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Chiara Moroni è la ‘nuova politica’ “Sogno un’Italia giusta” Patrone

febbraio 25, 2011 di Redazione 

Intervista alla deputata di Futuro e Libertà, simbolo di quella politica post-ideologica condotta all’insegna dell’onestà e della responsabilità per il (solo) bene di (tutto) il Paese anticipata dal giornale della politica italiana e – almeno sul piano ideale – messa in campo dalla nascita del nuovo partito di Fini. Che Moroni, infatti, difende a spada tratta: «L’emorragia di deputati? Evidentemente non condividevano il progetto. Che è la nostra vera “proposta concreta” per la costruzione del futuro dell’Italia». di MATTEO PATRONE

Nella foto, Chiara Moroni

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- Onorevole Moroni, che aria tira, oggi, in Futuro e Libertà?
«Con la fuoriuscita di qualche deputato e senatore si fa solo chiarezza. Come ha giustamente affermato Gianfranco Fini chi è andato via o non ha condiviso il progetto e l’idea oppure è in mala fede. Vogliamo credere alla prima delle affermazioni. Non è con la fuoriuscita di qualche pezzo che si ferma il progetto di Futuro e Libertà che va oltre gli uomini e punta al futuro dell’Italia».

- Ecco, parliamo di questo. Che Italia sogna per il nostro futuro?
«Io immagino l’Italia per la costruzione della quale mi sono battuta fin da quando, giovanissima, mi sono impegnata in politica. Nessuna declinazione di idee e valori che poi restano, come sempre, nel dimenticatoio. Io immagino un’Italia rispettosa della dignità del singolo, rispettosa della dignità delle donne, un’Italia liberale e solidale. Un’Italia giusta, insomma».

- Tre proposte concrete da mettere in campo per centrare l’obiettivo.
«La nascita di Futuro e Libertà è già una proposta concreta. Non è solo un modo di dire. Io ci credo davvero nel progetto che abbiamo illustrato a Mirabello prima, a Bastia Umbra poi e a Milano qualche giorno fa. Non ci sono proposte concrete e proposte meno concrete: esistono proposte in cui si crede e si lotta per realizzarle».

- Chiudiamo con la contingenza “politica”. Sosterrebbe Rosy Bindi candidata alla presidenza del Consiglio di una coalizione di emergenza nazionale?
«Emergenza nazionale è una locuzione da guerra civile. Se la Bindi passasse in Futuro e Libertà, allora sì, la sosterrei sicuramente».

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