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Poco da aggiungere, è il “ritorno” di Clint Hereafter, ultimo capolavoro di Eastwood
di FABRIZIO ULIVIERI

gennaio 6, 2011 di Redazione 

Una storia (anzi tre) «lineare ed essenziale», «semplice e sublime». Un racconto alla Dickens. Senza eroi solitari (stavolta). Se non lui stesso. La riscoperta del piacere (dimenticato) della narrazione. Viaggio intorno alla morte. Uscita speciale della nostra rubrica di cinema, la rubrica di Attilio Palmieri&Fabrizio Ulivieri, per il giorno dell’Epi- fania, per regalare a tutti, poche ore dopo l’uscita nelle sale, IL film del 2011 (pure appena comincia- to). Hereafter. di FABRIZIO ULIVIERI

Hereafter

REGIA: Clint Eastwood

ATTORI:
Matt Damon
Cécile De France
Joy Mohr Bryce
Dallas Howard
George McLaren

GENERE: Drammatico

DURATA: 129 min.

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di FABRIZIO ULIVIERI

Tre storie meravigliose e soprannaturali. Vite di persone che scorrono parallele senza toccarsi in tre punti diversi del globo, strutturano la trama del film, per intersecarsi in un finale che mai ti aspetteresti dal vecchio cuore (che dev’essere davvero grande e romantico) di un uomo (Clint Eastwood) che ha passato gli ottanta anni.

Storia 1. Marie e lo Tsunami. Oceano Indiano e poi Parigi

La storia comincia con la calma piatta di una giornata di grande sole sulla spiaggia. L’interno calmo di una camera d’hotel. E la folla normale di un giorno normale al mercato, dove Marie va per comprare dei regali. E poi l’onda assassina. L’inferno. Scene che ti ghiacciano il sangue (ma come avrà fatto a creare quelle scene così realistiche?). Poi Marie sottacqua in balia della corrente e della morte. E la luce che appare e le Ombre che accolgono Marie.

Poi Marie che ritorna alla vita. E il cielo sopra di lei immenso e blu.

Storia 2. George il sensitivo. New York

George è un veggente. Ha il dono (ma lui lo chiama “condanna”) di vedere le Ombre e sentire la loro voce. George vive questo suo destino come una maledizione: una vita che riguarda la morte non è vita. Ma nessuno sfugge alla propria natura e neppure George potrà.

Storia 3. Marcus e Jason. Londra

Due bambini quasi gemelli. Un padre che non si sa dove sia. Una madre tossica. Una vita tra ispezioni degli assistenti sociali e i compiti della scuola. Jason va in farmacia a comprare un medicinale per la madre che vuole disintossicarsi. Usa il cellulare per parlare con Marcus che è rimasto a casa. Una banda di bulli vuole rubare il cellulare a Marcus, lui scappa e finisce sotto un camion e muore. Marcus da quella sera è solo nella sua cameretta e ogni notte prima di addormentarsi augurerà per sempre la buonanotte a Jason che non c’è più.

In questo film non c’è tempo. Qui c’è il tempo di Dickens. Personaggi alla Dickens che vivono d’azione e bisogni primari, immersi fra la vita ed un mondo portentoso. E quel mondo ti assorbe. Ti porta dentro schermo, e come in un romanzo di Dickens finisci prigioniero della storia.

Una storia lineare ed essenziale che corre veloce verso la fine con un’arte di raccontare sublime e semplice.

Voto cinque stelle (e sono la metà di quelle che vorrei dare).

FABRIZIO ULIVIERI

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