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Attenzione perché mondo sta cambiando Comincia una nuova fase di “rivoluzioni” La nostra sarà (di nuovo) quella culturale Antico non “fossile” ma chiave del futuro Torniamo a indicare la strada della civiltà

marzo 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Vivaddio, il (nostro – ?) dibattito pubblico è passato (? Non ancora sufficientemente) dalle nostre amenità autoreferenziali a, se volete, i temi che riguardano il domani dell’umanità: l’approvvigionamento energetico, nella declinazione del nucleare e del suo potenziale distruttivo dell’intero pianeta (e dell’umanità stessa); la democrazia, modello che l’occidente propaga (“esporta”) molto meglio con la cultura (attraverso la comunicazione) che non con le bombe. Ma che, laddove le resistenze dell’integralismo sono maggiori, richiede l’uso della forza. In questi giorni è circolata spesso la battuta secondo cui non ci sarebbe differenza tra il guerrafondaio Bush, “esportatore” di democrazia (?) con le armi e il presunto pacifista-premio Nobel per la Pace Obama. La differenza – oltre al “piccolo” particolare che la missione è “difensiva” nei confronti dei “ribelli”, e non offensiva. Ma quand’anche l’iniziativa cambiasse, sia pure entro certi limiti che ora vedremo – è che in Iraq non c’era nessuna richiesta di massa di democrazia, in Libia sì. E la ragione è che si è già compiuta una rivoluzione culturale, consentita da internet e dalla contaminazione dei nostri modelli (migliori). Ciò significa che Tripoli non ha niente a che vedere con l’Iraq, e nemmeno con l’Afghanistan; perché sono le masse a volere l’autodeterminazione e la democrazia, e ciò rende qualsiasi intervento esterno di sostegno un intervento, appunto, di supporto e non l’ingerenza che possono immaginare solo altri dittatori capaci di riconoscersi in Gheddafi (come Putin, non a caso subito rintuzzato da Medvedev). Non a caso (ancora) alla notizia che la coalizione avrebbe mandato i propri caccia i cosiddetti “ribelli” hanno esultato, cosa che non era mai avvenuta di fronte alle bombe degli americani in medioriente (anche perché là non c’erano “ribelli”; non, almeno, in questo numero e dimensione popolare). Il rischio, piuttosto, è che gli effetti collaterali di un intervento appunto doveroso e “giusto” (o, meglio, giustificato) – nella misura in cui rimane difensivo o di supporto, sempre, a ciò che il popolo libico aspira ad avere (per quanto sia difficile stabilire cosa voglia il popolo, definire i confini del popolo di fronte ad una – parte di – guerra civile, sia pure mentre il maggiore potente di un Paese colpisce senza pietà i suoi connazionali rivoltatisi in evidente stato di inferiorità dal punto di vista “militare”) – possano generare quella deriva nazionalistica che abbiamo denunciato ieri per primi. In questo contesto, con le rivoluzioni da un lato, e il rischio di una deriva dall’altro, ciò che serve, urgentemente, è un ritorno ad una dimensione etica e filosofica di cui, ancora, il Politico.it ha parlato prima di ogni altro. E’ qui, molto più efficacemente che in chiave militare, che l’Italia può riavere la propria leadership, compiendo la necessaria rivoluzione culturale e mettendosi così nella condizione di generare nuova civiltà. Con l’ispirazione necessaria che gli antichi, i classici – come nel Settecento – possono offrire a partire dal loro modello di democrazia e di civiltà, per un possibile nuovo Rinascimento che dal nostro Paese contagi il mondo intero, accompagnando e consolidando quegli aneliti rivoluzionari e rilanciando la pace in occidente (e non solo). Da dove partire? Dalla cultura che torni ad essere il nostro ossigeno, appunto, e, con essa, da una democrazia (sempre più) diretta in cui la società si faccia politica che favorisca la (stessa) rigenerazione (culturale) e stemperi le tentazioni nazionalistiche maggiormente tossiche. Verso un’umanità che conosca, alla fine, quella libera circolazione, nell’assenza di confini (interni), che segnerà la democrazia (universale) del futuro. Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi
Libia, se il governo è in stato confusionale

marzo 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Smentito dai piloti, il presidente del Consiglio aveva sostenuto che i no- stri Tornado, nell’azione per fermare Gheddafi, non avrebbero sparato. Ma poterlo fare è una conditio sine qua non per assicurare quella no-fly zone la cui costruzione è l’obiettivo della missione. Dalla disponibilità iniziale a “fare ciò che saremo invitati a fare”, fino al voltafaccia (di fatto si tratta di questo; doppio: prima nei confronti di Gheddafi, e poi) rappresentato dal “rammarico” (per il dittatore libico), il nostro esecutivo mostra di non sapere che pesci pigliare. E quindi di non poter esercitare alcuna leadership. Della cui assunzione da parte dei france- si ci lamentiamo. Ma se il protagonismo di Sarkozy è strabordante e rischia di portare l’operazione su sentieri di (una) violenza non contemplata e dagli effetti imprevedibili, e di alimentare un “riarmo” nazionalistico – come denunciato ieri da il Politico.it – la colpa è anche di chi, più “vicino” (in tutti i sensi?) alla Libia (di tutti), ha oggi una guida che non si dimostra tale. di GIULIA INNOCENZI Read more

***Il commento***
GUERRA E NUCLEARE FAVORISCONO LA SINISTRA
di LUIGI CRESPI

marzo 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il meno cinico tra i giornali italiani – il Politico.it – non si metterà a fare i conti delle (semplici) ricadute interne proprio di fronte all’emergere di fenomeni che vanno oltre le nostre (ancora) provinciali questioni “nazionali”  (o meglio autoreferenziali) e ci interrogano – anche se in modo imprevisto, impattante e duro – sul nostro futuro, promettendo di favorire cambiamenti radicali, vedremo se e quanto “positivi” (il che si potrà giudicare solo storicamente). E tuttavia, così come in Francia Sarko crolla (non solo naturalmente per il Giappone e la Libia, “venuta” nelle stesse ore del voto) e in Germania i Verdi tornano a volare, le vicende di queste ore hanno un effetto anche sulla nostra politica (politicante di oggi; ma non solo). E, in particolare, con un esecutivo legato a doppio filo al nucleare e in queste ore titubante di fronte alla crisi libica, possono aprire delle praterie ad un centrosinistra, e ad un Pd in particolare, che sappia- no rappresentare l’altra opzione per il governo e per la costruzione del futuro dell’Italia. Vedremo meglio in successivi rilevamenti, ma intanto è chiaro come Berlusconi stia (ulteriormente) perdendo consenso e come un Pd di Bersani peraltro di nuovo combattivo – ma non abbastanza, possano “prenderne il posto”. di LUIGI CRESPI Read more

Ed eccole le crepe dietro unanimismo (?) Obama non è convinto di attacco in Libia Berlusconi si sfoga: ‘Sarkozy ha insistito’ E siamo all’alba d’un’Odissea diplomatica
di Désirée ROSADI

marzo 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Abbiamo parlato con Riccardo Spezia del rischio di un ritorno nazionalistico. E del possibile detonatore rappresentato da recriminazioni, (nuovi) “schiaffi”, “interferenze” le une sulle altre (nazioni). Ebbene, tutto questo è già esploso sottotraccia. Ecco cosa non vi dicono della guerra in Libia. di Désirée ROSADI Read more

Attacco a Gheddafi probabilmente giusto Ma le nazioni vanno (?) in ordine sparso E Onu e Ue (in realtà) stanno a guardare Rischi legati ad una ripresa nazionalistica
di RICCARDO SPEZIA

marzo 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ha parlato di un “nazionalismo necessario” per l’Italia, per ritrovare una motivazione ad essere se stessa (?). Ma il passaggio è delicato e, come abbiamo scritto più volte, va da subito incardinato in uno “sbocco europeista”. Esattamente il contrario di quanto, per altre vie, sta avvenendo in queste ore nel Vecchio Continente e nel mondo, dove, sia pure in modo soft, quel residuato ottocentesco che sono le nazioni – così come le conosciamo storicamente, in un mondo che va e deve andare sempre più verso una dimensione, e confini, globali – rialzano la cresta, sollecitate a farlo dalla crisi – che le porta (?) a chiudersi in se stesse – rimettendosi in pista a caccia di trofei economici o anche solo di “gloria”. E’ il caso – naturalmente – della Francia, ma non solo. L’antidoto a tutto questo è (appunto) un raccordo sovranazionale che, proprio in questo frangente, mostra tutta la sua incosistenza, sottolineando una volta di più la responsabilità che (del resto) le stesse nazioni si sono assunte nel non darsi una “forma europea” più compiuta. Ed è anche per questo che, al momento attuale, il compito dell’Italia è tanto più quello di spingere verso l’unificazione politica e non (più), solo, economica. Ce ne parla il giovane ricer- catore e esponente de iMille. di RICCARDO SPEZIA Read more

Ma forse il disastro si poteva ‘contenere’ Gavettoni, maxi-prolunghe, piccoli idranti Maldestri tentativi di raffreddare reattori In Giappone nostra autoironia è già realtà
di EMILIO D’ALESSIO

marzo 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il terre- moto+ tsunami non era forse preventivabile, anche se le vecchie centrali andavano probabilmente chiuse. Facile del resto parlare ex post. Difficile dire (o forse no…) come avremmo agito/ stavamo per agire nel nostro Paese. Di certo c’è che la “macchietta” dell’italiano che non si cura della sicurezza delle proprie centrali atomiche si trasforma in molto più di una semplice “previsio- ne” proprio nel supertecnologico e rigorosissimo Giappone: la TEPCO società che gestisce gli impianti di Fukushima ha, in questo caso, adottato misure di tamponamento quanto meno discutibili, a dimostrazione di una scarsa preparazione (In generale) ad affrontare eventi “catastrofici” e quindi a garantire la sicurezza dei cittadini giapponesi (e non solo). Una serie di interventi che sarebbero comici, se non fossero tragici. L’esperto di energie alternati- ve passa in rassegna i fantozziani procedimenti usati per raffreddare i reattori. di EMILIO D’ALESSIO Read more

Al vero tsunami segue quello economico Un’altra “scossa” ai (già precari) equilibri Sale il dollaro, giù le nostre esportazioni
di ALDO TORCHIARO

marzo 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il disastro nipponico avrà conseguenze su più piani: rispetto alle strategie di approvvigionamento energetico, già in atto; ridisegnerà complessivamente lo schema di domanda e offerta mondiale; modificherà l’attuale “mappa” della (capacità di produrre) ricchezza. Il direttore responsabile di Semestre Europeo prefigura sul giornale della politica italiana gli scenari possibili. di ALDO TORCHIARO Read more

Talenti. Libia, Odissea all’alba: un affaire francaise di Virgilio Falco

marzo 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sarkozy ha assunto la leadership della missione. Un’occasione per “avere mano libera per condurre il mondo e, nello stesso momento, lanciare una OPA sulle attività economiche e di partnership del futuro governo libico”. Una partita internazionale che, alla vigilia delle presidenziali in Francia, ha anche risvolti interni. Ma qual è, invece, il ruolo delle altre nazioni, a cominciare dal nostro? Ce ne parla il giovane, ex Pdl, balzato agli onori delle cronache per la sua presa di distanza dalla “guida” autoreferenziale del presidente del Consiglio. di VIRGILIO FALCO Read more

Ed ecco il quasi-capolavoro di Aronosfky ***1/2. Oscar (meritato) della brava Natalie

marzo 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ballerina chiamata ad interpretare il Black Swan, i cui incubi la metteranno a confronto con il proprio lato oscuro. Ulivieri è severo ma non riesce a dar di meno a questo film che, se già non siete stati in sala a vedere, non dovete perdere assolutamente. di FABRIZIO ULIVIERI Read more

Ogni settimana al cinema con il Politico.it E’ il giorno de Il cigno nero (di Aronofsky) Ma apriamo con Nessuno mi può giudicare IN COPERTINA la grande Paola Cortellesi

marzo 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Tra poco il film che ha vinto l’Oscar con Natalie Portman, assolutamente da non perdere. Ma dedichiamo l’apertura, spingendolo criticamente (in tutti i sensi), come (quasi) ogni volta, al nostro cinema. Attilio Palmieri&Fabrizio Ulivieri: il talento del giornale della politica italiana, tra i più brillanti giovani critici e studiosi del nostro Paese, esperto (tra il resto) di cinema americano; il critico che cura la rubrica domenicale de il Politico.it sulle uscite della settimana più fedele all’entertainment, dedito amorevolmente alla crescita del cinema italiano. E il giornale della politica, italiana, anche per ciò che riguarda il cinema, vince. Ma veniamo ai veri protagonisti, che sono i (nostri) film. Nessuno mi può giudicare, dunque, per cominciare. E poi l’ultimo Aronofsky, con Natalie, Winona e Vincent Cassel. di FABRIZIO ULIVIERI Read more

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