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Avevamo (ancora una volta) ragione noi Bersani: “Sì, ora è cominciato un declino e adesso (ci) serve una forte correzione” No, quello che serve è una “rivoluzione”

gennaio 7, 2011 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è il più autorevole e ascoltato (nuovo) consigliere della nostra politica, (perché/)e il più acuto e lungimirante osservatore della politica italiana. Il solo ad avere il senso della Storia. E’ qui, rispetto a tutto il resto del nostro giornalismo (di cui abbiamo denunciato il collateralismo all’autoreferenzialità della politica che avrebbe invece il compito di incalzare, e di riportare sulla retta via quando ne devia), che un grido somme(r)sso della parte migliore degli innovatori del nostro Paese – coloro che, come noi, hanno un minimo di sguardo prospettico – è potuto emergere, arrivando fino alle orecchie, tutt’altro che «messe a terra», come Pigi aveva annunciato avrebbe fatto il suo Pd, della nostra politica autoreferenziale di oggi, finora sorda a causa del tutto volume degli stereo della propria sinfonia, quella del (potere fine a) se stessi. L’Italia è ad un bivio: se proseguirà con l’andazzo attuale, imboccherà la strada (che scende) del declino, e una volta che il passo sarà stato compiuto sarà molto difficile – leggi: ci vorranno decenni – prima di potere tornare anche solo alle posizioni di partenza, quelle di oggi. Ammesso che, nel frattempo, la nave non affondi, visto che lo stato attuale dei nostri conti non è tale da consentirci di perdere ulteriori posizioni senza rischiare il tracollo. Per evitare questo, è necessario un completo ribaltamento di piano, quello di cui su il Politico.it – mentre tutto, e ribadiamo: tutto il resto della nostra politica preferisce guardarsi l’ombelico – si parla, sostanziandolo con risposte e soluzioni concrete, che vanno a comporre il progetto organico e complessivo che abbiamo spiegato è necessario per salvare e rifare grande l’Italia, ormai da mesi. Non basta, caro Bersani, una «forte correzione» di rotta: non si tratta, qui, di dare «un po’ di lavoro». E’ necessario avere quell’ambizione che sembra non essere nelle corde del segretario del Pd, ma che è la condicio sine qua non per evitare il declino. Un’Italia che vivacchi, un’Italia che rattoppi, finirà comunque prima o poi risucchiata nel vortice della decadenza. Stop alla soluzione dei «problemi del Paese», sì ad un’idea (ambiziosa) di futuro da perseguire con il necessario ricompattamento delle “truppe” che salvi e rifaccia grande – in un unico tempo – l’Italia (M. Patr.).

Nella foto, Pigi: sopraffatto dal nostro “rilancio” rispetto alle soluzioni da adottare?

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