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“(Nostra) dignità dell’Italia is not for sale Gino Bucchino, gigante tra (anche) nani Ecco cosa mi ha raccontato oggi in aula
di ANDREA SARUBBI*

febbraio 25, 2011 di Redazione 

E’ il parlamentare del Pd che ha rifiutato 150mila euro e la rielezione garantita offertagli da (presunti) emissari di Verdini perché non si fa e per difendere, così, «l’immagine del Parlamento, cuore della democrazia fatto di persone onorabili». Un eroe di questo tempo, che un giorno, anche qui, tornerà ad essere la più assoluta (straordinaria) normalità. E’ una promessa che (ci) facciamo tutti insieme. E alla quale appunto, insieme, stiamo lavorando. Il nostro Sarubbi lo ha avvicinato stamattina alla Camera. Ce lo racconta così. di ANDREA SARUBBI*

Nella foto, l’onorevole Gino Bucchino

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di ANDREA SARUBBI*

Dalla vicenda di Gino Bucchino, che ieri ha denunciato il tentativo di compravendita nei suoi confronti da parte della maggioranza, ho imparato due cose che non sapevo. La prima è che esiste un movimento chiamato Rifondazione socialista, di cui ignoravo colpevolmente l’esistenza; la seconda è che il prezzo di noi deputati si è abbassato terribilmente, se dai 500 mila euro di cui si parlava a ridosso del 14 dicembre ora siamo arrivati a 150 mila. Tanto è, infatti, quanto è stato offerto al nostro Gino da un emissario di Verdini. Un emissario tutto da studiare, perché il movimento di cui è fondatore sarebbe in teoria una roba di Centrosinistra, forse il frutto più a sinistra delle travagliate scissioni in casa socialista. Per dirla in termini calcistici, sono saltati gli schemi.

Non mi sono accontentato di leggere i giornali: stamattina in Aula mi sono fatto raccontare dal mio collega la storia, per filo e per segno, e ho fatto bene. Perché ho scoperto anche un lato politico della vicenda, che va di pari passo con quello mercantile: se non ho capito male, i Responsabili avrebbero intenzione di proseguire anche nella prossima legislatura, magari candidandosi nelle liste del Pdl per poi ritornarsene nel proprio gruppo parlamentare e contrattando, nel frattempo, qualche strapuntino. L’emissario di Verdini ha fatto al nostro deputato un ragionamento di questo genere: “Volenti o nolenti, Berlusconi è l’unico uomo che può guidare questo Paese. Io ho in mente il progetto di costituire all’interno del gruppo dei Responsabili una gamba sinistra: tu, che nel Pd non sei valorizzato, saresti proprio l’ideale per noi. Rimarresti di sinistra, senza rinunciare alle tue idee, perché da noi le idee non sono un problema; verresti ricandidato anche al prossimo giro, in quota ‘componente di sinistra’ del gruppo; siccome avrai delle spese, noi ti diamo 150 mila euro e stai tranquillo”. Bucchino non ricorda bene il giorno, ma era intorno al 25 gennaio; da allora, sono entrati nel gruppo dei Responsabili 7 deputati, ma solo uno (Paolo Guzzanti) veniva dall’opposizione: segno che, evidentemente, il mercato delle vacche sta cominciando a trovare vacche non in vendita. Il che sarebbe normale, in un Paese normale, ma da noi è una buona notizia: tanto che, quando stamattina Gino ha preso la parola in Aula, ha fatto la figura di un gigante in mezzo ai nani.

GINO BUCCHINO. Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la parola per fatto personale. Desidero intervenire esattamente – e lo dico con forza – non a difesa e a tutela della mia immagine personale, perché per questo fine mi basta e mi avanza la stima che ricevo dalle persone che io stimo. Desidero invece intervenire – e approfitto di questi minuti – a tutela dell’immagine del nostro Parlamento, che è il cuore della nostra democrazia ed è fatto di persone onorabili. È un Parlamento nel quale siedono tutte le espressioni democratiche del nostro Paese, che impone, però, proprio per la sacralità dei luoghi, anche responsabilità nell’uso delle parole. Intervengo a dignità della tutela dell’immagine dei parlamentari all’estero, che sono espressione del sacro diritto di partecipazione di oltre cinque milioni di persone che vivono all’estero e che hanno fatto tanto per il nostro Paese, per la nostra Italia. In questi mesi qualcuno sta anche giocando sporco sul diritto di partecipazione dell’estero per colpa di fatti, passati e recenti, che riguardano senatori della nostra Repubblica. Intervengo a difesa e a tutela dell’immagine del Partito Democratico, del quale mi onoro di fare parte. Se dobbiamo usare la parola “vergognoso”, come è stato fatto dall’onorevole Sardelli, del gruppo Iniziativa Responsabile, vergognoso è il serio rischio, che stiamo correndo, di offrire all’Italia, al nostro Paese un’immagine degradata del nostro Parlamento (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori). Tale serio rischio deriva dalla constatazione di come il passaggio, da una parte all’altra di queste ali del Parlamento, di due o tre persone possa essere determinante e decisivo per il futuro dell’intero nostro Paese, di 60 milioni di persone; ciò solo perché due o tre parlamentari decidono di passare dall’altra parte. A me non interessa assolutamente parlare del gruppo dei responsabili, anche perché non ho fatto nessun commento nei loro confronti nelle mie dichiarazioni rese ieri nella conferenza stampa. Ho fatto semplicemente il mio dovere e lo farò fino in fondo, anche davanti alla magistratura, nel caso che quest’ultima decidesse di chiamarmi a riferire. Mi permetta un sorriso, signor Presidente, di fronte a questa sorta di mettere le mani avanti e di excusatio non petita da parte di coloro che mi hanno preceduto. Sorrido anche sul fatto che siamo veramente arrivati, sembra, ai saldi di fine stagione e sottolineo l’espressione «di fine stagione» (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Unione di Centro e Italia dei Valori). Un’ultima parola ai colleghi del gruppo dei responsabili. Se non ho capito male, hanno parlato di un serio rischio e della necessità di essere scortati. Io non chiederò di essere «escortato», pardon, scortato (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Unione di Centro e Italia dei Valori)!

ANDREA SARUBBI*

*Deputato del Partito Democratico

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