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Nichi ad Annozero non sa dire come fare Riccardi: “Hanno avuto 2° Repubblica…” Politica attuale non può rilanciare l’Italia Se ha già dimostrato cosa (non) può dare Ora apertura democratica/ rinnovamento Ma giovani si concentrino (solo) su idee

febbraio 15, 2011 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è il giornale dell’onestà e della responsabilità. Dice e fa solo ciò che pensa sia funzionale a perseguire il bene del Paese. Il rinnovamentismo è, come tutte le battaglie parziali e «faziose», una bandiera che non fa per noi. Ma, il Politico.it lo ha scritto più volte, ora il nostro Paese ha bisogno di cambiare marcia. Subito. O (presto) sarà troppo tardi. Per farlo, la domanda che (ci) rivolgiamo ai nostri lettori è: può farlo chi ha in mano le redini del potere ormai da sedici anni, e – dopo la “semina” di una moderna democrazia bipolare che va riconosciuta all’attuale classe dirigente compiuta nel 1994 e poi con la nascita del Partito Democratico e del Popolo della Libertà (fatto partito della destra liberale ed europea) – si è staticizzata nell’autoreferenzialità della quale il giornale della politica italiana scrive ogni giorno? E, tolta l’intuizione – peraltro riconducibile a pochi protagonisti – del Partito Democratico (oggi rinnegata, nei fatti, da una – altra – parte della nostra politica autoreferenziale, proprio per questo), può avere soluzioni insieme alte e concrete da mettere in campo chi è nell’agone da oltre trent’anni e non ha mai saputo emergere proponendo niente del genere, tant’è vero che quella necessità di un completo ribaltamento di piano rimane (più che mai) attuale e inevasa? La qualità di una proposta è data dalle idee, e soltanto da queste. A parte Veltroni, di cui abbiamo scritto, e ovviamente il giornale della politica italiana, non se ne scorgono all’orizzonte. Allora è necessaria quell’apertura democratica che consenta il rinnovamento che sostituisca chi ha già avuto tutte le chance per dimostrare di essere in grado, e non lo ha fatto, e contemporaneamente che il dibattito tra chi aspira a determinare quel cambio di marcia si concentri sulle sole idee, inaugurando – magari attraverso un canale “riservato”, di cui il Politico.it è già e sarà sempre di più il mezzo principale – un nuovo confronto pubblico – nell’assunzione di responsabilità di avanzare proposte concrete di chi è nella condizione di farlo – basato solo sulle proposte – concrete, “efficaci” – per la costruzione del futuro dell’Italia. Solo così salveremo e rifaremo grande – in un unico tempo – il nostro Paese.

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