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E rischia di saltare vero processo breve Mediaconciliazione, la giustizia è veloce Doveva entrar in vigore prossimo marzo Ma gli avvocati si son (rin)chiusi in casta Mobilitiamo per reale riforma giudiziaria

febbraio 21, 2011 di Redazione 

E’ un nuovo istituto, introdotto lo scorso anno nella nostra legislazione, che offre un servizio molto semplice: prima di rivolgersi alla giustizia ordinaria, chi si trovi impelagato in una lite può andare dal mediaconciliatore che, con maggiore rapidità, minori costi per lo Stato e quindi per tutti noi, con l’effetto di decongestionare la giustizia civile ordinaria, «aiuta effettivamente le parti coinvolte a risolvere» il loro problema. Immaginate i benefici. Tanto che in altri Paesi d’Europa è già (ampiamente) in vigore. E’ una prima, vera riforma della giustizia, in grado di sciogliere il nodo che riguarda tutti noi: la lentezza di “movimento” del nostro sistema giudiziario. Con possibili ricadute positive sui cittadini, in primo luogo, direttamente, e indirettamente attraverso le ricadute (appunto) sull’intero sistema. Doveva entrare in vigore tra poche settimane. Ma la chiusura in casta di una categoria che, peraltro, non rischierebbe di essere del tutto esclusa dalle cause che verrebbero risolte con l’ausilio del mediaconciliatore (perché questi svolge la funzione di un “giudice”, e l’accompagnamento da parte di un avvocato può comunque essere utile), rischia ora di farla slittare di un anno. Con la (solita) possibilità che, alla fine, non se ne faccia nulla. Come a dire, quando scappa un provvedimento finalmente utile al bene del Paese ecco che, per carità, bisogna subito bloccarlo. Guai farci del bene. Il giornale della politica italiana, con Giulia Innocenzi che ci racconta – attraverso la segnalazione di Enrico Ottogalli – questa storia, pensa invece sia il momento di cominciare a fare il bene dell’Italia. Intanto vi racconta cosa sta accadendo. E continuerà a seguire – e a spingere perché venga “risolta” – questa vicenda. di GIULIA INNOCENZI

Nella foto, la nostra Giulia Innocenzi

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di GIULIA INNOCENZI

Il mio amico Enrico Ottogalli mi ha contattata perché chi ha a cuore la giustizia italiana, come lui, in questi giorni è in subbuglio. Il decreto milleproroghe rischia di far saltare una riforma che sarebbe stata il vero processo breve. Ecco quello che ci scrive:

Doveva essere una svolta epocale per il sistema-giustizia italiano. Poteva esserlo. Ma qualcuno (gli avvocati su tutti) ha pensato bene di cercare di bloccare la riforma. E così la mediaconciliazione, novità giuridica introdotta dal d. lgs. n. 28/2010, anziché entrare in vigore nel marzo 2011 (così proclamava il ministro Alfano), rischia di slittare di dodici mesi.
Cos’è – Questo istituto, largamente diffuso all’estero (es. USA, UK, Argentina, Germania, etc.) e fortemente voluto anche a livello comunitario, è uno strumento alternativo per la risoluzione delle liti. Serve, inoltre, a sgravare i tribunali delle tante cause di cui sono oberati. Per certi tipi di controversie, in pratica, prima di rivolgersi alla giustizia ordinaria, bisogna rivolgersi al mediaconciliatore: vale a dire un soggetto imparziale che aiuta effettivamente le parti coinvolte a risolvere la loro lite. Il procedimento conciliativo può avere una durata massima di quattro mesi, terminati i quali o si raggiunge un accordo oppure, in caso contrario, ci si rivolge al giudice. In sostanza al cittadino non è preclusa la possibilità di difendersi dinanzi alla giustizia ordinaria.
Occasione persa – Qualche numero aiuterà a comprendere meglio l’importanza dell’istituto. Il sistema giuridico italiano è al collasso. Basti pensare che una causa civile ha una durata media di 10 anni; che l’Italia è al 156esimo posto (su 181) per l’efficacia del sistema-giustizia (fonte: rapporto annuale Doing Business della World Bank); che l’incidenza positiva della conciliazione raggiunge il 60% nei Paesi in cui tale istituto è più diffuso. E allora perché rinunciare?
La casta si oppone – Gli avvocati hanno alzato il muro. Temono che la novità legislativa possa togliere loro lavoro e guadagno. In realtà non è affatto così, perché la presenza dei legali in sede di mediaconciliazione è comunque consuetudine consolidata nell’istituto
(benché non sia obbligatoria). D’altro canto: se Tizio necessita di un avvocato per citare Caio, perché mai dovrebbe rinunciare al proprio legale in sede di mediaconciliazione?
Milleproroghe – La mediaconciliazione è pronta per partire. Alfano ne ha illustrato le potenzialità, ha creduto nel progetto. Spot pubblicitari (con madrina d’eccezione Milly Carlucci) hanno invaso le tv. Tanti professionisti e tantissimi giovani, molti dei quali disoccupati, hanno investito danaro (i corsi per diventare mediaconciliatore hanno un costo che oscilla tra i 1.000 e i 1.500 euro) e tempo, in formazione, strutture, affitti di locali e organizzazione. In tanti si sono mobilitati per essere pronti al momento dell’entrata in vigore, prevista per il 20 marzo prossimo. Ora il milleproroghe minaccia di fare slittare tutto a marzo 2012. Si determinerebbe, in tal caso, un paradosso: verrebbe penalizzato chi si è mobilitato con diligenza e sollecitudine per adempiere ad una norma e favoriti coloro i quali hanno snobbato o, peggio, volutamente sabotato la riforma. Ma se ci dovesse essere questo rinvio di un anno: che fare con le strutture pronte a partire? Come congelare per così tanto tempo persone, mezzi e sedi? Ora, chi rimborserà tutte queste persone?

Gliela diamo o no la risposta a Enrico, oppure dite che ha già capito come andrà a finire? Vabbè Enrico, te lo diciamo noi: gli onesti e i diligenti, anche questa volta, se lo prenderanno in quel posto. E la casta, invece, esulterà.

GIULIA INNOCENZI

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