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Stato regolatore di un’economia di valori Come funziona nella Germania che vince Ecco l’identità del Pd rispetto al mercato

gennaio 4, 2011 di Redazione 

Ultima puntata del viaggio di Gabriele Federici nel futuro del centrosinistra. Democratici che hanno nel loro DNA il possibile riferimento all’economia sociale di mercato nata dal capitalismo renano. Quello su cui si basa il successo – duraturo – della locomotiva tedesca (dell’Europa). Lezione di Federici su ciò in cui consiste. di GABRIELE FEDERICI

Nella foto, Alfred Muller-Armack, padre con Walter Eucken della Soziale Marktwirtschaft, di cui coniò il nome

Le prime tre puntate

C’è De Gasperi nel futuro del centrosinistra

Il pensiero forte

L’unità politica europea

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di Gabriele FEDERICI

IL CAPITALISMO RENANO

La crisi economica mondiale induce a ripensare i paradigmi correnti in materia di allocazione e produzione delle risorse: non solo, ma anche un ripensamento stesso dell’economia di mercato, una nuova logica capace di adattarsi ai tempi critici attuali, che sappia allontanarsi da un approccio ideologico nei riguardi dell’economia e che riesca ad intendere l’agire economico sotto una lente pragmatica e sensibile alle dinamiche sociali europee.

A vent’anni dalla riunificazione, dopo una storia tribolata, l’immane tragedia del nazismo, delle deportazioni di massa e dell’instaurazione dopo la Seconda Guerra Mondiale di un altro totalitarismo nella sua parte orientale, la Germania si presenta nel 2010 come un paese forte, economicamente vincente, capace di affrontare la crisi nel migliore dei modi e politicamente credibile sullo scenario internazionale. Il capitalismo renano sembra vincere, al momento, sul capitalismo di matrice anglosassone. La logica dell’economia sociale di mercato, con la strutturazione di relazioni sociali stabili all’interno delle imprese, il rischio pressoché stabile del capitale investito, quindi uno scarso ruolo del mercato borsistico rispetto all’economia reale della produzione di beni e, dulcis in fundo, l’importanza del personale nella gestione dell’azienda hanno fatto sì che la situazione economica di Berlino sia decisamente migliore rispetto alla situazione economica di Londra e Washington.

Il capitalismo renano, insieme alla governance europea (quindi alla costruzione finale di un’Europa politica) possono fornirci delle risposte credibili per la crisi.

Cosa è il capitalismo renano? A che tipo di economia dà origine?

La Germania ha caratterizzato il proprio sviluppo capitalistico su dei caratteri comunitari, nei quali l’impresa è costituita da diversi soggetti economici che lavorano ognuno secondi i propri ruoli per il conseguimento di uno scopo comune: lo sviluppo di lungo periodo. Al profitto immediato richiesto dai stakeholders americani viene sostituito da un incremento valoriale aziendale di lungo periodo, nel quale il profitto immediato è minore, ma più forte è la preoccupazione di una vita aziendale di lunga durata.

Si distingue il cosiddetto “nocciolo duro” costituito dagli azionisti stabili (banche, investitori finanziari, portatori di interessi forti), i quali possiedono la maggiore quota di capitale, e da una moltitudine di azionisti minori che possiedono la parte di capitale effettivamente trattabile sul mercato. Ad ogni modo non vi è la possibilità per nessun azionista di raggiungere posizioni di maggioranza assoluta.

Di conseguenza, nell’interesse dello sviluppo e della crescita dell’azienda stessa, assume un’importanza fondamentale la figura del manager, che ha come obiettivo prioritario la massimizzazione del valore d’impresa nell’ottica dell’espansione, tentando di realizzare un connubio ottimale tra crescita aziendale, redditività del capitale investito e dinamiche dello sviluppo complessivo.

C’è da sottolineare, però, che negli ultimi trent’anni si è verificato un calo consistente nella presenza degli azionisti privati e del settore pubblico, a favore di una crescente presenza delle assicurazione e delle banche.

In questo modello, fanno parte dei stakeholders anche i lavoratori, attraverso i loro rappresentanti sindacali presenti nel Consiglio d’Azienda e dirigenti dell’Hausbank nei Consigli di Sorveglianza dell’impresa. Si determina, in tal modo, una compressione forzata dei conflitti sociali ed una quasi mancanza di conflitti interni d’azienda; il senso di appartenenza dei lavoratori e di cooperazione rende l’organizzazione d’impresa tedesca molto stabile e forte.

I lavoratori ricevono in contropartita di una concordata pace aziendale salari più elevati e meno ore di lavoro rispetto alle medie anglosassoni e dimostrano un maggiore senso di fedeltà all’impresa che aumenta la potenza del sistema economico tedesco.

A partire dagli anni ’80 negli Usa ci si è resi conto della necessità di limitare il potere eccessivo dei manager e si è cercato di rendere più stabile l’azionariato attraverso l’intervento di investitori stabili, in grado di garantire una maggiore concentrazione della proprietà. In quest’ottica vi è stata una diminuzione degli investitori privati a favore della nascita delle “relationship investing”: società finanziarie che ottengono un ruolo diretto nella gestione delle imprese attraverso l’acquisto di elevate quote azionarie.

Quale tipo di economia nasce dalla logica del capitalismo renano, ovvero da un capitalismo particolarmente attento alle istanze sociali?

L’economia sociale di mercato, «Soziale Marktwirtschaft» (conseguenza diretta del capitalismo renano), ha avuto la sua definizione, la sua applicazione pratica e la sua consacrazione in Germania. Essa fu elaborata, nella sua concezione teoretica, dalla «Scuola di Friburgo» da Walter Eucken e Alfred Muller-Armack (l’inventore del termine «Economia sociale di mercato»). Essi hanno preso a riferimento i principi classici dell’economia di mercato, considerati non in modo assoluto ma come le condizioni strutturali all’interno delle quali la giustizia sociale e la solidarietà sono realizzate. L’economia sociale di mercato (dove sociale non deve essere letto come socialista, ma in contrapposizione all’economia socialista dirigista e pianificata), opera un intreccio equilibrato tra le teorie del liberalismo classico ed elementi sociali e di regolazione pubblica e si fonda sulla centralità dell’uomo, e sulla sua responsabilità individuale, rispetto allo Stato. Muller-Armack diceva che la responsabilità ha bisogno della libertà come condizione necessaria per consentire all’individuo di scegliere responsabilmente tra differenti opzioni.

Tre sono i principi cardine: il principio di individualità, che conduce all’idea liberale della libertà individuale; il principio di solidarietà, che si riferisce all’idea che ogni essere umano è inserito in una società interdipendente; il principio di sussidiarietà, come regola istituzionale che pone in rapporto individualità e solidarietà. La regolazione deve assicurare i diritti individuali e garantire agli individui l’assoluta priorità: tutto ciò che può essere fatto da un individuo deve essere fatto da lui e non dallo Stato. Lo Stato non deve pesare sui cittadini con oneri eccessivi e troppe tasse perché vanno a detrimento del lavoro, oltre a limitare la libertà di disporre dei redditi accumulati. I meccanismi di sicurezza sociale hanno lo scopo di integrare e riequilibrare l’azione del mercato. Essi vanno controllati dallo Stato, in un intreccio di obiettivi economici e sociali che dipendono l’uno dall’altro avendo come riferimenti la stabilità monetaria e il pareggio di bilancio. Lo Stato ha un ruolo fondamentale nel garantire l’ordinato svolgersi delle forze del mercato e dei principi su cui l’economia sociale di mercato si fonda. L’economia sociale di mercato esige, infatti, un sistema federale costituito da istituzioni statali forti e autorevoli, da autorità regionali e locali altrettanto legittimate (principio di sussidiarietà e responsabilità), e altrettanto forti autorità per la tutela del mercato: una banca centrale indipendente e un’autorità per la lotta contro i cartelli e i monopoli.

(4 – fine)

Gabriele Federici

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