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Intervento. Libia, l’esito della crisi dipende da noi di Walter Veltroni

febbraio 24, 2011 di Redazione 

L’ex segretario del Pd sceglie il Politico.it per dire la sua sulla «carneficina» perpetrata da Gheddafi e sulle reazioni un po’ egoistiche della comunità internazionale. Per non parlare dell’Italia. Che, col governo, non sa che pesci pigliare, e con la Lega si preoccupa solo dei rifugiati. Ma che nemmeno, ci fa notare Veltroni, scende in piazza come aveva fatto contro la guerra in Iraq.
di WALTER VELTRONI

Nella foto, l’ex segretario del Pd

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di WALTER VELTRONI

In Libia è in corso una autentica carneficina. Migliaia di morti, bombardamenti su minareti, uccisioni di massa e cadaveri esposti nelle strade, stupri casa per casa, fosse comuni. Se si fa eccezione per le dichiarazioni di Obama e di qualche leader europeo, per il resto è silenzio. Fino alle contorsioni del governo Berlusconi. E ci dobbiamo dire anche che sono silenziose le piazze. Le stesse che si riempirono con milioni di persone contro la guerra in Iraq oggi tacciono di fronte al martirio di un popolo che aspira a libertà e diritti.

So anche io che il futuro di questo rivolgimento è incerto e che contiene rischi. Ma so anche che se il mondo occidentale mostrerà, come sta facendo, imbarazzo e freddezza, alla fine questi milioni di esseri umani coltiveranno ancora più diffidenza e odio verso chi li ha lasciati soli.
Il nuovo equilibrio che si scriverà in quell’area, la sua stabilità e la sconfitta degli integralismi, dipenderà molto dal modo in cui si farà vivere oggi una solidarietà civile, uno spirito umanitario e un impegno politico e diplomatico. Per loro. Ma anche per noi europei che sembriamo dominati solo dalla paura dei profughi.

Paura reale che deve chiamare in causa, certamente, anche l’Unione Europea, per studiare soluzioni comuni che non scarichino solo su un paese il peso di questa sfida. Ma l’Europa e l’Italia non possono limitarsi a “curare se stesse”. Devono costruire, in queste ore, una nuova politica per il Mediterraneo come area di stabilità, di dialogo con l’Occidente, di pace e di diritti. E non lasciare solo, mai, chi rischia la vita per la libertà.

WALTER VELTRONI

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