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Ma non si parla ancora di futuro dell’Italia Donne decisive per la sua (ri)costruzione (Ben) al di là di una (?) piazza pro/ contro Si torni (tutti) a mettere in campo le idee

febbraio 14, 2011 di Redazione 

Ciò che il giornale della politica italiana fa da mesi e storicamente (in tutti i sensi). il Politico.it ha ottenuto – per primo – la presa di coscienza dell’autoreferenzialità della nostra politica fine a se stessa di oggi. Se Fini – che legge lui o i suoi collaboratori quotidianamente questo giornale – parla di «ricreazione finita» il merito è in primo luogo de il Politico.it. Che con la forza dell’esempio – e non solo, ne parleremo nei prossimi giorni – ha cercato e cercherà (fino a riuscirci) di mobilitare anche un nuovo dibattito sui contenuti per la costruzione del domani, unica via – insieme all’assunzione di responsabilità dei leader, che significa mettersi in campo con proposte concrete per il futuro dell’Italia – per salvare e rifare grande – in unico tempo – questo Paese. In questa chiave il ruolo decisivo è, appunto, quello delle donne e dei giovani. Le donne che, come ci racconta Gad, sono ieri scese in piazza in un numero e con una passione imprevista per porre una questione femminile che va ben oltre la stretta contingenza; c’è un bisogno sotterraneo di uscire, di occupare il proprio posto, che è quello di guida – insieme all’altra metà del Paese, in tutti i sensi – di una nostra politica e quindi di un’Italia che non possono fare a meno della sensibilità femminile. E poi i giovani. E allora la “scossa” per far ripartire questo Paese non può che venire da un’apertura democratica forte – al di là di ogni cooptazione, di cui la (nostra?) democrazia è l’opposto – alle donne e ai giovani. Capaci. Per questo il Politico.it è in primo luogo il giornale dei giovani (quelli “veri”, quelli nati dopo il 1980) e delle donne, come leggete (a partire dalle nostre firme) ogni giorno: perché è il (nuovo) consigliere della nostra politica autoreferenziale di oggi che spinge al cambiamento, il principale laboratorio in cui si costruisce la politica – e quindi l’Italia – di domani. Per questo, nei sette giorni in cui (vi?) siamo mancati, per un nostro commento imprudente che ci ha costretto ad una sospensione cautelativa, ci siamo impegnati per tornare al più presto. Perché c’è (ancora, tanto) bisogno di noi.

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

Ieri il centro di Milano invaso dalla protesta delle donne, con una componente impressionante di giovanissime. E ho notizia di persone che per la prima volta in vita loro hanno partecipato a una manifestazione di piazza. E’ una giornata che ricorderemo, è la conferma che la questione femminile a lungo sottaciuta e irrisa rappresenta il punto debole di un establishment italiano neanche lontanamente consapevole della sua portata. Ci sarà tempo per rifletterne, anche all’Infedele di questa sera.

GAD LERNER

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