Top

***L’editoriale***
MA IL FUTURO SARA’ MIGLIORE DEL PRESENTE
di LUIGI CRESPI

marzo 3, 2011 di Redazione 

Il governo rifiuta di accorpare amministrative (il 15 e 16 maggio) e referendum (probabile il 12 giugno) per non favorire il raggiungimento del quorum in quesiti che sono avversi ad alcune sue decisioni/scelte “strategiche” (?; privatizzazione dell’acqua, ritorno al nucleare, legittimo impedimento) e butta, così, 300 dei nostri milioni (di euro) per i costi maggiormente elevati dell’organizzazione di due consultazioni separate. Stiamo toccando il fondo; ma la vitalità che si registra su queste pagine, le sole sulle quali si ragioni – in modo insieme alto e concreto – di futuro dell’Italia, e altri segnali più generali – come il successo dell’intervento di Benigni al festival di Sanremo e il contemporaneo crollo d’ascolti di uno dei programmi-simbolo del nostro decadimento culturale, l’Isola dei Famosi – dimostrano che non solo ce la si può fare, ma abbiamo già cominciato a farcela. L’importante è sapere che, responsabilmen- te, il futuro dipende da ciascuno di noi. Ora.
di LUIGI CRESPI 

Nella grafica, Luigi Crespi

-

di LUIGI CRESPI

Sono stato a Firenze per la convention della Federcongressi durante la quale si è discusso del futuro. Un discorso difficile, quello sul futuro, perche’ non siamo certi di consegnare ai nostri figli un avvenire migliore di quello che i nostri padri hanno consegnato a noi. Credo sia necessario che il domani sia contrassegnato da grandi eventi.

Abbiamo bisogno di riacquistare la credibilita’ della politica, che come scrive ogni giorno questo giornale deve sviluppare idee e realizzare progetti. Dopo Wikileaks abbiamo il sospetto che qualunque cosa ci viene raccontata dai governanti sia una menzogna. Alcuni cambiamenti importanti ci sono stati: contrappongo i 20milioni di persone che hanno visto Benigni alla crisi di audience dell’Isola dei famosi.

Il fatto che questo programma, simbolo di degrado culturale, finisca nel sacchetto della pattumiera dell’auditel, e che una proposta come quella di Benigni sia stata così seguita dagli italiani, ci da’ qualche piccolo segnale. Da dove verra’ fuori questo cambiamento? Come dimostra l’esperienza de il Politico.it, dall’interno del nostro Paese. La speranza è che siamo noi al centro di quel mutamento che rendera’ il mondo migliore. Vi lascio con una frase, il finale di una canzone di Ivano Fossati: “C’è un tempo d’aspetto, come dicevo, c’è qualche cosa di buono che verra’.

LUIGI CRESPI

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom