Top

In Francia Le Pen prima (!) nei sondaggi Modello (mancata) integrazione sbagliato Da noi coniugare subito identità/apertura O il fenomeno-Lega andrà a (ri)esplodere

marzo 8, 2011 di Redazione 

Quando la nostra immigrazione raggiungerà – e supererà – i livelli di quella, storicamente, francese. Lo abbiamo scritto la scorsa settimana: la nostra nazione non può limitarsi a rappresentare un luogo nel quale si vengono a trovare semplici “ospiti” di diversa provenienza. Chi vuole vivere in Italia deve poter aspirare a diventare italiano. In tutti i sensi. Portando la propria ricchezza culturale. Ma nel corso di un’integrazione che, per essere veramente tale, deve appunto prevede un’assimilazione (in senso stretto) degli iniziali corpi culturali esterni in un “regime” nazionale che riconosca la propria originale peculiarità. Il che si fa molto meglio rilanciando che non nella chiave – tipica dei movimenti xenofobi – difensiva e conservatrice: l’Italia può conoscere un proprio nuovo Rinascimento, se, attraverso un rinnovato Risorgimento, torna a fare della cultura il proprio ossigeno e, producendo il meglio nei campi scientifici, culturali, artistici riassolve alla propria funzione storica di culla della civiltà, restituendo al mondo anche un riferimento – appunto culturale – da (in)seguire. In questa chiave il contributo delle altre culture può essere decisivo nel migliorare, nel perseguire la crescita costante, e non nel cambiare o nell’imporre una impossibile – e controproducente – convivenza tout court. Fatta salva la libertà di culto, fondamento di una società liberale, dobbiamo tendere insieme a fornire nuova conoscenza e nuovi modelli per la costruzione (planetaria) del futuro. La stessa (nuova) integrazione, ad un tempo identitaria e aperta, può rappresentare il primo contributo dell’Italia, paese di migranti, alla predisposizione del domani.

Nella foto, Marine Le Pen, figlia di Jean-Marie; leader del Front National, la Lega (con accenti ancora più marcati di xenofobia e razzismo) francese. Da notare la similitudine della continuità familiare nella leadership, tipica di movimenti leaderistici e populistici. Ma nel nostro Paese siamo ad un livello di civiltà, di cultura diffusa ancora maggiore. Anche per evitare un’ulteriore involuzione, è necessario rispondere alle richieste di identità che vengono dai popoli europei

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom