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60% degli italiani non sta con Berlusconi Ma non ha il (primo) partito a cui riferirsi Questo è compito di Partito Democratico Che ha un potenziale (almeno…) del 40% Crespi: ‘Le sante alleanze sono perdenti’

febbraio 1, 2011 di Redazione 

Il compito storico dei Democratici e salvare e rifare grande questo Paese. Chi lo può fare, i finiani dell’incoerenza di Fini o del mercenariato di Barbareschi? Casini che continua a difendere Cuffaro ed è vicino ad interessi privati? Lo stesso, attuale, presidente del Consiglio? Appunto. La forza chiamata a caricarsi sulle spalle la nostra nazione è quella che raccoglie l’eredità del Risorgimento italiano, di Mazzini, di Garibaldi (che amavano definirsi Democratici) e che, in virtù della propria (maggiore) onestà e responsabilità, è sola che possa farsi “partito dell’Italia” superando la rappresentanza di specifici interessi e pensando a fare solo il bene del Paese. La scorciatoia di mettere assieme la sinistra, e il centro, e la destra, scrive oggi il grande sondaggista dopo che lo ha fatto ieri Giulia porta ad un dirupo in fondo al quale c’è una possibile, nuova sconfitta, sia essa elettorale o nella missione di regalare all’Italia un nuovo Risorgimento, prima, attraverso il quale preparare il nostro nuovo Rinascimento. Sulla scorta (di forza e credibilità) del quale portare a compimento la missione dei nostri padri costituenti, anch’essi riconducibili se non (tutti) al Pantheon del Pd a quello di un partito degli italiani, quale appunto il Politico.it sollecita i Democratici a diventare, compiendo se stessi: unire (politicamente) l’Europa e costruire, sulla base delle nostre democrazie e del nostro liberalismo sociale, un futuro migliore per tutti. Crespi ora, sui temi sul tappeto. di L. CRESPI

Nella grafica, Luigi Crespi

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di LUIGI CRESPI

Sono molti gli argomenti che contraddistinguono questa settimana.

Si comincia con la lettera inviata da Silvio Berlusconi al Corriere della Sera, nella quale il premier chiede la collaborazione delle opposizioni per far ridecollare l’economia del nostro paese. Difficile dare un giudizio su qusta iniziativa: due giorni fa Bersani era un comunista che utilizzava la giustizia per abbattere Berlusconi, oggi diventa l’interlocutore con cui fare le riforme. Si tratta ovviamente di una manovra propagandistica: Berlusconi fa la sua offerta nel momento in cui Bersani raccoglie 10 milioni di firme per mandarlo a casa. Per di piu’ un’offerta la cui risposta è scontata: il ‘no’. In questo modo il premier si è preconfezionato un argomento da campagna elettorale, del tipo “ho offerto alla sinistra un modo per fare insieme il bene del Paese e hanno rifiutato”. Un’ottima operazione sul piano della comunicazione per distrarre l’attenzione pubblica dal Rubygate.

Altra notizia della settimana è la ‘santa alleanza’ lanciata da D’Alema. Io non credo che l’abbia raccontata tutta. Davvero pensa di poter mettere insieme Di Pietro con Fini e Fini con Vendola e con loro trovare un accordo sulle riforme economiche mentre attualmente non c’è accordo neanche tra Pd e Vendola? Io credo che abbia in testa altro e che questa sia un’offerta fatta per ottenere dei no. I Finiani hanno gia’ risposto negativamente, lo faranno anche i Vendoliani e i Dipietrsti non saranno di certo entusiasti.

D’Alema è riuscito a riproporre l’idea di portare Casini nella sinistra e sostituirlo a Di Pietro. Ma mettere insieme chi non la pensa come Berlusconi è un tentativo destinato all’insuccesso e le ‘sante alleanze’ contro qualcuno non hanno mai funzionato.

Un’altra notizia interessante è quella di sabato, quando Italo Bocchino ha lanciato per il Terzo Polo la candidatura di una donna, quarantenne e classificata come competente. Un’idea interessante, perche’ proprio in questo momento Silvio Berlusconi si trova molto in difficolta’ nell’ambito dei rapporti con il mondo femminile.

E per finire, i sondaggi, che in questi giorni ci consegnano una situazione abbastanza sclerotizzata. Ma non c’è da fidarsi: esiste una quota di italiani, che si aggira intorno al 25-30%, che sta con Berlusconi qualsiasi cosa dica e faccia. Calcolando che l’elettorato della Lega è circa il 10%, la somma da’ 40%, ovvero il bacino di voti del centrodestra. Al di fuori di quel 40% c’è tutto il resto dell’Italia che non sta con Berlusconi, ma questo non significa che stia dalla parte di uno dei partiti attualmente in offerta sul bancone della politica. Si tratta invece di un’area di ‘indecisi’ e ‘astensionisti’.

E allora cosa dobbiamo aspettarci da questa movimentata settimana? Benche’ si discuta di politica, riforme e strategie, tutti in realta’ siamo in attesa del deposito degli atti di Milano e molti si aspettano che questo sancisca la crisi definitiva del Governo di Berlusconi e la sua caduta. Ovviamente c’è il rischio che neanche delle fotografie convincano i berlusconiani a non essere piu’ berlusconiani, ma puo’ darsi che possano convincere Berlusconi a non fare piu’ Berlusconi.

LUIGI CRESPI

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