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L’analisi. No, Ruby non toglie voti a Berlusconi. Per ora di Luigi Crespi

gennaio 20, 2011 di Redazione 

L’elettorato di Silvio si divide tra chi non crede ai racconti dei fatti di Arcore e chi pensa che il premier abbia fatto persino “bene”. Dunque la vicenda non lo smuoverà. Almeno non subito. In seguito, la perdita di credibilità che tutto questo comunque comporta – ma più di Karima, “possono” le pessime figure (in tutti i sensi) di Nicole Minetti, Fede e Lele Mora – potrebbe rendergli più difficile (ri)conquistare consenso. Un problema. Anche perché una volta ottenuto il federalismo, la Lega potrebbe mandare tutti ad elezioni. «A partire da giugno ogni momento è buono»… di LUIGI CRESPI

Nella grafica, Luigi Crespi

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di LUIGI CRESPI

Il mio intervento di ieri mattina durante la puntata di Omnibus su La7 ha suscitato molti consensi. Ho ricevuto tante telefonate di giornalisti interessati a conoscere il mio parere sulla vicenda Berlusconi. Penso che cio’ sia avvenuto perche’ nel mio intervento ho analizzato l’attuale situazione in modo non arrogante, ponendo questioni serie senza giocare con la dinamica a volte ossessiva delle parti.

Durante il mio intervento di ieri ho sottolineato che i dati che sono emersi dai sondaggi delle ultime ore non rilevano particolari spostamenti di opinione pubblica in seguito alla vicenda ‘Ruby’, ma il vero riscontro ci sara’ nel prossimo futuro. Del resto, dopo 15 anni durante i quali Berlusconi ha imposto il conflitto con la magistratura, nessuno puo’ ritenere che questa vicenda sia peggiore, ad esempio, dell’accusa di strage di mafia.

Il suo elettorato e’ ‘vaccinato’ da questo punto di vista e non si sgretolera’ ora. Ma attenzione: cio’ che accadra’ agli elettori di Berlusconi non si rivelera’ il giorno dopo, ma nell’arco di 30-40 giorni, quando gli smottamenti potrebbero essere clamorosi, perche’ le ultime vicende hanno comunque minato la sua credibilita’ e la fiducia in lui.

Ma qual è l’elettorato di Berlusconi, quello che sembra perdonargli tutto? Si divide in due componenti: chi dice “è vero, frequenta minorenni, belle donne e fa festini, si diverte e fa bene a farlo”, e chi invece parla di millanteria rifiutandosi di credere a cio’ che le ragazze raccontano. Queste due ‘fazioni’ coesistono e si trovano sintetizzate nell’elettorato del premier. Se non capiamo questo non comprendiamo perche’ Berlusconi, nonostante tutto cio’ che è successo in questi anni, continua a vincere. Se qualcuno si aspetta che attraverso la vicenda Ruby o accuse giudiziarie si possa scalzare Bersluconi restera’ deluso perche’, al contrario, il premier continuera’ a trarne forza. In realta’ Berlusconi puo’ essere battuto solo elettoralmente.

Sono convinto che il suo vero problema non sia Ruby. Piuttosto lo è la Minetti, che viene messa nel listino di Formigoni, quindi senza essere sottoposta alla votazione degli elettori. Con quali meriti? Cosa l’ha portata li’? Non voglio citare le intercettazioni, ma non credo che questa cosa possa passare inosservata.

Altro problema per Berlusconi è Emilio Fede, che per circa un ventennio ha rappresentato il premier, la sua voce, i suoi interessi, e quanto è emerso sul rapporto Berlusconi-Fede determina una forte delegittimazione per il premier.

Infine Lele Mora, che ora appare come uno dei protagonisti della vita privata di Berlusconi, e questo non è un segnale che puo’ piacere al suo elettorato. Quindi, a mio avviso, queste tre figure gli arrecano piu’ danno della stessa Ruby Rubacuori.

Le mine vaganti, poi, che possono davvero metterlo in crisi sono quattro. L’individuazione di un’alternativa che ora non c’è, ma in questa direzione si sta muovendo qualcosa e di certo non nel Pd. Mi riferisco a Vendola, che sta rosicchiando lentamente consensi al Partito Democratico. E poi c’è il Terzo Polo, in cui due dei principali attori, Fini e Casini, sono parte della rappresentazione berlusconiana. Il terzo punto è rappresentato dalla Lega, che manterra’ il rapporto con Berlusconi fino al momento in cui otterra’ il federalismo, ma non credo che lo seguira’ fino al crespuscolo finale. La quarta mina nasce dalla poca chiarezza nelle vicende Alitalia, L’Aquila e rifiuti di Napoli. Al tirar delle somme, sono sempre piu’ convinto che scivoleremo verso elezioni anticipate: da giugno in poi ogni momento è buono.

LUIGI CRESPI

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