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Ogni settimana al cinema con il Politico.it La sempre più seguita rubrica di Ulivieri E finalmente oggi ecco ben due *** stelle Divertissement puro ora avec The Tourist E cinema sociale inglese di We want sex IN COPERTINA stavolta c’è Angelina Jolie

gennaio 2, 2011 di Redazione 

Come tutti i grandi quotidiani di opinione – rispetto ai quali, tra gli italiani, il Politico.it spicca per le sue onestà e responsabilità e la forza del proprio pensiero – anche il giornale della politica italiana ha il suo foglio di cinema. Ma su il Politico.it la tensione (alla qualità) la domenica non scema e anzi si rafforza. Non potrebbe essere altrimenti, visto che il cinema, sul giornale della politica italiana, è Attilio Palmieri&Fabrizio Ulivieri. Il primo, tra i più talentuosi giovani critici italiani. Il secondo, il critico de il Politico.it, l’autore della rubrica di culto della domenica, che le nostre lettrici e i nostri lettori seguono con sempre maggiore passione e che, come tutte le rubriche-culto delle grandi firme sui quotidiani generalisti (o comunque non specializzati di cinema), attira anche lettori propri, che scelgono il nostro giornale la domenica per leggere le recensioni di Ulivieri. Che, ogni volta, con lo spessore peraltro della penna dello scrittore, ci fa venire voglia di andare al cinema. E’ quello che possiamo (“dobbiamo”) fare anche oggi, anche perché stavolta in sala ci sono due film da vedere. Il cinepanettone hollywoodiano della rivelazione del cinema europeo con Le vite degli altri, che, scrive Ulivieri, si adatta bene al “nuovo” “formato”, regalandoci un’ora e quaranta di divertimento puro. E poi Ken Loach, anzi no, ma comunque il cinema inglese di oggi che è un cinema operaio (in tutti i sensi). The Tourist per cominciare.

Nella foto, Angelina Jolie

The Tourist

REGIA: Florian Henckel von Donnersmarck

ATTORI:
Johnny Depp
Angelina Jolie
Paul Bettany
Timothy Dalton
Steven Berkoff

GENERE:Thriller

DURATA: 105 min.

-

di FABRIZIO ULIVIERI

Tutto l´inizio è incentrato su di lei, la Musa: Angelina Jolie. Il suo culo, le sue labbra turgide (siliconate), i suoi denti bianchissimi. Il suo charme da Barbie.

Il film inizia a Parigi con lei seduta ad un caffè, come un pavone che gonfia e mette in mostra la sua coda incantatoria, che affascina persino la polizia che la pedina e la sorveglia con gran dispiegamento di forze.

La polizia cerca Alexander Pierce, che deve milioni di euro allo stato per aver evaso il fisco. Lo cerca anche Shaw un magnate a cui Alexander ha fregato un bel po´ di soldi.

Ma la musa Jolie (per accidente, nel film si chiama Elise) continua la sua sfilata da regina fino alla Gare de Lyon e poi su un treno diretto a Venezia, dove ammalierà Frank Tupelo (Johnny Depp: molto Charlie Chaplin in questo film), professore di matematica in viaggio turistico per dimenticare una donna.

La maliarda Jolie cerca sul treno un povero cristo che assomigli ad Alexander Pierce (irrilevante il fatto che non l´ha mai incontrato) per gettarlo in pasto alla polizia. Lo troverà appunto in Frank Tupelo (Johnny Depp).

Il film ci porge scene di ambienti lussuosi che rendono più levigata e scorrevole la storia, che fila abbastanza veloce. Una storia che ha un certo lato umoristico che molti critici ritengono involontario (ma chi l´ha detto?), che io definirei invece scenico, nato, a mio avviso, da un modo leggero ed ironico (da cinepanettone, forse) di fare thriller, imposto più che altro dalla maniera di agire dei personaggi che si muovono a modo di fumettone cartonato, con situazioni surreali, irreali, bizzarre alla James Bond.

E siccome il nostro teorema per la valutazione è fondato sull´entertainment ed il grado di entertainment di questo film è abbastanza buono (mai la storia annoia) consideriamo The Tourist un film da vedere (e da godere, per molte ragioni ma soprattutto per il lusso ostentato e la bellezza degli scenari).

Non siamo affatto d´accordo con certa critica (dalla puzza facile sotto il naso) negativa nei confronti del film, che canzonando la regia e i toni cinepanettonistici vorrebbe sminuirne proprio il lato migliore, quello del divertissement (“allontanamento dai problemi quotidiani” che è poi il motivo per cui si va al cinema).

Certo non è un film grandissimo ma possiamo senz´altro affermare che è il miglior film che abbiamo visto nell’ultimo mese, che è stato un mese alquanto deprimente.

Il finale è a sorpresa (come c´era d´altronde da aspettarsi) ma la più grande sorpresa è stato vedere come Florian Henckel von Donnersmarck ha saputo cambiare registro: da quello di Le vite degli altri a questo de The Tourist. Cosa che richiede una forte capacità di adattamento (i.e. professionalità) che non tutti hanno.

Tre stelle e mezzo.

FABRIZIO ULIVIERI

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