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Il danno devastante della ‘cultura’ d’oggi ’09, 1/2 donne non aveva/cercava lavoro Sarebbe stato loro ‘impossibile’ trovarlo Così come possono esser(ci) in politica?

gennaio 21, 2011 di Redazione 

Abbiamo visto la radice di ogni male e, insieme, chiave per la (ri)costruzione del futuro. Ora vediamo – con Lerner – il male, e capiamo che cosa comporta. Il “male” è ben descritto nel rapporto Istat “Noi Italia”, che fotografa proprio il contrario (del nome): quest’Italia non (ci) appartiene, perché il 30% dei giovani non lavora ma tra le donne (la stessa percentuale) equivale al blocco che non solo non lavora ma nemmeno studia; così che il dato complessivo – l’inattività del 48,9% delle donne italiane – ci conferma ancora una volta in fondo a tutte le classifiche europee, Paese «retrogrado» e, così, bloccato. “Così”: perché (appunto, come abbiamo visto) le donne sono decisive per la politica, e quindi per il Paese, ma se la politica non consente loro di “vivere” la società, non le mette in “circolo”, come può, nel rappresentare quest’ultima, trarre beneficio da loro? Ancora una volta, un intervento organico e complessivo, e non una soluzione-tampone, si conferma la chiave per salvare e rifare grande questo Paese. di GAD LERNER

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

C’entrerà qualcosa con la cultura dominante, con i genitori che incoraggiano le figlie a fare le graziose di fronte ai vecchi bavosi, con l’accettazione di un velinismo poco decoroso, insomma c’entrerà qualcosa con l’andazzo mortificante la ricerca Istat “Noi Italia”, pubblicata mercoledì?

Leggiamo un paio di statistiche: con il 48,9% deteniamo il tasso d’inattività femminile secondo in Europa; peggio di noi, solo Malta. Nel 2009 quasi la metà delle donne italiane in età da lavoro non aveva un posto e nemmeno lo cercava (perché prive di speranze). Non studiano né lavorano il 24,4% delle giovani donne in età compresa fra i 15 e i 29 anni.

Sono convinto che il blocco culturale influisce pesantemente anche sui meccanismi sociali che fanno dell’Italia un paese retrogrado: a partire dalla discriminazione di genere riguardante metà della sua popolazione.

GAD LERNER

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