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“Abbiamo” (?) ripreso a parlare del nulla Giornali (?) “svuotati” della politica vera Si parla (di nuovo) di casa di Fini (e Ruby) Stampa non s’appiattisca, incalzi politica

gennaio 26, 2011 di Redazione 

Il giornale della politica italiana, giornale dell’onestà e della responsabilità e (quindi) della politica vera fa l’esatto opposto, non si occupa (per quanto possibile) di queste vicende provando ogni giorno a dare il proprio (decisivo) contributo per la (ri)costruzione del futuro dell’Italia. Ma questo altro non è che il dovere di un giornalismo che è, o dovrebbhe essere, mastino di guardia del potere, e non barboncino da passeggio per la nostra politica autoreferenziale di oggi. E fare la “guardia” non significa rilanciare (l’autoreferenzialità della politica italiana) con schizzi di fango, bensì, appunto, inchiodarla alle proprie responsabilità, che riguardano, come detto, la costruzione del domani. La ripetuta deriva del dibattito pubblico indica che siamo (sono) un po’ tutti berlusconiani, nel senso (profondo – ?) che è stata assorbita una personalizzazione (eccessiva) della nostra politica da fine impero, ma non quello di Berlusconi bensì quello dell’Italia, come abbiamo visto. Lo abbiamo chiamato gossip “politico”, perché si tratta di (puro) chiacchiericcio sulle persone e non sui contenuti. E’ da questi ultimi, e non dal (discorso sugli) uomini (?), che il Paese deve ripartire per salvarsi. il Politico.it, così come ha già riportato una parte della nostra politica ad elaborare gli stessi contenuti, continuerà a fare da esempio ad una stampa che – negli ultimi trent’anni – è stata collaterale alla politica italiana autoreferenziale di oggi, e, visti i danni, si può definire co(ir)responsabile.

Nella foto, apertura e seconda notizia “politica” dell’edizione on line de il Giornale: è solo il caso più emblematico

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