Top

***L’editoriale***
E’ TEMPO DI TORNARE AL VOTO
di LUIGI CRESPI

febbraio 15, 2011 di Redazione 

Perché tutti sono nei guai: lo è Berlusconi, Fini fatica a trasformare la sua creatura in una vera macchina democratica (per non ripetere gli errori del Cavaliere), il terzo polo non decolla, il Pd – nonostante la buona volontà – non ha una linea (perché la strategia non è la linea politica, è la strategia), Vendola svolge narrazioni senza entrare nel merito. E così il governo fatica a governare, l’alternativa non si forma all’orizzonte. La soluzione non è, naturalmente (o forse sì, comunque), un grande (?) circo elettorale con gli stessi protagonisti di oggi. Ma una grande (!) elezione democratica (demilitarizzata) in cui i candidati siano scelti – ovunque, territorialmente e politicamente – con le primarie, e si creino le condizioni “di indirizzo” perché possa farcela una nuova leva di giovani (tra cui molte donne) che scendano in campo rompendo in nuce con la vecchia politica e occupandosi solo di contenuti, assumendosi la responsabilità della proposta. Vale per i collegi (ovviamente da ricreare, a livello legislativo o almeno nella proiezione delle organizzazioni dei partiti) come per le guide nazionali, che devono essere scelte liberamente tra proposte concrete per la costruzione del futuro dell’Italia. Utopia? Nell’immediato, forse. Ma è ciò che serve al nostro Paese. Ciascuna parte si assuma la responsabilità di muoversi in questa direzione. E l’Italia si salverà e potrà tornare grande. Ma non è più tempo di aspettare. Chi ce la fa, cominci a farsi avanti. Crespi, sulla settimana trascorsa passando in rassegna la quale non si può che giungere a questa conclusione: è ora di tornare alle urne. Ecco perché. di LUIGI CRESPI

Nella grafica, il grande sondaggista

-

di LUIGI CRESPI

Quella appena trascorsa è stata una settimana densissima di fatti e notizie. La piu’ divertente a mio avviso è quella dello scontro a pedate tra La Russa e Formigli, la mosca tze tze del giornalismo, aggressivo, violento. Ma chi dice che un giornalista dev’essere simpatico? Mi ha divertito vedere La Russa che da’ calcettini e poi dice di averli ricevuti. Mi ha ricordato quel mio compagno di classe alle elementari, mingherlino e antipaticissimo, che durante la ricreazione si avvicinava e mi dava calci sugli stinchi, e quando reagivo diceva “Maestra Luigi mi picchia”. La Russa ha fatto la stessa cosa ed è stato davvero buffo.

Altra notizia della settimana: ho assistito alla manifestazione di Ferrara. Dal punto di vista personale condivido la sua battaglia contro il puritanesimo, ma fatta dallo stesso signore che fece la lista anti-abortista mi sembra poco coerente. In pratica, qualunque cosa per difendere anche l’indifendibile di Berlusconi.

E poi ho seguito con interesse la manifestazione delle donne in piazza, a cui esprimo tutta la mia solidarieta’, perche’ le dichiarazioni che le definiscono un manipolo sparuto non sono legittime. E se fossi in Berlusconi e nelle donne del Pdl starei molto attento, perche’ in piazza c’erano davvero tante, tante donne e mi hanno impressionato.

Così come mi ha impressionato il congresso di Futuro e Liberta’. Il modo in cui si è manifestata l’idea di Fli, il web, la tecnologia. Lo stesso discorso di Fini, chiarificatore, allineato, capace di prendere a destra e sinistra, è degno di grande interesse. Ma il presidente della Camera non puo’ cadere nello stesso errore di Berlusconi. Dev’essere coerente. Male ha fatto a scegliere dietro il palco il suo gruppo dirigente. E’ stato un errore clamoroso che rischia di pagare caro, perche’ la divisione che si è creata nell’assemblea avrebbe assunto il significato dell’espressione di democrazia, mentre ora c’è una lite per le poltrone che rishia di offuscare quanto Fli ha fatto di buono.

Insomma siamo in un momento di grande confusione: le mutande di Ferrara, le donne in piazza, le liti in Fli, La Russa che picchia un giornalista, Berlusconi che accusa Fini e Casini di essere responsabili di non aver fatto le riforme.

Credo che sia arrivato il momento di andare al voto per mettere a tacere propaganda e propagandatori, perche’ di fronte al voto ogni partito dovra’ costruire un consenso reale. Sarebbe una vera dimostrazione di democrazia che metterebbe fine alla querelle che sta bloccando l’Italia e annoiando gli italiani. E anche me.

LUIGI CRESPI

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom