiamarla, concretamente, e a rispettarla sempre, la Carta; il giornale della politica italiana darà il suo contributo in questo senso – può dare respiro e “diffusione” a questo anelito che, appunto, dobbiamo però anche (ri)fare nostro, e portarlo nei nostri confini. Per essere sempre più – di nuovo – la culla della civiltà. Parola ora al professore. di FABRIZIO ULIVIERI

Nella foto, Gheddafi: non ama (questi) nostri ragionamenti

Il passato non passa solo per gli integralisti ma i popoli giovani hanno il diritto di dimenticare!

(dedicato a coloro che combattono in nome della giustizia e della dignità umana)

di FABRIZIO ULIVIERI

Serviva un intervento in Libya. Gli unici paesi coraggiosi dell’Europa, Francia e Inghilterra, hanno visto premiati i loro punti di vista. L’Italia dopo una posizione ambigua inizialmente si è schierata dalla parte della tendenza “forte”. Come sempre egoistica e in vista unicamente del proprio interesse la posizione della Germania. Uno dei paesi culturalmente e politicamente più egotistici ed arroganti del’Europa. Qualche volta a leggere i loro giornali fa male vedere il disprezzo e l’inferiorità con cui scrivono dei loro partner europei (ricordo ancora bene gli articoli della Bild durante la crisi in Grecia – da vergognarsi!).

O si stava con Gheddafi o ci si schierava dalla parte dei “ribelli”. Dal momento che ci si è schierati dalla parte dei “ribelli” era necessario dar loro un appoggio militare. Immagino la gioia ed il sollievo di coloro asserragliati in Bengasi quando hanno appreso la notizia della no-fly-zone.

Ci si sta finalmente muovendo verso l’appoggio militare verso i “ribelli”. Pare che dall’Egitto siano cominciati i primi rifornimenti di armi ai ribelli. L’ Inghilterra e la Francia si preparano alla missione no-fly-zone. L’Italia sembra mettere a disposizione le basi. Gli Stati uniti sembrano più interventisti. La lega araba è favorevole…

Dunque il momento è maturo. E’ il momento dell’aiuto e del dialogo. Solo così si può sconfiggere l’integralismo e diffondere la dialettica, che è la matrice della cultura democratica, per rompere la visione teocratica ed olistica del peggiore integralismo.

L’integralismo però non è solo di una certa cultura islamica ma anche di certi paesi (occidentali) che apparentemente democratici non ammettono la critica, impediscono la critica, non volendo, in virtù dei loro interessi, che il passato passi (die Vergangenheit, die vergeht) e bollano e escludono chiunque attenti al loro integralismo intoccabile.

Basta con gli integralismi da qualunque parte essi vengano.

FABRIZIO ULIVIERI

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