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***Il retroscena***
IL DOPPIO GIOCO DI FIORONI
di CIUENLAI

febbraio 25, 2011 di Redazione 

L’emorragia di Fli di cui abbiamo parlato con Chiara Moroni, certo, ma altrettanto corposa è un’altra fuoriuscita che però fa meno notizia. Sono ventitrè i parlamentari del Pd che hanno lasciato il loro partito di elezione (in tutti i sensi?) nel corso di questa legislatura ma con un crescendo negli ultimi mesi. E sono tutti deputati e senatori vicini all’ex ministro dell’Istruzione, punto di riferimento della frangia Democratica più orgogliosamente democristiana (con buona pace di chi, come il nostro giornale e come Walter, predica da sempre la necessità di una “fusione… calda” nella cultura Democratica tout court). Ebbene, Fioroni li starebbe muovendo uno a uno – come pedine – in vista di un esodo complessivo della sua area, ovviamente destinazione terzo polo, per spostare il baricentro del centro-sinistra (che tornerebbe sciagiuratamente a presentare il trattino) dalla parte dei moderati, con buona pace della sinistra bersaniana (vera corresponsabile di questo possibile fallimento: ad ogni azione-provocazione corrisponde una reazione) e anche del Pd, e con esso delle speranze per il nostro Paese di essere salvato e rifatto grande – in un unico, non troppo lontano, tempo. A raccontarlo ai nostri lettori è una nuova firma del giornale della politica italiana, molto nota ai frequentatori politici della rete: comincia oggi la sua collaborazione con il Politico.it la penna efficace di Ciuenlai, che ci spiega, in 4 punti, qual è la strategia di Fioroni. di CIUENLAI

Nella foto, un mefistofelico Beppe Fioroni

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di CIUENLAI

1) – Sono ventitrè i parlamentari del Pd che sono passati ad altri lidi (centrodestra, misto, Api e Udc) e quasi tutti provenienti dalla Margherita o area cattolica. Altri si appresterebbero a lasciare il partito. E’ una emorragia silenziosa ma costante, una linea tesa a non dare nell’occhio. Non fa notizia, perchè se fossero usciti tutti insieme avrebbero provocato l’effetto che Fli ha avuto sul Pdl.

2) – Fioroni va all’assalto di Torino e di un consumatissimo e crepuscolare Fassino. Come nel caso di Renzi (allora uomo di Rutelli), il suo “eroe” Davide Gariglio (un altro ex margherito) è accusato di farsi aiutare da destra, Cl e terzo polo. Se ci riescono stavolta salta il banco. Altro che Vendola!

3) – Tra breve in Parlamento si voterà il testamento biologico e si prevedono dolori. Non sono escluse proposte autonome e divergenti sull’argomento, naturalmente da parte degli ex Dc.

4) – In diverse regioni si segnala l’attivismo dei cattolici del Pd su temi a loro cari che costringe sulla difensiva i dirigenti e i militanti laici. Si veda in Umbria la vicenda dei santi nello Statuto.

Come nei migliori film di spionaggio va in onda il doppio gioco. Da una parte i cattolici i moderati, i democristiani incalliti e i filovaticanisti del Pd fanno la voce grossa nel partito, cercano di aumentare la loro influenza, vanno alla conquista di nuove posizioni di potere, emarginano e tengono lontano il tessuto di sinistra (Cgil, cooperazione, associazionismo, movimenti ecc.), impongono la linea della diversità concorde e della non opposizione. Dall’altra, quatti quatti, iniziano a sloggiare verso il loro approdo naturale (secondo loro): il terzo polo, in omaggio alla politica dei due forni.

L’obiettivo? Il combinato disposto di questa operazione mira a portare il maggior numero di consensi all’area moderata e a rendere marginale la sinistra. Insomma a praticare un veltronismo tutto loro.

CIUENLAI

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