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Tre stelle (scarse) anche per Vallanzasca Difetto? Racconta il male senza criticarlo

gennaio 30, 2011 di Redazione 

Ma la grande prova di Kim Rossi Stuart e (soprattutto) Filippo Timi dà spessore al film. Che racconta la storia del sanguinario bandito rimasto poi in carcere per oltre quarant’anni. di FABRIZIO ULIVIERI

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Nella foto, Kim Rossi Stuart-Vallanzasca sul set

Vallanzasca – Gli angeli del male

REGIA: Michele Placido

ATTORI:
Kim Rossi Stuart
Valeria Solarino
Filippo Timi
Moritz Bleibtreu
Francesco Scianna

GENERE: Drammatico

DURATA: 125 min.

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di FABRIZIO ULIVIERI

Un film con un bell´inizio, piacevole per l´uso dialettale dell´italiano che ti dispone bene da subito ma da subito crudo e forte e così come inizia il film continua, sempre veloce e con lo stesso ritmo. Una rapina dietro l´altra. Un omicidio dietro l´altro.

E forse qui, da subito, si manifesta il limite di questo film. Un´analisi descrittiva della vita di Vallanzasca senza altro aggiungervi.

Un duro il bel René. Mica un pirla. Un maestro di vita da duro. Maestro di armi rapine e fighe. Uno che va per la sua strada, sia quella che sia. Uno che prende quello che vuole. Uno che non accetta regole, leggi ed imposizioni e che sputa nella vita tutta la forza dei muscoli, del corpo, del respiro, della pelle e delle ossa, del sangue e della rabbia. Della rabbia che pervade quegli anni e che fuoriesce in tutti i modi nelle rapine e negli omicidi del “boss della Comasina” e nella lotta cruenta a Francis Turatello (prima di divenire amici in carcere) come pure nelle lotte politiche ed il terrorismo che puntellano tutto il mondo dalla fine degli anni Sessanta all´inizio degli anni Ottanta: dalle Brigate Rosse in Italia alla Raf in Germania e Action Directe in Francia, dall´esercito Rosso in Giappone alle Black Panthers negli Stati Uniti (senza dimenticare Carlos ed il terrorismo palestinese).

E questo è l´elemento che accomuna il Male di Vallanzasca con quello di un terrorismo che per tante cause ha ucciso ed insanguinato l´Italia e l´Europa al pari di Vallanzasca.

Che Placido sappia fare cinema non c´è dubbio. Soprattutto sa muoversi negli anni Settanta, che ha vissuto in pieno. Ma alla fine fa un film di nicchia nonostante che faccia un film di azione. Troppa violenza, troppo limitato al puro generarsi di imprese violente scavando poco nella psicologia del personaggio troppo fisico e poco umano del bel René (se di umano si può parlare).

Bravissimo il cast. Due sopra tutti: Kim Rossi Stuart e Filippo Timi. In verità Filippo Timi credo sopravanzi di una spanna Kim Rossi Stuart in quanto riesce a dare al suo personaggio (Enzo) una profondità e complessità che manca a Vallanzasca (Kim Rossi Stuart).

Voto: tre stelle (ma un po´ scarsine).

FABRIZIO ULIVIERI

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