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Mercato va (ora) lasciato “girare” da solo Ma non fu mercato a alzare (nostri) prezzi Politica non governò passaggio all’euro Una sua mancanza a cui va posto rimedio Si proponga riduzione di 1/3 o della metà La concorrenza assicurerà l’omogeneità E la nostra economia ne avrà giovamento

gennaio 17, 2011 di Redazione 

Il mercato non si tocca. Ma non si tratta (infatti) di intervenire nelle dinamiche del mercato. Bensì in quelle della politica. Che ai tempi del passaggio dalla lira all’euro avrebbe dovuto garantire che la divisione per duemila per avere il corrispettivo della nostra vecchia moneta in euro non rappresentasse un’occasione perché avvenisse ciò che poi è effettivamente avvenuto, ovvero che una parte dei prezzi venissero sostanzialmente raddoppiati contando sulla similitudine 1 euro (ma duemila lire) “uguale” (invece) mille lire. Quella stortura – data non dal mercato e dalla concorrenza bensì da una furbata di una parte degli operatori a cui inevitabilmente poi dovettero adeguarsi anche gli altri, in questo secondo caso sì proprio per ragioni di concorrenza e legate alla “sopravvivenza” – è figlia dell’incapacità della nostra politica di oggi. Ed è appunto una stortura. Ma a cui si può porre rimedio. In seguito la nostra politica autoreferenziale odierna istituì la figura di Mister prezzi, un fantomatico garante che dovrebbe prestare attenzione a che non si verifichino – o si siano verificate – ulteriori, minori! storture. Ora immaginate di tornare (quasi) alla situazione precedente il cambio lira-euro, al netto – si tratta di ponderarle – delle variazioni legate (invece) al mercato. Il sollievo delle famiglie sarebbe enorme, e riparerebbe ad una ingiustizia, senza che la disponibilità di alcuni (a compiere la riduzione) potesse essere vanificata dall’(ulteriore) furbizia (?) di altri (proprio grazie al mercato). E la nostra economia, attraverso il rilancio dei consumi – ma senza quella costante tensione ad un aumento delle cifre assolute della “spesa” (individuale) che non può essere sostenuta all’infinito: perché la stimolazione dei consumi come strumento anticiclico è appunto quest’ultima cosa, una soluzione-tampone a momenti di crisi (o comunque di down) da adottare una tantum, che se abusata porta ad una insostenibilità del sistema sul lungo periodo – potrebbe rifiatare e rifiorire. Senza “mano- mettere” il mercato. Anzi, restituendo al mercato il pieno (anche per il passato) controllo sui prezzi.

Nella foto, il ministro dell’Economia: sorpreso e sconvolto dalla nostra proposta

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