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La Padania (ri)definisce i migranti ‘l’orda’ E per Bersani la Lega non è (più) razzista Amenduni: “E’ però buona mossa tattica” Ma (anche) politicismo di Pigi e D’Alema Ora serve loro ottenere caduta governo Ma il Pd è nato per (ri)fare grande l’Italia

febbraio 15, 2011 di Redazione 

E a questo scopo potrebbe fare il vuoto, come si dice in gergo ciclistico, e vincere le elezioni (quasi – anche – da solo) soltanto mettendo in campo un progetto organico e complessivo per salvare e rifare grande – in un unico tempo – il nostro Paese. La missione storica dei Democratici indicata dal nostro direttore. L’attuale segreteria, però, in parte non è d’accordo (e questo perché/)e non ha alcun progetto da mettere in campo. Non sono un “progetto” le pur lodevoli liberalizzazioni proposte: possono fare parte, di un progetto, ma all’Italia serve ora un disegno (appunto) complessivo per non solo «dare un po’ di lavoro», non solo per «risolvere i problemi del Paese», ma per gettare le fondamenta di una ripartenza duratura e strutturale, capace non solo di consentirle di “tirare avanti un altro po’” (!), ma di restituirle il posto che le compete nel mondo, quello di culla della civiltà. Durante la campagna congressuale Bersani “accusò” Marino di essere «più ambizioso di me». Il punto è proprio questo: l’attuale classe dirigente non ha (più) il fiato per concepire un completo ribaltamento di piano, che è ciò che serve oggi al nostro Paese. Non, per vivacchiare. Ma per tornare grande. Chi non ha l’ambizione, è meglio che si faccia da parte. Altrimenti rischia di contribuire a ridurre la politica ad una partita a scacchi, fatta di sola tattica politicistica, che è la precisa continuazione di questa Seconda Repubblica autoreferenziale che ha aggravato le difficoltà dell’Italia prolungando (sia pure con qualche eccezione) il periodo di tempo in cui al malato non sono state date le medicine. L’unico orizzonte finisce per essere quello di breve periodo, pure necessario. E, in mancanza di un alto ideale, si umilia quello che dovrebbe ambire a diventare il primo partito italiano a stampella leghista. Lo status di Facebook della nostra Cristiana Alicata definisce al meglio la questione. Eccolo.

Nella foto, Pigi: «Eh, la fanno facile questi qua»

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di CRISTIANA ALICATA

Non si rilasciano interviste su un giornale su cui lo stesso giorno, in prima pagina, i migranti vengono definiti “l’orda”. Se vogliamo parlare alla gente del nord facciamolo. Non si fanno accordi con gli xenofobi e il federalismo della Lega non ha niente a che fare con il nostro. Niente. Non è il 1996. La Lega sta sostenendo Berlusconi da quasi 2 decenni.

CRISTIANA ALICATA

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