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***L’appello***
LE DONNE DEL PDL ROMPANO IL SILENZIO
di MARIANNA MADIA*

gennaio 19, 2011 di Redazione 

Le “feste” a casa di Berlusconi sono riconducibili ad un sistema che, sulla base della “reazione” (anti)culturale prodotta dalla televisione del presidente del Consiglio in questi trent’anni si fonda sull’adesione (involontaria, in quanto inconsapevole) a tutto questo di una parte delle stesse donne (e di padri e fratelli come fiancheggiatori dei suoi fautori). Si rafforza, in questa chiave, la certezza che questo Paese ha bisogno di conoscere quella rivoluzione culturale che – in tempi nemmeno troppo lunghi, grazie (anche) alla televisione e ad una politica italiana che faccia di questo il perno, la chiave, le fondamenta del proprio progetto per la costruzione del futuro – liberi l’Italia, non, da Berlusconi, ma (appunto) dalle proprie (auto)limitazioni (storiche e più recenti). In vista di tutto ciò, la giovane deputata del Pd prova comunque a suscitare una (prima) reazione in donne (ma vale anche per gli uomini: non si tratta di una battaglia femminista, ma di civiltà) che definisce «complici», se questa non avverrà, di chi ha ordito e sfrutta tutto questo. di MARIANNA MADIA*

Nella foto, Marianna Madia

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di MARIANNA MADIA*

Ora basta. Non è il momento di opportunismi politici e silenzi. Le donne del Pdl devono parlare e pretendere la verità su questa storia. E in gioco la dignità del Paese e di tutte le donne. Penso a colleghe di valore come Mara Carfagna, Stefania Prestigiacomo, Giorgia Meloni, Annagrazia Calabria, Beatrice Lorenzin, e tante altre. Questo è il loro momento di alzare la voce e dire basta. Sarebbe un gesto di grande libertà e dignità civile. Chi tace, in questo momento, si rende complice.

MARIANNA MADIA*

*Deputata del Partito Democratico

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