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La polemica. La dis-informazione (?) sull’acqua di Annalisa Chirico

gennaio 26, 2011 di Redazione 

Il giornale della politica italiana pensa che si tratti di un bene irrinunciabilmente pubblico. Di tutti. Qualunque sia la condizione sociale, qualunque sia la disponibilità economica, tutti devono avere accesso a questo bene vitale. Quello all’acqua è uno di quei diritti che nell’antica Grecia cominciavano ad essere considerati “di natura”. E perché questo sia sempre possibile, conviene non avviare derive che attraverso la privatizzazione degli acquedotti portino successivamente alla consegna del bene dell’acqua nelle mani dei privati che lo possano commercializzare. Coloro che puntano, oggi, attraverso il contrasto al referendum, a consentire la distribuzione da parte dei privati dell’acqua hanno l’obiettivo non dichiarato di arrivare ad una completa privatizzazione. Ciò nondimeno, il Politico.it dà spazio anche a loro, fatta questa necessaria premessa. E Annalisa Chirico, che del comitato per la privatizzazione fa parte, punta l’obiettivo su un dibattito che – non certo appunto sul giornale della politica italiana – penalizzerebbe le loro ragioni. di ANNALISA CHIRICO

Nella foto, un rubinetto pubblico

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di ANNALISA CHIRICO

Qualche mese fa abbiamo fondato insieme a numerosi amici il Comitato AcquaLiberaTutti per esprimere, come in democrazia a tutti dovrebbe essere concesso, le ragioni contro i due quesiti referendari, su cui i cittadini italiani saranno chiamati a votare tra qualche mese. Perché riteniamo che la ripubblicizzazione forzata dell´acqua, in aperto contrasto con la normativa europea, farebbe fare all´Italia un salto indietro nel tempo. Perché pensiamo che oggi per migliorare le condizioni di una rete colabrodo servano investimenti e concorrenza. Non carrozzoni pubblici.

Il Presidente del Comitato Oscar Giannino ha indirizzato una lettera a Sergio Zavoli, Presidente della Commissione parlamentare per la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
Che cosa chiediamo? Semplicemente che si ripristini il diritto dei cittadini a un´informazione completa, obiettiva e imparziale. Dato che fino ad oggi hanno potuto ascoltare soltanto le ragioni di una parte, dei mistificatori, che parlano di “acqua pubblica”, come se fosse in pericolo la natura pubblica del bene acqua.
Checché si pensi sul tema, tutti dovremmo avere a cuore che il dibattito pubblico sia quanto più aperto e plurale. E che la RAI ottemperi ai suoi doveri di servizio pubblico.
Il rischio è che si ripeta un copione già visto in occasione di altri appuntamenti referendari. Ci auguriamo che non sia così perché, se così fosse – ha detto bene Giannino – un referendum, che già di per sé assomiglia a una farsa, si trasformerebbe in un dramma.

Ecco uno stralcio della lettera firmata da Oscar Giannino.

Quest´anno i cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi su due referendum volti alla ripubblicizzazione dell´acqua. Di questo i cittadini sono stati ampiamente informati o, meglio, disinformati. Pochi, pochissimi invece sanno che già da qualche mese si è formalmente costituito un Comitato, AcquaLiberaTutti,che vorrebbe – se venisse ad esso data l´opportunità – esprimere liberamente le ragioni, per le quali ritiene che sia bene votare contro quei quesiti referendari.

Ad oggi questo non è stato possibile. Nei pochi, pochissimi spazi dedicati al tema abbiamo potuto ascoltare soltanto le ragioni di una parte, quelle dei difensori dell´”acqua pubblica” (sebbene già l´attuale assetto normativo non intacchi affatto la natura pubblica del bene acqua) senza alcuna possibilità di contraddittorio.

E´ necessario un intervento urgente della Commissione da Lei presieduta. Per ripristinare il diritto dei cittadini a un´informazione completa, obiettiva e imparziale. Per ridare un crisma di legalità e di serietà a questa consultazione referendaria ponendo fine a un´operazione mistificatoria.

ANNALISA CHIRICO

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