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Commento. Per Berlusconi la vita privata è tale solo per sé L. Crespi

febbraio 28, 2011 di Redazione 

Il presidente del Consiglio è libero di fare il bunga bunga, ma – sempre per il Cavaliere – i single non possono adottare un figlio e le coppie gay non si possono unire sulla base di un patto riconosciuto dalla società. Naturalmente tutto questo al (solito) scopo di (ri)trovare la sponda della Chiesa – che prontamente, con l’intervista di Bagnasco al Giornale, risponde – e in nome della propaganda. Peccato che, in questo caso più che quando i temi sono di carattere (più) generale, sia visibile come l’ipocrisia autoreferenziale berlusconiana vada a ricadere sulla vita reale delle persone, devastandola. E rendendo il tutto ancora più odioso. Perché si capisce appunto che sono persone in carne ed ossa, con la loro sensibilità, a pagare il prezzo della codardia politica del Cavaliere. Oggi il giornale della politica italiana si dedica (soprattutto) a questo: a cercare di riparare ai danni arrecati alla nostra vita civile (colpita naturalmente anche dall’attacco alla scuola pubblica, ma di fronte ad un tema appunto più generale, il Politico.it ha preferito (non) “rispondere”, ieri, rilanciando piuttosto la propria piattaforma che vede (proprio) nella scuola, nell’università e nella cultura la chiave per la costruzione del futuro dell’Italia) da Berlusconi, raccontando in modo più onesto la realtà dei cosiddetti diritti civili e dello stato del loro (mancato) riconoscimento nel nostro Paese. Perché – avremo modo di tornarci – fu proprio Napoleone, tra i padri (in fondo) della nostra nazione, ad introdurre il matrimonio civile nel (futuro) nostro ordinamento. Benché all’imperatore non si potesse attribuire un difetto di visione e lungimiranza, ciò non significa che ogni sua scelta sia da condividere. Ma il principio della laicità di (ogni) Paese è consustanziale alla possibilità stessa di quel Paese di essere libero; e in generale il riconoscimento di un diritto aggiunge e non toglie a (nessuna) persona. Anzi: un Paese (veramente) libero (di essere felice) è un Paese i cui cittadini sono (appunto) più felici, e il cui “rendimen- to” (più generale) migliora considerevolmente. Per una volta muoviamo dunque da Berlusconi, che pa- lesa tutta la propria inadeguatezza, per sviluppare la nostra narrazione di oggi. di L. CRESPI

Nella grafica, Luigi Crespi

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di LUIGI CRESPI

E’ tornato in grande forma Silvio Berlusconi, lucente e splendente come una stella di Hollywood, sabato ha ripreso i fili della sua pragmatica politica: ha tolto tutte le illusioni ai single che desideravano adottare un figlio; ha tolto tutte le illusioni alle coppie gay che volevano coronare il proprio sogno d’amore regolarizzando la propria posizione con la societa’; ha chiarito con evidente perentorieta’ che la scuola pubblica non puo’ plasmare i nostri giovani, delegando questo compito alla scuola privata e a quella cattolica, e ha additato come fa di solito i nemici di sempre, i comunisti.

Immediata la risposta della Chiesa cattolica che, come sappiamo, colpisce i peccati ma non i peccatori; con un’intervista sul Giornale di Sallustri, il cardinal Bagnasco dà l’assoluzione al buon vecchio Berlusconi con lo stesso vecchio metodo che ricorda le indulgenze con il quale ungevano la Sacra Rota.

In un paese dove il 30% dei giovani è disoccupato e si tocca il 50% al sud e tra le donne, Berlusconi non è riuscito a non invitare i giovani e belli presenti ai due congressi di sabato, al Bunga bunga, precisando che il Bunga bunga è una dimensione onirica nella quale ci si ritrova per fare quattro salti e bere qualcosa, anche se sappiamno che alcune ragazze che hanno partecipato hanno ritenuto opportuno farsi l’esame dell’HIV come riporta Il Fatto.

Vedete, si cambia il senso delle parole: le orge si chiamano Bunga bunga e le puttane si chiamano escort; sembra tutto piu’ accettabile e rende piu’ plausibile il perdono, l’assoluzione, la dimenticanza. Per lui è legittimo perche’ attiene alla propria vita privata, il Bunga bunga, ma non è legittimo che due persone che si amano, anche se dello stesso sesso, possano sposarsi; come non è legittimo che un single possa adottare un bambino, che, secondo la sua visione, è meglio che resti negli orfanotrofi.

Tutta colpa dei comunisti.

LUIGI CRESPI

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