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Qualcuno che si “ribella” comunque c’è Sono (più) giovani protagonisti del futuro Giulia: “Speranza per la classe dirigente”

febbraio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Virgilio Falco, responsabile per la scuola e dirigente nazionale della Giovane Italia, il movimento giovanile, appunto, del Pdl, lascia i propri incarichi per dissenso da una leadership, quella berlusconiana, che propone il modello di una politica autoreferenziale alla quale chiedere «quello che può darti e non quello che può fare per tutti». E Falco, invece, crede nella politica vera. Quella il cui ritorno il giornale della politica italiana prepara ogni giorno. E con la quale siamo felici di chiudere oggi. Proprio con uno di quei gesti di libertà, al di là di ogni cooptazione, di un giovane (per giunta Pdl) che il Politico.it invoca (e motiva) costantemente. Un modo di chiudere che è un po’ anche aprire (in tutti i sensi). di GIULIA INNOCENZI Read more

Pillola del giorno dopo, il Cnb propone l’obiezione di coscienza per il farmacista di A. Chirico

febbraio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ l’ideologia – e non il legittimo impegno – antiabortista, la cui principale “portavoce” – dopo Giuliano Ferrara – è, oggi, il sottosegretario alla Salute (?) Eugenia Roccella, che mira a negare un altro dei nostri (delle donne) diritti. Il parere del Cnb non è vincolante e il rifiuto alla vendita della pillola resta un reato. Ma il clima, «antiscientifico e oscurantista», è lo stesso. «Antiscientifico» perché è la stessa scienza a stabilire – come dire, scientificamente – che la pillola del giorno dopo non procura l’aborto. E del resto è in vendita (libera) in tutto il resto del Vecchio Continente. Contemporaneamente, i farmacisti non vogliono rinunciare al monopolio del servizio pubblico. Delle due l’una: o le farmacie vanno incontro alle esigenze (e al “credo”) di tutti oppure siano liberalizzate, così che ci possano essere «farmacie laiche, cattoliche, buddiste» e a tutti sia (appunto) offerto il servizio che legittimamente richiedono. Come dicono a Genova, non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. O ci si trova di fronte ad un altro “privilegio” che riduce ulteriormente le nostre libertà. di A. CHIRICO Read more

Talenti. Sinistra Ecologia e Libertà, questioni di coerenza Bartolazzi

febbraio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La coerenza (?) di Vendola che parla di “nuova stagione” ma si prepara ad iniziarla con una classe dirigente (quella appunto di Sel) vecchia di trent’anni (della quale lui stesso, del resto, fa parte) preferendo criticare Pd e Pdl per quelle primarie che, però, (anche) Sinistra Ecologia e Libertà a livello locale chiede solo quando non ha già stretto un accordo di vertice con la propria oligarchia. La coerenza di annunciare un’altra politica rispetto a quella berlusconiana di cui però l’impianto leaderistico del partito (?) di Nichi è la precipua riproduzione. E il valore di una proposta politica si vede (anche, o soprattutto) da questo e non soltanto dalla qualità estetica di una convention (dalla quale continuano però a mancare i progetti concreti) o dall’efficacia di un’intervista in tivù. di MARIANNA BARTOLAZZI Read more

Ma c’è chi lotta per i nostri diritti (di tutti) Siamo stati all’ultimo ritrovo ‘clandestino’ Il fotoracconto di CARLO TRAINA

febbraio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ivan Scalfarotto è il padre di tutte le battaglie, ma con lui c’erano anche Sandro Gozi, Mina Welby, Paola Concia, Ernesto Ruffini, Cristiana Alicata e il resto della “filibusta”. Quei (nostri) Napoleone (di oggi) impegnati affinché a ciascuno di noi sia riconosciuto il diritto di fare, del nostro corpo, della nostra vita (privata), quello che crediamo. di CARLO TRAINA Read more

Commento. Per Berlusconi la vita privata è tale solo per sé L. Crespi

febbraio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente del Consiglio è libero di fare il bunga bunga, ma – sempre per il Cavaliere – i single non possono adottare un figlio e le coppie gay non si possono unire sulla base di un patto riconosciuto dalla società. Naturalmente tutto questo al (solito) scopo di (ri)trovare la sponda della Chiesa – che prontamente, con l’intervista di Bagnasco al Giornale, risponde – e in nome della propaganda. Peccato che, in questo caso più che quando i temi sono di carattere (più) generale, sia visibile come l’ipocrisia autoreferenziale berlusconiana vada a ricadere sulla vita reale delle persone, devastandola. E rendendo il tutto ancora più odioso. Perché si capisce appunto che sono persone in carne ed ossa, con la loro sensibilità, a pagare il prezzo della codardia politica del Cavaliere. Oggi il giornale della politica italiana si dedica (soprattutto) a questo: a cercare di riparare ai danni arrecati alla nostra vita civile (colpita naturalmente anche dall’attacco alla scuola pubblica, ma di fronte ad un tema appunto più generale, il Politico.it ha preferito (non) “rispondere”, ieri, rilanciando piuttosto la propria piattaforma che vede (proprio) nella scuola, nell’università e nella cultura la chiave per la costruzione del futuro dell’Italia) da Berlusconi, raccontando in modo più onesto la realtà dei cosiddetti diritti civili e dello stato del loro (mancato) riconoscimento nel nostro Paese. Perché – avremo modo di tornarci – fu proprio Napoleone, tra i padri (in fondo) della nostra nazione, ad introdurre il matrimonio civile nel (futuro) nostro ordinamento. Benché all’imperatore non si potesse attribuire un difetto di visione e lungimiranza, ciò non significa che ogni sua scelta sia da condividere. Ma il principio della laicità di (ogni) Paese è consustanziale alla possibilità stessa di quel Paese di essere libero; e in generale il riconoscimento di un diritto aggiunge e non toglie a (nessuna) persona. Anzi: un Paese (veramente) libero (di essere felice) è un Paese i cui cittadini sono (appunto) più felici, e il cui “rendimen- to” (più generale) migliora considerevolmente. Per una volta muoviamo dunque da Berlusconi, che pa- lesa tutta la propria inadeguatezza, per sviluppare la nostra narrazione di oggi. di L. CRESPI Read more

E il film che ci “aiuta” è l’ultimo Tognazzi Chiave di nostro futuro si chiama cultura Ma non (solo) conservazione del passato Italia (ri)generi (ancora) cultura mondiale E saremo di nuovo la culla della civiltà

febbraio 27, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ultimo Tognazzi che si scrive Il padre e lo straniero. Un discreto film, di un nostro cinema che ci sta provando – lui – a rimettersi alla testa del cinema mondiale (come lo è stato nel dopoguerra), ma che manca ancora dello spessore necessario. E questo è dovuto – scrive Ulivieri – ad una batteria autoriale (registi e sceneggiatori) che – come parte della nostra nazione, quella, almeno, che ha il coraggio e la responsabilità di lottare per cambiare dentro i nostri confini – non ha la statura dei loro zii (e pure la nuova generazione sta crescendo – in tutti i sensi – anche se siamo ancora a pochi casi “isolati”: i soliti Garrone, Sorrentino, per capirci. Toni tra gli attori). (Ecco perché) dicevamo che (però) il cinema ci sta (già) provando e può essere (a maggior ragione) il nostro capofila (e la nostra cartina di tornasole): l’Italia ha un grande patrimonio. Che è la cultura. Ma non, i beni prodotti nel passato. Ma averlo potuto fare. E quindi poterlo ri-fare. Cosa manca? Il clima necessario. Un clima ad un tempo di ritrovato (ben incardinato nello stemperante sbocco europeista) orgoglio nazionale e di rinascita culturale. E’ la rivoluzione della quale il Politico.it scrive da mesi. Trasformiamo il nostro Paese in un grande campus a cielo aperto, fatto di una scuola rigenerata, (e) di un’università che miri(no) ad essere la punta avanzata dell’istruzione nel mondo. E con il Grande Educatore – la televisione – accompagniamo questo “sforzo” (si fa per dire, è un impegno bellissimo) ridando a (tutti) gli italiani gli strumenti perché possano (ri)avere nella cultura il proprio ossigeno. Immaginate un Paese che si riabbia della propria capacità di pensare e che per questo torni ad impegnarsi. E’ un’Italia la cui economia (ri)esploderebbe in un sol colpo. Perché un Paese che possa ambire a questa condizione è un Paese che rinasce, le cui energie vengono liberate, ed esplode (quasi: la politica dovrà rappresentare il grande e saggio padre capace di coinvolgere – appunto – e coordinare – ecco il -secondo- punto) da sé. Proprio come nel dopoguerra. Quando già conoscemmo un boom. Oggi possiamo (ri)farlo, grazie alla cultura, in forma stabile e duratura. Conoscere il nostro nuovo Rinascimento (attraverso questo che abbiamo descritto e che possiamo a ragione definire il nostro nuovo Risorgimento). E tornare, così, al centro del mondo. Il padre e lo straniero ora, che ci parla (appunto) di noi (M. Patr.). di FABRIZIO ULIVIERI Read more

Ogni settimana al cinema con il Politico.it E Ulivieri (lo) consiglia Manuale d’amore 3 Poi riflettiamo ancora sul cinema italiano Il che significa riflettere sul nostro futuro OGGI IN COPERTINA c’è Monica Bellucci

febbraio 27, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ancora cinema, sul giornale della politica italiana. Dopo l’ennesima grande settimana anche il (principale) laboratorio nel quale si costruisce il futuro dell’Italia se lo può (e deve) permettere. Anche (proprio) perché ne approfitteremo per affrontare, anche oggi – soprattutto oggi. In tutti i sensi – i nostri temi. Ma, per una volta, prima un po’ di entertainment puro. Antidepressivo entertainment. Dopo il ritorno del nostro Attilio Palmieri, per raccontarci il pezzo forte (insieme a Black Swan) di queste ultime infornate che immediatamente precedono gli Oscar (e Il Grinta e il film di Aronofsky sono in prima fila per aggiudicarsi alcune tra le principali statuette) è la volta della rubrica domenicale dell’(altro) critico de il Politico.it. Palmieri&Ulivieri: forse il maggiore talento per la critica cinematografica del nostro Paese e l’unicità del point of view del professore: anche qui, anche per il cinema, il giornale della politica italiana gioca, come dice Mentana, «per vincerlo il campionato». E probabilmente lo vince. Laura Chiatti, Riccardo Scamarcio, Carlo Verdone, Donatella Finocchiaro, la Bellucci appunto e Bob De Niro: il film di Veronesi e poi ragioniamo di futuro. Read more

Ogni settimana al cinema con il Politico.it: Il Grinta Attilio Palmieri

febbraio 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sono giorni di grande fermento, sul giornale della politica italiana. Si incrociano qui i maggiori prota- gonisti della nostra politica (Veltroni), firme tra le più prestigiose del giornalismo italiano (Montorro, che ha cominciato ieri la sua collaborazione con il Politico.it), grandi crack della politica in rete (Ciuenlai). E ora è il momento del cinema. Se la critica domenicale delle uscite in sala è affidata al punto di vista più fedele all’entertainment di Fabrizio Ulivieri, quando in sala arriva l’ultima opera dei fratelli Coen – è il caso del film che stiamo per scoprire – e, inevitabilmente, ci si trova di fronte ad un potenziale capolavoro ecco che il Politico.it torna ad affidarsi alla sua penna più sapiente, quella del giovane e brillante studioso vincitore, nel 2009, di uno tra i più importanti premi per la critica cinematografica del nostro Paese. Palmieri torna, un anno dopo Shutter Island, per spiegarci come Il Grinta sia un film che presenta tutte le caratteristiche classiche dei film dei Coen, applicate al genere western, con l’ambizione di coniugare la loro poetica con la produzione firmata (tra gli altri) Spielberg, tuttecose che ne fanno un film forse non completamente riuscito, ma assolutamente da non perdere. A cominciare dalla recensione di Palmieri, come sempre, sul giornale della politica italiana.
di ATTILIO PALMIERI Read more

***Il commento***
TROPPI BARBARESCHI NELLA NOSTRA POLITICA
di LUIGI CRESPI

febbraio 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dopo aver ascoltato da Andrea Sarubbi la bella storia di Gino Bucchino, vediamo l’esatto contrario. E’ un gioco di specchi, la narrazione di oggi del giornale della politica italiana. L’emorragia Fli raccontata da Chiara Moroni ad inizio giornata è simmetrica a quella dei fioroniani del Pd di cui ci ha reso edotti Ciuenlai a metà mattinata. E ora la dignità a confronto con la (sua) mancanza di. Ovvero (con) quei personaggi in grado di cambiare fronte repentinamente e sostenere tutto e il contrario di tutto senza fare una piega. L’Italia può essere salvata e rifatta grande solo sulle fondamenta dell’onestà e della responsabilità. Non è questione di morale (privata) ma di etica (pubblica). E’ per questo che il Politico.it continuerà, come fa ora con il grande sondaggista, a valorizzare le forze (e le personalità) più oneste e responsabili e a mettere in luce le contraddizioni di chi non la dignità necessaria a rappresentare degnamente (appunto) la nostra nazione. di LUIGI CRESPI Read more

“(Nostra) dignità dell’Italia is not for sale Gino Bucchino, gigante tra (anche) nani Ecco cosa mi ha raccontato oggi in aula
di ANDREA SARUBBI*

febbraio 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ il parlamentare del Pd che ha rifiutato 150mila euro e la rielezione garantita offertagli da (presunti) emissari di Verdini perché non si fa e per difendere, così, «l’immagine del Parlamento, cuore della democrazia fatto di persone onorabili». Un eroe di questo tempo, che un giorno, anche qui, tornerà ad essere la più assoluta (straordinaria) normalità. E’ una promessa che (ci) facciamo tutti insieme. E alla quale appunto, insieme, stiamo lavorando. Il nostro Sarubbi lo ha avvicinato stamattina alla Camera. Ce lo racconta così. di ANDREA SARUBBI* Read more

***Il retroscena***
IL DOPPIO GIOCO DI FIORONI
di CIUENLAI

febbraio 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’emorragia di Fli di cui abbiamo parlato con Chiara Moroni, certo, ma altrettanto corposa è un’altra fuoriuscita che però fa meno notizia. Sono ventitrè i parlamentari del Pd che hanno lasciato il loro partito di elezione (in tutti i sensi?) nel corso di questa legislatura ma con un crescendo negli ultimi mesi. E sono tutti deputati e senatori vicini all’ex ministro dell’Istruzione, punto di riferimento della frangia Democratica più orgogliosamente democristiana (con buona pace di chi, come il nostro giornale e come Walter, predica da sempre la necessità di una “fusione… calda” nella cultura Democratica tout court). Ebbene, Fioroni li starebbe muovendo uno a uno – come pedine – in vista di un esodo complessivo della sua area, ovviamente destinazione terzo polo, per spostare il baricentro del centro-sinistra (che tornerebbe sciagiuratamente a presentare il trattino) dalla parte dei moderati, con buona pace della sinistra bersaniana (vera corresponsabile di questo possibile fallimento: ad ogni azione-provocazione corrisponde una reazione) e anche del Pd, e con esso delle speranze per il nostro Paese di essere salvato e rifatto grande – in un unico, non troppo lontano, tempo. A raccontarlo ai nostri lettori è una nuova firma del giornale della politica italiana, molto nota ai frequentatori politici della rete: comincia oggi la sua collaborazione con il Politico.it la penna efficace di Ciuenlai, che ci spiega, in 4 punti, qual è la strategia di Fioroni. di CIUENLAI Read more

Chiara Moroni è la ‘nuova politica’ “Sogno un’Italia giusta” Patrone

febbraio 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Intervista alla deputata di Futuro e Libertà, simbolo di quella politica post-ideologica condotta all’insegna dell’onestà e della responsabilità per il (solo) bene di (tutto) il Paese anticipata dal giornale della politica italiana e – almeno sul piano ideale – messa in campo dalla nascita del nuovo partito di Fini. Che Moroni, infatti, difende a spada tratta: «L’emorragia di deputati? Evidentemente non condividevano il progetto. Che è la nostra vera “proposta concreta” per la costruzione del futuro dell’Italia». di MATTEO PATRONE Read more

***L’opinione***
LIBIA, C’E’ CHI GIA’ SI FREGA LE MANI PER GLI AFFARI DEL DOPO-GHEDDAFI
di FRANCO MONTORRO

febbraio 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ una delle maggiori firme del giornalismo italiano. Direttore storico della grande stampa specializzata del mondo del basket, prima a Giganti poi per ben sette anni alla guida del principale settimanale sportivo del nostro Paese, Superbasket, precursore dello sbarco della carta stampata sul web (in Italia), è da sempre un attento osservatore delle nostre vicende nazionali. Comincia oggi la sua collaborazione con il Politico.it Franco Montorro, forse la più prestigiosa tra le firme che hanno segnato queste pagine nei loro primi due anni di vita. E, naturalmente, il direttore avrà (è proprio il caso di dirlo) campo libero, spazierà dalla politica allo sport, in questo suo “canale” che – oltre ad occupare la posizione di apertura ad ogni nuova uscita – troverà una collocazione privilegiata e stabile nella fascia “nobile”, di spalla, della nostra home page, offrendo così ai lettori del giornale della politica italiana un nuovo sicuro punto di riferimento nella lettura dei fatti della nostra politica e non solo. A cominciare – appunto – dalla crisi libica. Affronta il tema più spinoso di queste ore, il direttore. Ecco perché l’Europa non si fida di noi (di Lui) e cosa abbiamo (?) da guadagnare davvero dalla ormai «scontata» caduta di Gheddafi. E’ proprio (ancora) il caso di dirlo, buona lettura. di FRANCO MONTORRO Read more

Intervento. Libia, l’esito della crisi dipende da noi di Walter Veltroni

febbraio 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’ex segretario del Pd sceglie il Politico.it per dire la sua sulla «carneficina» perpetrata da Gheddafi e sulle reazioni un po’ egoistiche della comunità internazionale. Per non parlare dell’Italia. Che, col governo, non sa che pesci pigliare, e con la Lega si preoccupa solo dei rifugiati. Ma che nemmeno, ci fa notare Veltroni, scende in piazza come aveva fatto contro la guerra in Iraq.
di WALTER VELTRONI
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Libia, l’Italia è (del tutto) senza una guida Silvio: “Non è che ci sparano addosso?” Dini: “Per me meglio tenerci Gheddafi…” Lega chiede aiuto a Ue (da lei) rinnegata Ipotesi intervento militare franco-italiano Gozi: ‘Che cosa pensa il governo di ciò?’

febbraio 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il segretario alla Difesa americano Gates propone un intervento umanitario di italiani e francesi per fermare il genocidio dei libici da parte di un altro libico. Il Pd chiede una risposta del governo. Ma a palazzo Chigi regna il caos. Di fronte alla prima vera crisi diplomatico-internazionale che coinvolge il nostro Paese, il governo del miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni va in crisi (lui). Colpa del pasticcio dell’amicizia col dittatore, di un ministro degli Esteri inadeguato e del- la mancanza di una piattaforma (geo)politica “reale” (e non solo autoreferenziale). di ANDREA SARUBBI* Read more

Nostro declino pure a causa di talk show La politica si sterilizza nella chiacchiera Dibattiti (interni) ridiventino “conclusivi” Leader abbiano responsabilità proposte

febbraio 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

I giovani non la guardano (quasi) più, preferendole l’interattività della rete. Bersani la snobba, forse per esorcizzare l’impossibilità di “averla” (e di saperla usare: come nella favola di Fedro). Ma la televisione è il grande dominus dell’Italia e (quindi, in un senso e nell’altro) della nostra politica degli ultimi trent’anni (e può esserlo, in positivo, per almeno un altro decennio ancora). Read more

Libia, il rischio dell’isolamento per l’amicizia con G. Giulia Innocenzi

febbraio 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il genocidio libico è l’orrore più grande al quale assistiamo – dalle “nostre parti” – dai tempi delle due guerre mondiali e dei regimi totalitari. E, del resto, si tratta della “stessa” cosa. Lasciamo comunque da parte non, ovviamente, le morti ma, prima, la questione legata alla nostra dignità di Paese democratico e civile portato dal suo capo di governo a stringere rapporti privilegiati con personaggi del calibro di Gheddafi, Lukashenko, Ben Ali. Lo ha fatto, si dice, anche in ragione della realpolitìk. Lasciamo pure da parte anche che questo si traduce, in realtà, in una mera convenienza a volte (come nel caso dei legami con Putin) strettamente personale, nell’adempimento della propria funzione di primo ministro. Ma è proprio per ragioni di realpolitìk, scrive stamattina la giovane esponente Radicale e co-conduttrice di Santoro ad Annozero, che è scellerato avere scelto i dittatori come nostri partner strategici: la situazione poliico-diplomatico-strategica nella quale ci siamo venuti a trovare in queste ore, con il rischio di un’alienazione rispetto alla stessa Unione Europea e in generale dall’occidente per la “nostra” (?) persistenza al fianco di un uomo (?) che sta facendo strage del suo stesso popolo, ne è, oggi, la prova più evidente. Al di là di ogni teoria morale. di GIULIA INNOCENZI Read more

Diario politico. Legittimo (?) impedimento Berlusconi: non ho poteri per governare E così (ancora oggi) “decide” di non farlo In agenda di nuovo solo processo breve Mentre Tremonti sbriga ‘affari’ economici Preparandosi a (degna – ?) successione

febbraio 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Litigano spesso. Il primo vorrebbe un maggior coinvolgimento del secondo rispetto alla mission di salvare il salvabile e di produrre provvedimenti tali da solleticare la pancia del “popolo”. Giulio non ci pensa proprio, sia perché ha la responsabilità di tenere in ordine i conti per/sia per non “sporcarsi le mani” e rimanere il nome più spendibile per il dopo-Cavaliere. Prima o poi. Prima, in una ipotetica soluzione di transizione con lui stesso alla guida. Poi come leader di un Pdl deberlusconizzato. Vediamo come la dicotomia si stia sviluppando in queste ore, con il presidente del Consiglio in attesa di soluzioni per sé e il ministro dell’Economia impegnato (silenziosamente e da parte, per non compromettersi) a tenere in piedi la baracca (ma non troppo). di GINEVRA BAFFIGO Read more

Talenti. Il coraggio di saper capire una battuta di Marianna Bartolazzi

febbraio 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ovvero come la sinistra italiana si prenda troppo sul serio e, così facendo, perda di vista la realtà. In tutti i sensi. La “propria”. E (quindi) quella del Paese. Messaggio alla dirigenza “diffusa”, di “base,” del centrosinistra che usa la rete per confrontarsi: re-impariamo a ridere delle battute. O (presto) non ci sarà più niente da ridere. (Proprio) per noi (di nuovo, in tutti i sensi). Con questo pezzo sulla “satira politica (non più) a senso unico” che ha trovato spazio (ad esempio, da ultimo) sul palco del Festival di Sanremo, comincia la sua collaborazione con il Politico.it Marianna Bartolazzi. Il giornale della politica italiana è il laboratorio della nostra politica del futuro. E (quindi) il luogo nel quale si confrontano i suoi protagonisti. In particolare quella generazione dei nati dopo il 1980 che, a differenza dei propri “fratelli maggiori”, non è (ancora?) stata “colpita” dalla cooptazione dell’attuale classe dirigente autoreferenziale (del centrosinistra e del centrodestra), e ha la freschezza e la libertà necessarie per fare quello che i loro stessi fratelli maggiori non hanno (ancora?) saputo fare: mettere in campo responsabilmente idee e proposte concrete per la costruzione del futuro dell’Italia, per la quale proprio la generazione degli “’80″ potrebbe giocare il ruolo decisivo. Dopo Giulia Innocenzi e Antonio De Napoli, dopo Dino Amenduni e Riccardo Maraga, per non parlare del nostro direttore e dell’intera redazione del giornale composta da (loro) coetanei, il Politico.it apre (spalanca) ulteriormente le porte (e le finestre) per intensificare il proprio impegno per restituire – al più presto – all’Italia la politica vera, e con essa la possibilità, concreta, di salvare e rifare grande – in un unico tempo – questo Paese. di MARIANNA BARTOLAZZI Read more

Ma il Pd resta un punto interrogativo (…) Democratici “bruciati” dal pres. del Cons. Per “riaversi” riprendere a comunicare Ma ecco istantanea ‘scattata’ da theHand

febbraio 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

In cui si vede il Pd raffigurato mai così efficacemente nella sua condizione attuale. Figlia, lo abbiamo detto, (anche) dell’asfissiante (per loro) egemonia berlusconiana. Che li ha ossessionati e – così, e vanificando ogni sforzo – resi sterili (sul piano propositivo). Al di là di una (specifica) leadership più o meno riuscita, che può confermare o più o meno contraddire la tendenza, il Pd si riavrà (del tutto: segnali di ripresa sono comunque stati registrati, vedi presa di posizione sul Mediterraneo di ieri) quando ricomincerà a (fare) sentire forte la propria voce, imponendo, liberamente (in tutti i sensi) le proprie onestà e responsabilità – e conseguenti, basta un po’ di logica, “necessari” intendimenti – nel dibattito pubblico. L’egemonia delle proposte concrete per la costruzione del futuro dell’Italia. Quelle che possono venire solo dal suo partito, quella forza già disposta a rinunciare a tutto per il bene del Paese, e che ora, proprio per quello stesso bene, è chiamata a non rinunciare più a sé, ritrovando l’orgoglio della propria indispensabilità. Ma come si fa, tutto questo? Ricominciando ad ascoltare la bellezza della propria voce, appunto, la voce forte e sensibile del partito che – altro che morire – ha il compito storico di farsi “partito dell’Italia” per salvare e rifare grande – in unico tempo – questo Paese. Cosa che non sarà possibile se continueremo a vedere questa immagine. Eccola. Read more

Il commento. Libia, adesso l’Italia rompa con Gheddafi di Gad Lerner

febbraio 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Centinaia di morti, in una guerra “civile” (?) che non è tale perché si contrappongono (tutto) un popolo che lotta per la libertà e un esercito «che massacra i suoi concittadini». Per «dignità nazionale, oltre che per lungimiranza strategica», è giunto il momento di porre fine “alle telefonate” (è proprio il caso di dirlo) e di assumere una posizione di condanna del regime libico. Perché non vogliamo (più) baciare le mani a un dittatore. Il nostro è un grande Paese che merita di più. di GAD LERNER Read more

Libia, per Italia che non vuol “disturbare” una Francia che si assume responsabilità “Quei popoli reclamano i nostri valori”
di THOMAS DJEZZANE

febbraio 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sono i nostri cugini, il Paese che, per posizione geografica e storia (non dimentichiamo che la nostra stessa Unità, che oggi festeggiamo, è figlia – anche – del contributo di Napoleone, primo presidente della Repubblica italiana come ricordava Livio Ricciardelli), ci è più “vicino”. Come si comportano i francesi, con un passato coloniale come il nostro – noi in Libia, loro in Tunisia e in Algeria – di fronte alle rivolte nel Nordafrica? Con molta più prontezza di riflessi, come ci racconta il nostro corrispondente da Parigi.            Read more

Il Sud può diventare il centro del mondo Africa è un grande potenziale inespresso E mercato con Cindia passa(re) di qui (?) Mezzogiorno può esser snodo planetario il Politico.it lo scrive ormai da settimane Ma l’idea (originale) fu di Romano Prodi

febbraio 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ieri Democratici in piazza per spingere l’Europa ad occuparsi del Mare nostrum. Al di là della modalità da forza marginale – preferibile sarebbe una potente campagna di comunicazione, che non significa fare “porta a porta” o affiggere manifesti ma la riconquista dell’egemonia nel dibattito pubblico. Ma sappiamo che il Pd di Pigi è completamente avulso da queste logiche pure imprescindibili per chi voglia fare politica (e tanto più se è il partito che deve salvare e rifare grande l’Italia…) nell’era, appunto, della comunicazione – al di là di questo, dicevamo, Bersani pone un tema decisivo (anche se in coda alle vicende del Nordafrica, che pure rafforzano questa tesi, e non per propria libera iniziativa, e in modo incompiuto). Perché se vogliamo che il nostro Mezzogiorno non continui a piangersi addosso, e i leghisti a lanciargli contro strali, dobbiamo capire che, muovendoci ora, possiamo trasformarlo nella piattaforma di comunicazione (commerciale!) tra, prima, l’Asia del boom economico e, poi, il potenziale boom del millennio, quello del continente nero. Ma, appunto, dobbiamo muoverci ora: cominciando a portare i traffici su quella rotta. Come si fa? Innanzitutto creando le condizioni infrastrutturali: il collegamento via terra con il nord deve essere competitivo con le vie del mare. E oggi siamo invece al terzo mondo. Lavorando sulle relazioni con quei Paesi e sull’impegno della nostra industria. E poi seminando sul piano culturale: la scuola è l’ancora di salvezza del mezzogiorno, è di lì che parte la costruzione del suo domani. Naturalmente per fare tutto questo ci vuole un po’ di capacità di visione prospettica. E, conseguentemente, quel progetto organico e complessivo per salvare e rifare grande – in unico tempo – il nostro Paese. Ma è necessario. O andremo in declino. E il momento per muoversi – il Politico.it lo scrive da settimane – è ora. O mai più. Vogliamo perdere una simile occasione? Ginevra Baffigo, ora, ci racconta l’iniziativa del Pantheon Pd. Read more

Napolitano ammonisce il governo: “E’ incostituzionale” di G. Baffigo

febbraio 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Abbiamo scoperto con Laratta i contenuti del decreto Milleproroghe, un coacervo di provvedimenti che il capo dello Stato definisce «nuova finanziaria», trovandosi costretto ad ammonire il governo. Ecco perché, che cosa il Colle ha scritto a Berlusconi e il dibattito che ne è seguito. di GINEVRA BAFFIGO Read more

Milleproroghe, ecco cosa prevede Più tasse dagli enti locali Laratta

febbraio 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il capo dello Stato avverte: «Non rispettate le mie indicazioni». E l’esecutivo fa marcia indietro: il provvedimento che sembra una (nuova) finanziaria verrà cambiato, evitando di mettervi tutto e il contrario di tutto. E consentendo il voto (libero, senza fiducia) del Parlamento. Altrimenti Napolitano non avrebbe firmato. Ma se la forma è sostanza, la sostanza in sé è altrettanto controversa. Numerose nuove tasse, condoni per abusi edilizi in Campania, proroga al pagamento delle quote latte da parte degli allevatori “difesi” dalla Lega. Di tutto un po’, in questo nuovo decreto-”omnibus” di cui ci racconta il deputato del Pd. di FRANCO LARATTA* Read more

Libia, oltre 600 morti in soli cinque giorni E l’Iran porta le sue navi davanti a Israele Ma popoli arabi adesso vogliono la pace E la democrazia se la “esportano” da soli

febbraio 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le grandi masse popolari islamiche non hanno nulla a che vedere con estremismi che sono spesso più visibili perché detengono le leve del potere. Ma ciò è dovuto a storie controverse, segnate da dittature, mentre l’esplosione popolare di questi giorni dimostra il senso di fratellanza degli arabi comuni. Un Islam “reale”, maggioritario che viene finalmente alla luce e che non vuole “vedere”, nel proprio futuro, né l’occupazione occidentale né la reiterazione delle teocrazie. Ce ne parla la nostra responsabile per il Medioriente. di Désirée ROSADI Read more

Immunità, adesso il Pd si dice contrario Ma Violante aveva aperto a centrodestra Come ai tempi di bicamerale di Massimo il Politico.it affida il commento a theHand

febbraio 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Alla base del centrosinistra non piace proprio. E’ la tentazione (così detta) inciucista della vecchia classe dirigente dello stesso Pci-Pds-Ds-Pd, disposta a concedersi di fronte a qualsiasi (?) richiesta degli avversari. In particolare se – era il 1996 – la posta in gioco è, da un lato, la “libertà” (in senso ampio, in tutti i sensi) del presidente del Consiglio (allora leader dell’opposizione, tremebondo di possibili interventi nei confronti di Mediaset) e, dall’altra, la (presunta) necessità di un accreditamento democratico dei “comunisti”. Protagonisti indiscussi, proprio il leader Maximo e Luciano Violante, ispirato ad un (iper)garantismo autoespiante. Che ha vissuto, in questi giorni, un ritorno di fiamma, quando proprio l’ex magistrato ha “promosso” la proposta del recupero dell’immunità parlamentare. Una tesi sostenuta anche dai Lothar dalemiani, Rondolino e Velardi, e ora anche da una parte della sinistra (Democratica) più “radicale” (tra cui il nostro Gad Lerner) che vede in tutto ciò la possibile soluzione. La chiosa, ironica, che non fa sconti a nessuno – a destra come a sinistra – del giornale della politica ita- liana è affidata alla matita del nostro Maurizio Di Bona. Read more

L’editoriale. Che ce ne facciamo di Ferrara che fa Sallusti? Salvatori

febbraio 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nelle ultime settimane abbiamo assistito al ritorno in trincea – a fianco del “Cav.” – dell’Elefantino, già nei giorni della battaglia antiabortista disposto a rinunciare al proprio ruolo di intellettuale di riferimento del centrodestra per indossare l’elmetto di giocatore in campo. Ma quanto perde la nostra politica per la scelta “interventista” di Ferrara? di PIETRO SALVATORI Read more

Previsione. Oggi Berlusconi non rivincerebbe le elezioni L. Crespi

febbraio 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ma se gli avversari del presidente del Consiglio vogliono batterlo devono abbandonare (o non fare propria) la “via” giudiziaria all’affermazione sul Cavaliere, che porta ad una sua martirizzazione che è la garanzia di una possibile rinascita (sempre, in tutti i sensi, sua). E preoccuparsi piuttosto di preparare una buona campagna elettorale. Che nel linguaggio del giornale della politica italiana significa: mettersi nelle condizioni, di leadership (per il suo ruolo nella definizione dell’orizzonte e del progetto conseguente, non per mero personalismo, da cui anche un “no” a tutti i galli autoreferenziali e che non dicono una parola, che sia insieme alta e concreta, sulla costruzione del futuro dell’Italia), di progetto, di fare il bene del Paese. Solo l’onestà e la responsabilità di una posizione sincera e funzionale a perseguire gli interessi della nostra nazione – e solo quelli – sono in grado di fare non il “male” del presidente del Consiglio – del quale interessa, e non è legittimo, solo agli antiberlusconiani – e nemmeno il “bene” dei suoi contendenti – che sono in politica e non in affari, e dunque devono assolvere alla loro funzione pubblica e non fare i propri interessi – ma solo il Bene, l’unico Bene ammesso in politica (italiana): quello dell’Italia. L’analisi di Crespi per cominciare (nel migliore dei modi) questa nuova giornata di nostra politica sul (suo, della politica) giornale. di LUIGI CRESPI Read more

E’ il grande cinema su il Politico.it Shutter Island di Attilio Palmieri

febbraio 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ha vinto – i nostri lettori di più vecchia data lo ricorderanno – il premio “Giovane e innocente” per la critica cinematografica 2009 con la bellissima recensione di Vincere di Marco Bellocchio che trovate qui. E’ uno dei più bravi e promettenti giovani studiosi italiani. Prima firma de il Politico.it sin dai nostri esordi, da qualche settimana è entrato a far parte anche della squadra di critici de Gli Spietati, forse la più prestigiosa – e seguita – tra le testate specializzate della rete. Attilio Palmieri torna questa settimana sul “suo” giornale della politica italiana per raccontarci autorevolmente quella che, ovvia- mente dopo Avatar, e con A serious man dei fratelli Coen, è probabilmente l’opera più importante di questo 2010 (almeno per ciò che riguarda le uscite nel nostro Paese) sul fronte del cinema americano (e quindi in assoluto). Per una settimana lo scrittore de il Politico.it, Fabrizio Ulivieri, lascia il campo libero alla nostra penna di maggior spessore per il cine- ma, che ci offre questo come sempre acuto ritratto del film di Scorsese. Buona visione con Palmieri e con il Politico.it. Read more

Tutta domenica al cinema con noi Invictus (e non solo) di F. Ulivieri

febbraio 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Avevamo immaginato un nuovo speciale tutto dedicato alle uscite in sala, per questo fine settima- na. Ma i (buoni) propositi sono stati travolti dall’attualità della nostra politica, che il nostro giornale è chiamato più degli altri a raccontare con attenzione, cura, autorevolezza in tempo reale. Comunque non vi facciamo mancare l’appuntamento periodico con il cinema de il Politico.it, il cinema di Attilio Palmieri, il giovane e talentuoso critico del nostro giornale e de Gli Spietati, (un’altra) tra le più prestigiose testate del settore, e di Fabrizio Ulivieri, il grande scrittore del giornale della politica italiana di cui i nostri lettori hanno potuto gustare, commuovendosi, il racconto sulla ricorrenza della morte di Marco Pantani, che trovate anche nella rubrica Società. Oggi andiamo a raffica con quattro titoli. E più tardi una sorpresa: per la prima volta parleremo anche di una serie televisiva, e non potevamo non cominciare con Lost. Gli appassionati della serie non perdano dunque l’appuntamento, in questo stesso spazio, con Salvatori. Ora il grande cinema visto da Ulivieri. E cominciamo con l’ultima opera di Clint. Qui, a seguire, i collegamenti alle altre tre recensioni.
Paranormal activity di P. Salvatori
Genitori&figli di F. Ulivieri
Lourdes di F. Ulivieri

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Sabato al cinema con il Politico.it Omaggio a Eric Rohmer Salvatori

febbraio 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ stata un’altra grande settimana per il giornale della politica italiana. Una delle migliori di sempre per accessi e non solo. Ci ritagliamo allora un pomeriggio di divertimento e cultura con un nuovo speciale tutto dedicato al cinema. Il giornale di Attilio Palmieri, il giovane e talentuoso critico cinematogra- fico de il Politico.it, e di Fabrizio Ulivieri del quale leggiamo sotto due nuove recensioni cult, dedica l’apertura al grande intellettuale e regista francese scomparso il mese scorso a Parigi. Un pezzo firmato Pietro Salvatori. E sotto ecco L’uomo che verrà e Soul Kitchen, che potete trovare oggi in sala. Buon cinema con il giornale della politica italiana.            Read more

E rischia di saltare vero processo breve Mediaconciliazione, la giustizia è veloce Doveva entrar in vigore prossimo marzo Ma gli avvocati si son (rin)chiusi in casta Mobilitiamo per reale riforma giudiziaria

febbraio 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ un nuovo istituto, introdotto lo scorso anno nella nostra legislazione, che offre un servizio molto semplice: prima di rivolgersi alla giustizia ordinaria, chi si trovi impelagato in una lite può andare dal mediaconciliatore che, con maggiore rapidità, minori costi per lo Stato e quindi per tutti noi, con l’effetto di decongestionare la giustizia civile ordinaria, «aiuta effettivamente le parti coinvolte a risolvere» il loro problema. Immaginate i benefici. Tanto che in altri Paesi d’Europa è già (ampiamente) in vigore. E’ una prima, vera riforma della giustizia, in grado di sciogliere il nodo che riguarda tutti noi: la lentezza di “movimento” del nostro sistema giudiziario. Con possibili ricadute positive sui cittadini, in primo luogo, direttamente, e indirettamente attraverso le ricadute (appunto) sull’intero sistema. Doveva entrare in vigore tra poche settimane. Ma la chiusura in casta di una categoria che, peraltro, non rischierebbe di essere del tutto esclusa dalle cause che verrebbero risolte con l’ausilio del mediaconciliatore (perché questi svolge la funzione di un “giudice”, e l’accompagnamento da parte di un avvocato può comunque essere utile), rischia ora di farla slittare di un anno. Con la (solita) possibilità che, alla fine, non se ne faccia nulla. Come a dire, quando scappa un provvedimento finalmente utile al bene del Paese ecco che, per carità, bisogna subito bloccarlo. Guai farci del bene. Il giornale della politica italiana, con Giulia Innocenzi che ci racconta – attraverso la segnalazione di Enrico Ottogalli – questa storia, pensa invece sia il momento di cominciare a fare il bene dell’Italia. Intanto vi racconta cosa sta accadendo. E continuerà a seguire – e a spingere perché venga “risolta” – questa vicenda. di GIULIA INNOCENZI Read more

Libia/2. Ecco che cosa ho chiesto al pres. del Cons. Paolo Guzzanti

febbraio 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il deputato liberale, tornato nella maggioranza, offre in anteprima al “suo” giornale della politica italiana il testo dell’interrogazione che rivolgerà oggi al presidente del Consiglio sulla (mancata) reazione del governo alla «sanguinosa repressione» perpetrata dalla dittatura libica nei confronti del suo popolo in rivolta. Guzzanti, sia pure dall’interno del gruppo di Iniziativa responsabile, non fa sconti a nessuno. di PAOLO GUZZANTI Read more

Libia/1. Il Paese di Gheddafi sulla strada verso la libertà di G. Lerner

febbraio 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Non sarà facile anche perché «i libici sono meno numerosi dei tunisini e degli egiziani, hanno un reddito pro capite più elevato e subiscono un controllo sociale capillare»; ma la strada è avviata. E, sul lungo periodo, può offrire una prospettiva di rinascita – non (solo) democratica, ma (anche) economica e sociale – al nostro Mezzogiorno e quindi (ulteriormente) al nostro Paese nel suo complesso. Perché se è vero che «in Sicilia i fichi, dalla Libia, arrivano ancora freschi», come presenta la questione il ministro La Russa, e dunque, al di là delle mosse specifiche, è comprensibile e fondata la prudenza del governo rispetto alla rivolta in Libia – anche se restano i dubbi sui possibili eccessi di “collaborazione” ricercati finora col dittatore – per le stesse ragioni il Nordafrica, e l’intero continente africano, rappresentano, con la loro prossimità alle coste meridionali della nostra nazione, l’altro tassello di una possibile rinascita del Mediterraneo e, con esso, della centralità (anche) del nostro sud e dunque dell’Italia, sia pure una volta perseguita (anche) per altri canali, quelli che raccontiamo ogni giorno. Dalla costa meridionale del Mare nostrum arriva una ventata di speranza, che riguarda anche noi. Su più piani. Ce ne parla il conduttore de L’Infedele (in onda stasera dalle 21.10 su La7). di GAD LERNER Read more

Ogni settimana al cinema con il Politico.it Ed è una domenica di bel cinema italiano Ulivieri è severissimo: una (sola) stella… Ma Into paradiso merita d’essere (ri)visto

febbraio 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ il giorno del cinema sul giornale della politica italiana. Il giornale di Attilio Palmieri&Fabrizio Ulivieri. Il talentuoso critico cinematografico de il Politico.it e de Gli Spietati, tra i più brillanti giovani studiosi italiani. E il critico e scrittore fiorentino, curatore della sempre più seguita rubrica domenicale. Per la quale ci propone, oggi, una doppietta di nostro cinema. Il primo film è un’opera prima, la cui autrice, Paola Randi, dovrà essere seguita con attenzione. Un (anziano) ricercatore chiede ad un amico candidato al consiglio comunale di fargli riavere il posto all’università. Ma l’uomo politico è corrotto e lo coinvolge in un “affare” con la camorra. Dunque (anche) una “nostra” storia (in tutti i sensi). Duro Ulivieri, ma la «favola moderna» sull’«accettazione dell’altro» (Alfonso D’Onofrio, il protagonista interpretato da Gianfelice Imparato, incrocerà la propria strada con quella di un gruppo di immigrati dallo Sri Lanka) della Randi è una novità preziosa nel nostro panorama proprio per quell’«esercizio di stile» che Ulivieri riconosce ma che non è (probabilmente) fine a se stesso. di F. ULIVIERI Read more

(Il) secondo step è su Gianni (e le donne) Approccio (civile) all’universo femminile

febbraio 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Gianni (di Gregorio) ha 60 anni ed è (ancora) oppresso dalla madre. Riscoprirà l’altro sesso, ma anche di non essere più in età per certe cose. di FABRIZIO ULIVIERI Read more

Con Benigni cultura travolge l’ignoranza Adesso secessionisti sono piccoli piccoli Ecco perché (lei) può rifare grande l’Italia Come consapevolezza (di sé) di nazione E’ chiave del nostro nuovo Rinascimento

febbraio 18, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Pensate a Roberto, ieri, sul palco dell’Ariston, e pensate contemporaneamente alla chiusura (in tutti i sensi) di chi vuole dividere l’Italia per una bassa – apparente – convenienza “personale”. E riuscirete a “vedere”, plasticamente, come in un (bellissimo) sogno, la differenza (di grandezza) tra l’unità e la secessione (?), tra la cultura e (appunto) l’ignoranza. No a qualsivoglia apertura ai secessionisti (altra cosa è il popolo) da parte delle forze oneste e responsabili di questo Paese: perché la loro incultura non va accreditata, e perché non ce n’è bisogno. La cultura, il giornale della politica italiana lo scrive da mesi, è ciò che rifarà grande questo Paese. Perché la cultura è improvviso talento, consapevolezza, coscienza. La cultura è ciò che libera le risorse nascoste e compresse che sono dentro ciascun italiano. A quel punto sarà chiaro che la secessione non ha alcun senso, ed è così, e non con la vuota retorica di chi non pensa a – e non sente – ciò che va dicendo, che si susciterà un moto d’orgoglio che sarà la molla che tradurrà in scelte concrete la ritrovata consapevolezza che la cultura (stessa) ci avrà restituito. Perché quella di Benigni di ieri sera non è una “perorazione”, ma un grande momento di cultura: l’espressione della Storia, ovvero dell’identità, di un popolo. Qualsiasi progetto per la costruzione del futuro dell’Italia passa necessariamente di qui: dall’opportunità (in tutti i sensi) di rifare della cultura il nostro ossigeno, attraverso quella rivoluzione culturale di cui la televisione è, sarà – di nuovo – un mezzo irrinunciabile. Forza, abbiamo da fare il discorso più importante al mondo. Perché l’Italia – lo ha ricordato ripetutamente Roberto ieri, lo fa ogni giorno il giornale della politica italiana: si noti come nella giornata di Benigni il Politico.it fosse uscito con un pezzo che, per capirci, recava il tricolore come immagine-simbolo, e naturalmente a prescindere dalla scaletta di Sanremo. Del resto, appunto, lo facciamo ogni giorno, come i nostri lettori sanno bene. Perché qui sta la chiave del futuro. In tutti i sensi – l’Italia è la culla della civiltà. E, ve lo “racconteremo” più tardi, lo è per il (suo) futuro e non soltanto per ciò che ci hanno lasciato i nostri nonni. Read more

Diario. Crisi Fli, e la maggioranza cresce di sette unità di G. Baffigo

febbraio 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il “nostro” Guzzanti, Pontone, Menardi sicuri. Probabili Saia, Baldassarri, Rosso. Possibile (persino) Viespoli. In sei da Futuro e Libertà, che perde i numeri per mantenere il gruppo al Senato. Nascerà (probabilmente) un gruppo delle Autonomie con i i rientranti (nel centrodestra, e qui sta il punto, che ora vedremo) più gli autonomisti oggi uniti ai senatori Udc. Guzz, come abbiamo visto, raggiunge Scili. Ma perché accade questo? Secondo Fini ciò è dovuto al «potere finanziario del premier»; i fuoriuscenti accusano la presa del partito da parte dei “falchi” (che sarebbero i più antiberlusconiani) a cui Fini, al congresso fondativo di Milano, assegna la vicepresidenza (Bocchino) e il controverso ruolo di capogruppo al Senato a Benedetto Della Vedova, considerato (troppo) laicista dai moderati-cattolici. In generale i moderati in procinto di diventare ex Fli lamentano una linea troppo antiberlusconiana, incline a strizzare l’occhio alla sinistra e, così, del tutto fuori dall’alveo di un centrodestra del quale i finiani (?) continuano a sentirsi parte. Il racconto, all’interno, della nostra vicedirettrice. Read more

Esclusivo. Ritorno con Berlusconi (ma per batterlo) di Paolo Guzzanti

febbraio 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il deputato liberale, ex Pli, aderisce al gruppo di Iniziativa Responsabile nato per sostenere il governo. «Lo faccio per guadagnare tempo, perché la destra liberale, “rappresentata” (?) da Fini ha deciso di aderire allo schieramento anti-berlusconiano e in questo modo regala a Silvio i voti dei possibili delusi da lui, che avrebbero potuto prendere in considerazione solo un’altra destra alternativa a lui ma, in quanto destra, alternativa (anche) alla sinistra. E la sinistra, rappresentata dal Pd, è un’anatra zoppa che porta nel proprio Dna le macerie del fu Pci». In esclusiva per il giornale della politica italiana, l’ex vicedirettore de il Giornale spiega perché, in attesa di trovare colui-coloro che potranno battere il Cavaliere, da oggi fa di nuovo parte della maggioranza. di PAOLO GUZZANTI Read more

Sì, noi siamo orgogliosi di essere italiani Non per quella retorica vuota e illusoria Il nostro è (sarà, di nuovo) grande Paese Via ora questa politica che lo/ci deprime Problema ormai siete voi: capirlo in fretta

febbraio 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Voi, uomini politici autoreferenziali di oggi, attaccati alla poltrona molto più di quanto non dica il luogo comune (che non è tale). Lo è chi non vede scampo al di fuori del potere, lo è chi pensa di essere indispensabile all’Italia. E’ esattamente il contrario: oggi il vero impedimento alla ripartenza del nostro Paese è una classe dirigente vecchia se non anagraficamente di certo nell’anima (politica), ormai tutt’uno con l’immobilismo che caratterizza la nostra nazione (su un piano politico). E’ un problema di contenuti, di idee, che voi, ingrigiti, non avete più la passione per esprimere. E, ha ragione Pippo Civati, è un problema di credibilità: per salvarsi e tornare grande l’Italia ha bisogno di tornare a credere di poterlo fare, e questo non è (più) possibile se in cabina di comando ci resta chi vi si trova da sedici anni (da ogni parte), e dunque ha già dimostrato (e il Paese lo ha capito, o comunque percepito: questo è il punto) di non essere nella condizione di determinare quella ripartenza. Non accanitevi, contro di noi, contro l’Italia ma anche contro di voi: avete gettato i semi della modernità, assolvendo al vostro compito storico, creando il bipolarismo (Berlusconi) e il Partito Democratico (i suoi attuali dirigenti): esaurito il respiro dell’azione alla quale eravate chiamati, rischiate ora – lo state facendo – di rovinare tutto, consegnandoci una nostra politica – e quindi un Paese – non più-avanti rispetto a come lo avevate ereditato dalla Prima Repubblica, in tutti i sensi, ma ancora più indietro di allora. Voi del Pd, ammazzando il Pd e, in unico tempo, il bipolarismo; altri consumando la credibilità (stessa) dello stesso bipolarismo. Perché quando uno dei quattro elementi di una staffetta ha compiuto il tratto, il giro che gli spettava di coprire, “non ne ha più”, come si dice in gergo sportivo, e rischia di portare alla sconfitta tutta la squadra (l’Italia). Compiete l’ultimo atto della vostra storia politica chiudendola in bellezza: create, ora, le condizioni – legge elettorale, smilitarizzazione del “clima”, rinnovamento nell’indirizzo delle candidature, primarie per tutti i collegi per tutti i partiti, senza rinunciare alla responsabilità di un saggio monitoraggio sulle operazioni – per, senza cooptazione, aprire democraticamente le porte del nostro Parlamento ai giovani (e alle donne). E voi, giovani (e molto affidamento facciamo sulla sensibilità delle donne), sfidatevi DA SUBITO solo ed esclusivamente sui contenuti, cominciate ora, parlando solo del futuro dell’Italia. Il giornale della politica italiana ha dato e continuerà a dare il proprio contributo. Il nostro è (ancora) un grande Paese; può tornare al centro del mondo, come culla della cultura e quindi della civiltà, se solo abbiamo il coraggio – e l’onestà – di assumerci ciascuno la propria responsabilità. Il momento di farlo è adesso, proprio in questa fase di stallo. Passate alle storia – giovani, “vecchi” – per avere fatto ciò che era necessario per salvare l’Italia. E rifarla, così, grande. I nostri figli, i nostri nipoti, i loro figli ci ricorderanno con gratitudine. E guarderanno i loro coetanei delle altre nazioni non più dal buco della serratura – noi, vergognosi del nostro presente, esclusi dalle sale del comando – ma dalla poltrona che fu di Roma e che oggi deve tornare ad essere, attraverso la cultura, attraverso la civiltà, del nostro Paese (M. Patr.). Read more

Vendola, D’Alema, galli del centrosinistra duellano su premiership per scarse idee “Una” di fondo e un progetto per il futuro Questo può salvare e rifare grande Italia Ottima comunque ipotesi di donna leader il Politico, con Gad, lanciò per primo Bindi

febbraio 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ andata bene la narrazione (sia pure, per una volta, minimalistica) del giornale della politica italiana di ieri sulla (mancanza di) «alternativa». La ragione è semplice: l’Italia ha bisogno (come il pane) di contenuti, dopo sedici anni di gossip politico autoreferenziale, perché non è – per noi, per gli italiani! – in gioco il futuro (politico – ?) di qualche “protagonista” (?) della nostra politica autoreferenziale di oggi e nemmeno delle attuali, varie, leadership e segreterie, bensì il futuro del nostro Paese. E il domani dell’Italia è fatto dell’orizzonte verso il quale vogliamo muovere la nostra nazione, quindi di un piano organico e complessivo per raggiungere quell’obiettivo. Che non può che essere, oggi, salvarla e rifarla grande, visto che non si può immaginare alcun futuro se non si mette la barca in sicurezza e farlo significa, per l’Italia, grazie alle sue risorse intrinseche – ma non c’è più tempo da perdere, o ci aspetta un declino ineluttabile e a lungo irreversibile – contemporaneamente rilanciarla. Il giornale della politica italiana ha già avuto modo di indicare un possibile modo per fare tutto questo. Di certo – sia pure nella chiave della costruzione della Grande Alleanza, che avrebbe un mandato essenziale e già (più o meno definito) da realizzare; ma, come abbiamo scritto ieri, anche tutto questo è frutto della mancanza della capacità di immaginare un futuro – non si costruisce (appunto) il futuro dell’Italia discettando se a Palazzo Chigi ci vado io o ci vai tu, perché questa è una forma pigra di reiterazione della personalizzazione e dell’autoreferenzialità che ha congelato la Politica, quella vera, quella fatta di scelte concrete per il domani del nostro Paese, negli ultimi sedici anni. Una reiterazione che non solo non consiste ne, ma nega la possibilità di assumersi la responsabilità (di ragionare) dei contenuti. Perché la psicologia politica umana ha un solo binario a disposizione: o ci si dedica ai contenuti (e in un secondo momento a chi sia più adatto a metterli in campo) o si pensa alle persone. Chi fa la prima cosa non ha molta voglia di fare la seconda, e di solito chi fa (prima) la seconda non ha (poi) la capacità e la passione per fare la seconda. Detto questo, l’idea di Rosy Bindi candidata alla presidenza del Consiglio è, quanto meno su un piano simbolico, una buona cosa. Tanto che il primo a lanciare questa ipotesi fu, ancora una volta, il giornale della politica italiana. Con Lerner. Che oggi si compiace dell’attecchimento dell’idea.
di GAD LERNER Read more

L’intervento. Se Silvio cadrà non sarà per “merito” nostro Laratta

febbraio 16, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Concludiamo con questo pezzo del deputato del Pd la nostra narrazio- ne di oggi sulla (mancanza di) «alternativa». Non quella (tanto) decantata, ma quella consistente (in tutti i sensi) in un progetto organico e complessivo per il futuro dell’Italia. Un pezzo-(auto)critica di un esponente di spicco di un Partito Democratico che, dalla sconfitta alle elezioni del 2008, fatica a (ri)trovare se stesso, impegnato com’è a cercare la propria ragion d’essere più in altri che in sé. Il giornale della politica italiana chiude il discorso odierno “offerto” alla dirigenza Democratica rilanciando il proprio invito: il Pd si faccia “partito dell’Italia“, si carichi sulle spalle questo Paese salvandolo e rifacendolo grande – in un unico tempo – compiendo così la propria (attuale) missione storica. di FRANCO LARATTA* Read more

Ma per il Pd l’”alternativa” è la coalizione Orlando: “Accorciare distanze tra di ‘noi’ per affrontare situazione di emergenza” Intervista a suo commissario in Campania

febbraio 16, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La “psicologia politica” dell’attuale maggioranza Democratica prevede l’alleanza come (unica) soluzione-regina ai (propri) mali. Una scelta soltanto rafforzata dalla (supposta) «crisi democratica ed istituzionale», che però – ammesso che ci sia – avrebbe potuto non cominciare neppure se il partito di Bersani avesse messo in campo da subito un progetto forte in grado di drenare i consensi alla parte (?) in difficoltà (?). E se oggi l’idea di «andare oltre» i propri avversari è stata assimilata nel senso comune, qualche mese fa il giornale della politica italiana era forse l’unica voce ad indicare la necessità di occuparsi dell’Italia come modo per risolvere (anche) i (propri) problemi. Una necessità che, appunto, non può essere fatta propria fino in fondo da chi, pur comprendendone la concretezza, non l’aveva nelle proprie corde. E per un motivo semplice: che l’attuale classe dirigente ha vissuto compiutamente questo quindicennio, e ad esso è irrimediabilmente legata, tanto – appunto – da non riuscire ad «andare oltre» (effettivamente). La nostra narrazione sulla costruzione e non più la decantazione fine a se stessa (in tutti i sensi) dell’alternativa prosegue con questa intervista al commissario straordinario del Pd a Napoli, dove – sia pure tra difficoltà peculiari – sono emersi i limiti di una gestione Democratica che, non proponendo un riferimento chiaro a Roma, fatica ad aggregare onestà e responsabilità – e passione – in “periferia”. Di questo Orlando ha parlato con Attilio Ievolella. Read more

***Il futuro dell’Italia***
FAR VINCERE LE IDEE
di MATTEO PATRONE

febbraio 16, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Comunque la si pensi, il presidente del Consiglio attraversa il momento più difficile della sua vita politica. Per qualcuno coincide con il definitivo declino, per qualcun altro no, ma non è questo il punto: sta di fatto che oggi il Cavaliere è nel bel mezzo di una bufera, che in altri Paesi avrebbe già determinato uno switch enorme di intenzioni di voto a vantaggio della tanto decantata «alternativa».             Read more

***L’editoriale***
E’ TEMPO DI TORNARE AL VOTO
di LUIGI CRESPI

febbraio 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Perché tutti sono nei guai: lo è Berlusconi, Fini fatica a trasformare la sua creatura in una vera macchina democratica (per non ripetere gli errori del Cavaliere), il terzo polo non decolla, il Pd – nonostante la buona volontà – non ha una linea (perché la strategia non è la linea politica, è la strategia), Vendola svolge narrazioni senza entrare nel merito. E così il governo fatica a governare, l’alternativa non si forma all’orizzonte. La soluzione non è, naturalmente (o forse sì, comunque), un grande (?) circo elettorale con gli stessi protagonisti di oggi. Ma una grande (!) elezione democratica (demilitarizzata) in cui i candidati siano scelti – ovunque, territorialmente e politicamente – con le primarie, e si creino le condizioni “di indirizzo” perché possa farcela una nuova leva di giovani (tra cui molte donne) che scendano in campo rompendo in nuce con la vecchia politica e occupandosi solo di contenuti, assumendosi la responsabilità della proposta. Vale per i collegi (ovviamente da ricreare, a livello legislativo o almeno nella proiezione delle organizzazioni dei partiti) come per le guide nazionali, che devono essere scelte liberamente tra proposte concrete per la costruzione del futuro dell’Italia. Utopia? Nell’immediato, forse. Ma è ciò che serve al nostro Paese. Ciascuna parte si assuma la responsabilità di muoversi in questa direzione. E l’Italia si salverà e potrà tornare grande. Ma non è più tempo di aspettare. Chi ce la fa, cominci a farsi avanti. Crespi, sulla settimana trascorsa passando in rassegna la quale non si può che giungere a questa conclusione: è ora di tornare alle urne. Ecco perché. di LUIGI CRESPI Read more

La Padania (ri)definisce i migranti ‘l’orda’ E per Bersani la Lega non è (più) razzista Amenduni: “E’ però buona mossa tattica” Ma (anche) politicismo di Pigi e D’Alema Ora serve loro ottenere caduta governo Ma il Pd è nato per (ri)fare grande l’Italia

febbraio 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E a questo scopo potrebbe fare il vuoto, come si dice in gergo ciclistico, e vincere le elezioni (quasi – anche – da solo) soltanto mettendo in campo un progetto organico e complessivo per salvare e rifare grande – in un unico tempo – il nostro Paese. La missione storica dei Democratici indicata dal nostro direttore. L’attuale segreteria, però, in parte non è d’accordo (e questo perché/)e non ha alcun progetto da mettere in campo. Non sono un “progetto” le pur lodevoli liberalizzazioni proposte: possono fare parte, di un progetto, ma all’Italia serve ora un disegno (appunto) complessivo per non solo «dare un po’ di lavoro», non solo per «risolvere i problemi del Paese», ma per gettare le fondamenta di una ripartenza duratura e strutturale, capace non solo di consentirle di “tirare avanti un altro po’” (!), ma di restituirle il posto che le compete nel mondo, quello di culla della civiltà. Durante la campagna congressuale Bersani “accusò” Marino di essere «più ambizioso di me». Il punto è proprio questo: l’attuale classe dirigente non ha (più) il fiato per concepire un completo ribaltamento di piano, che è ciò che serve oggi al nostro Paese. Non, per vivacchiare. Ma per tornare grande. Chi non ha l’ambizione, è meglio che si faccia da parte. Altrimenti rischia di contribuire a ridurre la politica ad una partita a scacchi, fatta di sola tattica politicistica, che è la precisa continuazione di questa Seconda Repubblica autoreferenziale che ha aggravato le difficoltà dell’Italia prolungando (sia pure con qualche eccezione) il periodo di tempo in cui al malato non sono state date le medicine. L’unico orizzonte finisce per essere quello di breve periodo, pure necessario. E, in mancanza di un alto ideale, si umilia quello che dovrebbe ambire a diventare il primo partito italiano a stampella leghista. Lo status di Facebook della nostra Cristiana Alicata definisce al meglio la questione. Eccolo. Read more

Il commento. La Lega si prepara a lasciare Berlusconi di Gad Lerner

febbraio 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’intervista di martedì del segretario del Pd a La Padania è un autogol del leader Democratico, ma di questo parleremo dopo. La disponibilità nei confronti dei leghisti è invece la loro occasione di portare a casa comunque il federalismo e il segnale che le camicie verdi sono pronte ad imprimere il piede sull’acceleratore della separazione dal premier. Ce ne parla il conduttore de L’Infedele. di GAD LERNER Read more

Nichi ad Annozero non sa dire come fare Riccardi: “Hanno avuto 2° Repubblica…” Politica attuale non può rilanciare l’Italia Se ha già dimostrato cosa (non) può dare Ora apertura democratica/ rinnovamento Ma giovani si concentrino (solo) su idee

febbraio 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale dell’onestà e della responsabilità. Dice e fa solo ciò che pensa sia funzionale a perseguire il bene del Paese. Il rinnovamentismo è, come tutte le battaglie parziali e «faziose», una bandiera che non fa per noi. Ma, il Politico.it lo ha scritto più volte, ora il nostro Paese ha bisogno di cambiare marcia. Subito. O (presto) sarà troppo tardi. Per farlo, la domanda che (ci) rivolgiamo ai nostri lettori è: può farlo chi ha in mano le redini del potere ormai da sedici anni, e – dopo la “semina” di una moderna democrazia bipolare che va riconosciuta all’attuale classe dirigente compiuta nel 1994 e poi con la nascita del Partito Democratico e del Popolo della Libertà (fatto partito della destra liberale ed europea) – si è staticizzata nell’autoreferenzialità della quale il giornale della politica italiana scrive ogni giorno? E, tolta l’intuizione – peraltro riconducibile a pochi protagonisti – del Partito Democratico (oggi rinnegata, nei fatti, da una – altra – parte della nostra politica autoreferenziale, proprio per questo), può avere soluzioni insieme alte e concrete da mettere in campo chi è nell’agone da oltre trent’anni e non ha mai saputo emergere proponendo niente del genere, tant’è vero che quella necessità di un completo ribaltamento di piano rimane (più che mai) attuale e inevasa? La qualità di una proposta è data dalle idee, e soltanto da queste. A parte Veltroni, di cui abbiamo scritto, e ovviamente il giornale della politica italiana, non se ne scorgono all’orizzonte. Allora è necessaria quell’apertura democratica che consenta il rinnovamento che sostituisca chi ha già avuto tutte le chance per dimostrare di essere in grado, e non lo ha fatto, e contemporaneamente che il dibattito tra chi aspira a determinare quel cambio di marcia si concentri sulle sole idee, inaugurando – magari attraverso un canale “riservato”, di cui il Politico.it è già e sarà sempre di più il mezzo principale – un nuovo confronto pubblico – nell’assunzione di responsabilità di avanzare proposte concrete di chi è nella condizione di farlo – basato solo sulle proposte – concrete, “efficaci” – per la costruzione del futuro dell’Italia. Solo così salveremo e rifaremo grande – in un unico tempo – il nostro Paese. Read more

Marchionne, ci hai “fregato” (ma la politica dov’è?) di R. Maraga

febbraio 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è stato il primo grande quotidiano a far notare come nella vicenda Fiat il grande assente fosse quel progetto organico e complessivo – tra cui la politica industriale – capace di creare le condizioni perché in Italia sia conveniente investire, e non solo per una riduzione dei diritti del lavoro (bensì salvando e rifacendo grande il nostro Paese). il Politico.it può avere sempre ragione perché, onesto e responsabile, è mosso dalla sola motivazione di perseguire il bene della nostra nazione. E così anche un grande economista come Tito Boeri finisce inevitabilmente per convenire. Ma in questa storia è mancata – manca – anche la responsabilità (d’impresa) dell’ad Fiat, che dopo avere sollecitato proprio quell’impegno – facendoci esultare di fronte ad un italiano che sembrava indicare la strada della modernità per il nostro Paese – ha rinunciato a dare il proprio contributo a quella stessa modernizzazione, che avrebbe avuto ricadute positive anche per la Fiat (proprio quelle invocate), preferendo la scorciatoia dell’utilità immediata e per la sola propria azienda, cessando di occuparsi del domani del nostro Paese. E allora promesse non sostanziate da un piano di investimenti che fosse reso noto e richiesta/imposizione tout court di sacrifici ai soli operai. “Fiancheggiato” (loro malgrado) da una parte della nostra politica, e in particolare del Pd, lasciatasi trarre in inganno. (Anche) di questo ci parla il nostro giovane studioso di diritto del lavoro: è qui che si ritrovano, si confrontano e danno il loro contributo i giovani (nati dopo il 1980) talenti della nostra politica che salveranno e rifaranno grande questo Paese. di RICCARDO MARAGA Read more

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