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L’editoriale. Lula, Cesare Battisti (anda)va estradato di A. Chirico

dicembre 30, 2010 di Redazione 

Nel nostro Paese avrebbe la certezza di vedere riconosciuti i propri diritti. Non ci sono, perciò, i «presupposti per qualificare Battisti come rifugiato politico». L’eventuale decisione in questo senso del presidente brasiliano sarebbe in tutto e per tutto una decisione politica. E rappresenterebbe un’«aberrazione giuridica», tale da impedire che un pluricondannato per omicidio sconti la sua giusta pena. di ANNALISA CHIRICO

Nella foto, Alberto Torreggiani

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di ANNALISA CHIRICO

Il volto di Cesare Battisti lo conosciamo tutti. Forse quello a destra lo conosciamo un po´ meno.

Secondo alcune indiscrezioni, il presidente uscente Lula conferirà a Battisti lo status di rifugiato politico perché, a suo parere, in Italia sarebbe a rischio l´integrità fisica dell´ex militante dei Pac. Dopo che la suprema autorità giurisdizionale brasiliana ha chiarito che non vi sono i presupposti per qualificare Battisti come rifugiato politico e che il Brasile è tenuto, in ottemperanza agli obblighi internazionali, a estradarlo nel Paese richiedente.

Che cosa chiede l´Italia? Semplicemente che il trattato di estradizione stipulato col Brasile venga rispettato. E che il pluricondannato per omicidio sconti la pena.

Non si tratta di vendetta né di persecuzione. Battisti rifugiato politico è un´aberrazione giuridica. La mossa di Lula è tutta politica.

Quello che è certo è che Alberto Torreggiani, il figlio del gioielliere ucciso nel `79, si ritrova su una sedia a rotelle, paraplegico, da quando un proiettile sparato dal commando dei Pac lo colpì alla colonna vertebrale. A differenza di suo padre, Alberto sopravvisse. Oggi attende giustizia. Speriamo non invano.

ANNALISA CHIRICO

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