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Il commento. Tormentano Eluana anche ora che non c’è più Chirico

febbraio 14, 2011 di Redazione 

Con l’indizione della Giornata sugli stati vegetativi, proprio nel giorno «della morte biologica» della donna rimasta in quella condizione per diciassette lunghi anni. Si è tenuta lo scorso 9 febbraio; noi in quel momento non eravamo qui. Ripariamo oggi, con questo pezzo della giovane esponente Radicale. E più tardi in campo un altro dei talenti della nostra politica della generazione dei nati dopo il 1980 – quella che salverà e rifarà grande l’Italia – che si ritrovano sul loro giornale. Annalisa Chirico ora. Sentiamo.

Nella foto, Eluana Englaro. Ci guarda responsabilmente comprensiva

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di ANNALISA CHIRICO

Di “celebrazione in stile fascista” parla Marco Cappato, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, a proposito della Giornata sugli stati vegetativi indetta dal governo per lo scorso 9 febbraio.
Una data simbolica, scelta non a caso: il giorno della morte biologica di Eluana Englaro.

Per il rispetto della sua volontà il padre Beppino s’è battuto per diciassette lunghi anni. Alla scorciatoia clandestina egli ha preferito la via socratica del diritto, anche a costo di cure e sofferenze ulteriori altrimenti evitabili.
In quei giorni ci saremmo volentieri risparmiato il fiume di volgarità e di reazioni scomposte al grido di “assassini” alimentato da autorevoli esponenti della maggioranza.
Certo, non potevamo aspettarci delle scuse formali. Ma questa “iniziativa” appare un atto estremo di accanimento inumano, una riconferma, di cui avremmo volentieri fatto a meno.

Ho incontrato Beppino due volte. L’ho invitato prima a un convegno nella mia università nel maggio del 2009, a pochi mesi dall’accaduto. Poi alla Scuola Estiva Luca Coscioni. Lui sempre gentile e disponibile, curioso e attento.
Un esempio di civiltà. Una persona rara.

ANNALISA CHIRICO

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