Qualcuno che si “ribella” comunque c’è Sono (più) giovani protagonisti del futuro Giulia: “Speranza per la classe dirigente”
febbraio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Virgilio Falco, responsabile per la scuola e dirigente nazionale della Giovane Italia, il movimento giovanile, appunto, del Pdl, lascia i propri incarichi per dissenso da una leadership, quella berlusconiana, che propone il modello di una politica autoreferenziale alla quale chiedere «quello che può darti e non quello che può fare per tutti». E Falco, invece, crede nella politica vera. Quella il cui ritorno il giornale della politica italiana prepara ogni giorno. E con la quale siamo felici di chiudere oggi. Proprio con uno di quei gesti di libertà, al di là di ogni cooptazione, di un giovane (per giunta Pdl) che il Politico.it invoca (e motiva) costantemente. Un modo di chiudere che è un po’ anche aprire (in tutti i sensi). di GIULIA INNOCENZI Read more
Pillola del giorno dopo, il Cnb propone l’obiezione di coscienza per il farmacista di A. Chirico
febbraio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
E’ l’ideologia – e non il legittimo impegno – antiabortista, la cui principale “portavoce” – dopo Giuliano Ferrara – è, oggi, il sottosegretario alla Salute (?) Eugenia Roccella, che mira a negare un altro dei nostri (delle donne) diritti. Il parere del Cnb non è vincolante e il rifiuto alla vendita della pillola resta un reato. Ma il clima, «antiscientifico e oscurantista», è lo stesso. «Antiscientifico» perché è la stessa scienza a stabilire – come dire, scientificamente – che la pillola del giorno dopo non procura l’aborto. E del resto è in vendita (libera) in tutto il resto del Vecchio Continente. Contemporaneamente, i farmacisti non vogliono rinunciare al monopolio del servizio pubblico. Delle due l’una: o le farmacie vanno incontro alle esigenze (e al “credo”) di tutti oppure siano liberalizzate, così che ci possano essere «farmacie laiche, cattoliche, buddiste» e a tutti sia (appunto) offerto il servizio che legittimamente richiedono. Come dicono a Genova, non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. O ci si trova di fronte ad un altro “privilegio” che riduce ulteriormente le nostre libertà. di A. CHIRICO Read more
Talenti. Sinistra Ecologia e Libertà, questioni di coerenza Bartolazzi
febbraio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
La coerenza (?) di Vendola che parla di “nuova stagione” ma si prepara ad iniziarla con una classe dirigente (quella appunto di Sel) vecchia di trent’anni (della quale lui stesso, del resto, fa parte) preferendo criticare Pd e Pdl per quelle primarie che, però, (anche) Sinistra Ecologia e Libertà a livello locale chiede solo quando non ha già stretto un accordo di vertice con la propria oligarchia. La coerenza di annunciare un’altra politica rispetto a quella berlusconiana di cui però l’impianto leaderistico del partito (?) di Nichi è la precipua riproduzione. E il valore di una proposta politica si vede (anche, o soprattutto) da questo e non soltanto dalla qualità estetica di una convention (dalla quale continuano però a mancare i progetti concreti) o dall’efficacia di un’intervista in tivù. di MARIANNA BARTOLAZZI Read more
Ma c’è chi lotta per i nostri diritti (di tutti) Siamo stati all’ultimo ritrovo ‘clandestino’ Il fotoracconto di CARLO TRAINA
febbraio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Ivan Scalfarotto è il padre di tutte le battaglie, ma con lui c’erano anche Sandro Gozi, Mina Welby, Paola Concia, Ernesto Ruffini, Cristiana Alicata e il resto della “filibusta”. Quei (nostri) Napoleone (di oggi) impegnati affinché a ciascuno di noi sia riconosciuto il diritto di fare, del nostro corpo, della nostra vita (privata), quello che crediamo. di CARLO TRAINA Read more
Commento. Per Berlusconi la vita privata è tale solo per sé L. Crespi
febbraio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Il presidente del Consiglio è libero di fare il bunga bunga, ma – sempre per il Cavaliere – i single non possono adottare un figlio e le coppie gay non si possono unire sulla base di un patto riconosciuto dalla società. Naturalmente tutto questo al (solito) scopo di (ri)trovare la sponda della Chiesa – che prontamente, con l’intervista di Bagnasco al Giornale, risponde – e in nome della propaganda. Peccato che, in questo caso più che quando i temi sono di carattere (più) generale, sia visibile come l’ipocrisia autoreferenziale berlusconiana vada a ricadere sulla vita reale delle persone, devastandola. E rendendo il tutto ancora più odioso. Perché si capisce appunto che sono persone in carne ed ossa, con la loro sensibilità, a pagare il prezzo della codardia politica del Cavaliere. Oggi il giornale della politica italiana si dedica (soprattutto) a questo: a cercare di riparare ai danni arrecati alla nostra vita civile (colpita naturalmente anche dall’attacco alla scuola pubblica, ma di fronte ad un tema appunto più generale, il Politico.it ha preferito (non) “rispondere”, ieri, rilanciando piuttosto la propria piattaforma che vede (proprio) nella scuola, nell’università e nella cultura la chiave per la costruzione del futuro dell’Italia) da Berlusconi, raccontando in modo più onesto la realtà dei cosiddetti diritti civili e dello stato del loro (mancato) riconoscimento nel nostro Paese. Perché – avremo modo di tornarci – fu proprio Napoleone, tra i padri (in fondo) della nostra nazione, ad introdurre il matrimonio civile nel (futuro) nostro ordinamento. Benché all’imperatore non si potesse attribuire un difetto di visione e lungimiranza, ciò non significa che ogni sua scelta sia da condividere. Ma il principio della laicità di (ogni) Paese è consustanziale alla possibilità stessa di quel Paese di essere libero; e in generale il riconoscimento di un diritto aggiunge e non toglie a (nessuna) persona. Anzi: un Paese (veramente) libero (di essere felice) è un Paese i cui cittadini sono (appunto) più felici, e il cui “rendimen- to” (più generale) migliora considerevolmente. Per una volta muoviamo dunque da Berlusconi, che pa- lesa tutta la propria inadeguatezza, per sviluppare la nostra narrazione di oggi. di L. CRESPI Read more
E il film che ci “aiuta” è l’ultimo Tognazzi Chiave di nostro futuro si chiama cultura Ma non (solo) conservazione del passato Italia (ri)generi (ancora) cultura mondiale E saremo di nuovo la culla della civiltà
febbraio 27, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Ultimo Tognazzi che si scrive Il padre e lo straniero. Un discreto film, di un nostro cinema che ci sta provando – lui – a rimettersi alla testa del cinema mondiale (come lo è stato nel dopoguerra), ma che manca ancora dello spessore necessario. E questo è dovuto – scrive Ulivieri – ad una batteria autoriale (registi e sceneggiatori) che – come parte della nostra nazione, quella, almeno, che ha il coraggio e la responsabilità di lottare per cambiare dentro i nostri confini – non ha la statura dei loro zii (e pure la nuova generazione sta crescendo – in tutti i sensi – anche se siamo ancora a pochi casi “isolati”: i soliti Garrone, Sorrentino, per capirci. Toni tra gli attori). (Ecco perché) dicevamo che (però) il cinema ci sta (già) provando e può essere (a maggior ragione) il nostro capofila (e la nostra cartina di tornasole): l’Italia ha un grande patrimonio. Che è la cultura. Ma non, i beni prodotti nel passato. Ma averlo potuto fare. E quindi poterlo ri-fare. Cosa manca? Il clima necessario. Un clima ad un tempo di ritrovato (ben incardinato nello stemperante sbocco europeista) orgoglio nazionale e di rinascita culturale. E’ la rivoluzione della quale il Politico.it scrive da mesi. Trasformiamo il nostro Paese in un grande campus a cielo aperto, fatto di una scuola rigenerata, (e) di un’università che miri(no) ad essere la punta avanzata dell’istruzione nel mondo. E con il Grande Educatore – la televisione – accompagniamo questo “sforzo” (si fa per dire, è un impegno bellissimo) ridando a (tutti) gli italiani gli strumenti perché possano (ri)avere nella cultura il proprio ossigeno. Immaginate un Paese che si riabbia della propria capacità di pensare e che per questo torni ad impegnarsi. E’ un’Italia la cui economia (ri)esploderebbe in un sol colpo. Perché un Paese che possa ambire a questa condizione è un Paese che rinasce, le cui energie vengono liberate, ed esplode (quasi: la politica dovrà rappresentare il grande e saggio padre capace di coinvolgere – appunto – e coordinare – ecco il -secondo- punto) da sé. Proprio come nel dopoguerra. Quando già conoscemmo un boom. Oggi possiamo (ri)farlo, grazie alla cultura, in forma stabile e duratura. Conoscere il nostro nuovo Rinascimento (attraverso questo che abbiamo descritto e che possiamo a ragione definire il nostro nuovo Risorgimento). E tornare, così, al centro del mondo. Il padre e lo straniero ora, che ci parla (appunto) di noi (M. Patr.). di FABRIZIO ULIVIERI Read more
Ogni settimana al cinema con il Politico.it E Ulivieri (lo) consiglia Manuale d’amore 3 Poi riflettiamo ancora sul cinema italiano Il che significa riflettere sul nostro futuro OGGI IN COPERTINA c’è Monica Bellucci
febbraio 27, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Ancora cinema, sul giornale della politica italiana. Dopo l’ennesima grande settimana anche il (principale) laboratorio nel quale si costruisce il futuro dell’Italia se lo può (e deve) permettere. Anche (proprio) perché ne approfitteremo per affrontare, anche oggi – soprattutto oggi. In tutti i sensi – i nostri temi. Ma, per una volta, prima un po’ di entertainment puro. Antidepressivo entertainment. Dopo il ritorno del nostro Attilio Palmieri, per raccontarci il pezzo forte (insieme a Black Swan) di queste ultime infornate che immediatamente precedono gli Oscar (e Il Grinta e il film di Aronofsky sono in prima fila per aggiudicarsi alcune tra le principali statuette) è la volta della rubrica domenicale dell’(altro) critico de il Politico.it. Palmieri&Ulivieri: forse il maggiore talento per la critica cinematografica del nostro Paese e l’unicità del point of view del professore: anche qui, anche per il cinema, il giornale della politica italiana gioca, come dice Mentana, «per vincerlo il campionato». E probabilmente lo vince. Laura Chiatti, Riccardo Scamarcio, Carlo Verdone, Donatella Finocchiaro, la Bellucci appunto e Bob De Niro: il film di Veronesi e poi ragioniamo di futuro. Read more
Ogni settimana al cinema con il Politico.it: Il Grinta Attilio Palmieri
febbraio 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Sono giorni di grande fermento, sul giornale della politica italiana. Si incrociano qui i maggiori prota- gonisti della nostra politica (Veltroni), firme tra le più prestigiose del giornalismo italiano (Montorro, che ha cominciato ieri la sua collaborazione con il Politico.it), grandi crack della politica in rete (Ciuenlai). E ora è il momento del cinema. Se la critica domenicale delle uscite in sala è affidata al punto di vista più fedele all’entertainment di Fabrizio Ulivieri, quando in sala arriva l’ultima opera dei fratelli Coen – è il caso del film che stiamo per scoprire – e, inevitabilmente, ci si trova di fronte ad un potenziale capolavoro ecco che il Politico.it torna ad affidarsi alla sua penna più sapiente, quella del giovane e brillante studioso vincitore, nel 2009, di uno tra i più importanti premi per la critica cinematografica del nostro Paese. Palmieri torna, un anno dopo Shutter Island, per spiegarci come Il Grinta sia un film che presenta tutte le caratteristiche classiche dei film dei Coen, applicate al genere western, con l’ambizione di coniugare la loro poetica con la produzione firmata (tra gli altri) Spielberg, tuttecose che ne fanno un film forse non completamente riuscito, ma assolutamente da non perdere. A cominciare dalla recensione di Palmieri, come sempre, sul giornale della politica italiana.
di ATTILIO PALMIERI Read more
***Il commento***
TROPPI BARBARESCHI NELLA NOSTRA POLITICA
di LUIGI CRESPI
febbraio 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Dopo aver ascoltato da Andrea Sarubbi la bella storia di Gino Bucchino, vediamo l’esatto contrario. E’ un gioco di specchi, la narrazione di oggi del giornale della politica italiana. L’emorragia Fli raccontata da Chiara Moroni ad inizio giornata è simmetrica a quella dei fioroniani del Pd di cui ci ha reso edotti Ciuenlai a metà mattinata. E ora la dignità a confronto con la (sua) mancanza di. Ovvero (con) quei personaggi in grado di cambiare fronte repentinamente e sostenere tutto e il contrario di tutto senza fare una piega. L’Italia può essere salvata e rifatta grande solo sulle fondamenta dell’onestà e della responsabilità. Non è questione di morale (privata) ma di etica (pubblica). E’ per questo che il Politico.it continuerà, come fa ora con il grande sondaggista, a valorizzare le forze (e le personalità) più oneste e responsabili e a mettere in luce le contraddizioni di chi non la dignità necessaria a rappresentare degnamente (appunto) la nostra nazione. di LUIGI CRESPI Read more
“(Nostra) dignità dell’Italia is not for sale“ Gino Bucchino, gigante tra (anche) nani Ecco cosa mi ha raccontato oggi in aula
di ANDREA SARUBBI*
febbraio 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
E’ il parlamentare del Pd che ha rifiutato 150mila euro e la rielezione garantita offertagli da (presunti) emissari di Verdini perché non si fa e per difendere, così, «l’immagine del Parlamento, cuore della democrazia fatto di persone onorabili». Un eroe di questo tempo, che un giorno, anche qui, tornerà ad essere la più assoluta (straordinaria) normalità. E’ una promessa che (ci) facciamo tutti insieme. E alla quale appunto, insieme, stiamo lavorando. Il nostro Sarubbi lo ha avvicinato stamattina alla Camera. Ce lo racconta così. di ANDREA SARUBBI* Read more


Guardate la bellezza di questo dipinto di Gerolamo Induno (La visita di Garibaldi a Vittorio Emanuele II, 1879, olio su tela
Milano, Museo del Risorgimento): due dei nostri padri, "ormai" in età senile, in abiti borghesi Vittorio Emanuele (e si trattava, non dimentichiamolo, del - l'allora - re d'Italia!), nel mantello di una vita (votata, sempre, alla causa dei popoli) l'Eroe dei due mondi, si incontrano, un pomeriggio tranquillo, al Quirinale, nella sobrietà e nell'asciuttezza di chi non ha avuto (sentito!) altro scopo, nella propria vita, che compiere il proprio dovere e lo ha fatto, facendo l'Italia