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Il Sud può diventare il centro del mondo Africa è un grande potenziale inespresso E mercato con Cindia passa(re) di qui (?) Mezzogiorno può esser snodo planetario il Politico.it lo scrive ormai da settimane Ma l’idea (originale) fu di Romano Prodi

febbraio 23, 2011 di Redazione 

Ieri Democratici in piazza per spingere l’Europa ad occuparsi del Mare nostrum. Al di là della modalità da forza marginale – preferibile sarebbe una potente campagna di comunicazione, che non significa fare “porta a porta” o affiggere manifesti ma la riconquista dell’egemonia nel dibattito pubblico. Ma sappiamo che il Pd di Pigi è completamente avulso da queste logiche pure imprescindibili per chi voglia fare politica (e tanto più se è il partito che deve salvare e rifare grande l’Italia…) nell’era, appunto, della comunicazione – al di là di questo, dicevamo, Bersani pone un tema decisivo (anche se in coda alle vicende del Nordafrica, che pure rafforzano questa tesi, e non per propria libera iniziativa, e in modo incompiuto). Perché se vogliamo che il nostro Mezzogiorno non continui a piangersi addosso, e i leghisti a lanciargli contro strali, dobbiamo capire che, muovendoci ora, possiamo trasformarlo nella piattaforma di comunicazione (commerciale!) tra, prima, l’Asia del boom economico e, poi, il potenziale boom del millennio, quello del continente nero. Ma, appunto, dobbiamo muoverci ora: cominciando a portare i traffici su quella rotta. Come si fa? Innanzitutto creando le condizioni infrastrutturali: il collegamento via terra con il nord deve essere competitivo con le vie del mare. E oggi siamo invece al terzo mondo. Lavorando sulle relazioni con quei Paesi e sull’impegno della nostra industria. E poi seminando sul piano culturale: la scuola è l’ancora di salvezza del mezzogiorno, è di lì che parte la costruzione del suo domani. Naturalmente per fare tutto questo ci vuole un po’ di capacità di visione prospettica. E, conseguentemente, quel progetto organico e complessivo per salvare e rifare grande – in unico tempo – il nostro Paese. Ma è necessario. O andremo in declino. E il momento per muoversi – il Politico.it lo scrive da settimane – è ora. O mai più. Vogliamo perdere una simile occasione? Ginevra Baffigo, ora, ci racconta l’iniziativa del Pantheon Pd.

Nella foto, Romano Prodi ai tempi della (sua ultima) presidenza del Consiglio

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di Ginevra BAFFIGO

Se Berlusconi non vuole disturbare il raìs, il Pd scende in piazza. Nelle ore in cui dal Colle tuona il minaccioso rimprovero, il Pd sembra infine intraprendere la battaglia democratica. La Libia mostra infatti in questi giorni di efferata violenza, la miopia della politica estera del Governo italiano, che rischia, a detta degli osservatori occidentali, di passare per amico dei dittatori. «La teoria delle famose relazioni speciali con Putin, Gheddafi e Lukashenko ci ha avvinghiato a degli autocrati», denuncia tardivo il segretario del Pd. E un grande partito di opposizione come il Pd non poteva continuare a tacere.

Pier Luigi Bersani si è infatti impegnato a riprendere, dal governo, l’antica tradizione dell’Italia ponte con il Mediterraneo: «Il Pd, che guiderà il prossimo governo del Paese, vi promette di riprendere un cammino comune di pace, democrazia e benessere».

Bersani parla dal sit-in romano del Pantheon, organizzato in segno di solidarietà alla popolazione libica, ma guarda all’Europa, cui rivolge dinamico uno «’svegliati’: sposta il baricentro dal Mediterraneo». «L’Unione europea -continua ancora il segretario Democratico – è ancora un passo indietro rispetto ai problemi del Nord Africa. Si deve svegliare e spostare il baricentro verso il Mediterraneo, dove ci sono grandi prospettive ma anche grandi rischi». «È necessario – aggiunge ancora Bersani – imprimere una spinta politica vera verso il Mediterraneo». A questo scopo il Pd sta organizzando una conferenza sul Mediterraneo, creando tutti i rapporti necessari: «A questo punto tocca a noi, perché Berlusconi arriverà sempre più in basso, inchiodato alle sue scelte del passato e al suo rapporto con Gheddafi».

Bersani è altresì realista, è ben consapevole del fatto che « la democrazia non si può esportare, ma si può lavorare sul riconoscimento dei diritti umani, della libertà di pensare e di manifestare. Tutti noi dobbiamo dare un contributo positivo da questo punto di vista perché si apre per quei popoli una pagina nella quale la storia sta mettendo la sua impronta. Purtroppo l’Italia è stata sorpresa con il governo Berlusconi nel punto più basso dal dopoguerra ad oggi del suo prestigio – attacca il segretario – privilegiando relazioni speciali solo con Putin, Gheddafi e Lukashenko, solo per far vedere il nostro premier nei principali telegiornali».

«Il Pd – conclude infine Bersani – guiderà in Italia il prossimo governo e promette ai popoli in lotta del Nord Africa di riprendere un cammino comune insieme verso la pace, la democrazia e il benessere».

Dalla splendida cornice del Pantheon non ci sono solo ardui traguardi per il futuro del partito, ma anche un po’ di mera critica alle politiche di Berlusconi, che «per decenni l’Italia ha avuto il problema dei rapporti complessi e difficili con i regimi del Mediterraneo e lo ha gestito con equilibrio. Con l’attuale premier ci siamo invece messi sul tappetino e ci siamo lasciati umiliare incontrando Gheddafi otto volte in due anni». Secondo Bersani, il rischio è che nei Paesi del Nord Africa «l’Italia venga percepita come una nazione amica del loro passato, proprio di quel passato che i giovani in lotta sulle piazze vogliono cacciare via».

Ginevra Baffigo

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