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***Il commento***
IL NICHILISMO POLITICO DI BERLUSCONI di GAD LERNER

marzo 3, 2011 di Redazione 

Al presidente del Consiglio non importa più di nulla (tranne che dei propri processi e dell’orgoglioso mantenimento del potere). E per questo può fare di tutto. L’avevamo rilevato ad inizio settimana, con Crespi, nel sottolineare l’indifferenza con la quale trattava il desiderio per l’adozione da parte dei single e del riconoscimento pubblico delle coppie gay, le cui speranze aveva ridotto in brandelli in pochi secondi al solo scopo di riassicurarsi il sostegno della Chiesa. Lo rileviamo nell’atteggiamento tenuto ieri, quando – oltre ad avere accosentino, se non stabilito personalmente, a che il governo chiedesse l’ennesima fiducia nel più totale spregio delle prerogative parlamentari – nel dire sì (tout court, a prescindere) al federalismo della Lega è arrivato ad indossare il fazzoletto verde – un altro sfregio alla propria funzione di primo ministro della nostra nazione – pur di fare tutto per rinsaldare la maggio- ranza e dunque le proprie possibilità di andare fino in fondo. A quest’ultimo riguardo, la conseguenza più politicistica – e poi politica – è che il premier sembra disposto a lasciare cannibalizzare il Pdl da parte delle stesse camicie verdi, lasciando loro (una parte del)la propria eredità politica, dato che neppure del suo partito (?) gli interessa alcunché, se non in quanto strumento per il perseguimento dei propri scopi. Una delle facce del leaderismo. Lo stesso che caratterizza il rapporto tra Vendola e Sel. Ma questo è un altro discorso. Chiosa sul primo il con- duttore de L’Infedele. di GAD LERNER

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

Ricordatevela, la foto che il nostro giornale propone come Foto del giorno, di spalla, scattata la sera di mercoledì 2 marzo a Montecitorio. Berlusconi esultante con il fazzoletto verde della Lega nel taschino. Dopo che l’altro ieri a Milano aveva proposto il modello territoriale della Lega come esempio da seguire ai suoi del Pdl. Quest’ultimo partito, che egli non chiama neppure partito ma più genericamente “Popolo della Libertà”, probabilmente cambierà ancora nome e pseudovertici, con o senza Bondi di complemento. Ma il suo destino al Nord è di travasare direttamente il suo elettorato a vantaggio della Lega che aspetta, paziente e solo in apparenza subalterna. Per cavarsela e sopravvivere Berlusconi è prontissimo a travestirsi pure da leghista. La sua eredità politica è pronto a devolverla al Carroccio, tanto a lui interessa altro, come ormai si sa.

GAD LERNER

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