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Reg. Lazio istituisce altre 4 commissioni Quattro milioni d’euro buttati o intascati Sì da tutti i gruppi compresi i vendoliani Così la nostra politica pensa (?) al Paese

dicembre 28, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana ha fatto propria la battaglia per il taglio della spesa pubblica e, in esso, dei costi della politica. E Annalisa Chirico ci regala questo racconto di come la nostra politica autoreferenziale di oggi sembri invece voler continuare nella direzione opposta. Ovvero quella dell’arricchimento dei propri protagoni- sti (?) a discapito del bene dell’Italia. La Regione Lazio era già la Regione con il più elevato numero di commissioni (16) e più sprecona del Paese. Con questo nuovo giro di giostra battezzato dalla giunta Polverini – che prometteva di ridurre gli sprechi – ma condiviso da tutte le forze politiche, ad eccezione dei Radicali e con una timida astensione dei due consiglieri Idv, la leadership (? al rovescio) diventa indiscussa. Istituita anche una commissione sui Giochi Olimpici che non si sa se verranno assegnati a Roma. E respinta (persino) la proposta di farla decadere nel caso in cui le Olimpiadi andassero ad altri (!). E intanto la Fiat lascia l’Italia. Anche per questo. E, vedremo dopo, facciamo la figura degli accattoni perché facciamo pagare la tassa ai turisti per «mantenere il (nostro) patrimonio storico». Con quattro milioni di euro buttati via, avremmo potuto fare questo (e altro). La Regione Lazio faccia marcia indietro. E le forze più oneste e responsabili della nostra politica si assumano la responsabilità di tagliare la spesa e, equamente, con essa, i costi della politica. O presto non ci sarà più alcuna spesa. Per nessuno. Il racconto della vicenda laziale, all’interno, firmato Annalisa Chirico.

Nella foto, Renata Polverini: «Abbiamo fatto una birichinata (?)»

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di ANNALISA CHIRICO

Se Scilipoti sceglie di dedicarsi all’apicoltura fuori dall’Idv, la Regione Lazio decide di dotarsi di quattro nuove commissioni. Così ha deliberato il Consiglio regionale con 45 voti favorevoli, 2 contrari e 2 astenuti.

La Regione, che già vantava un assai poco encomiabile record nazionale con ben sedici commissioni, adesso supera se stessa toccando quota 20. Con la loro rinomata lungimiranza i Consiglieri laziali hanno destinato una di queste commissioni “di nuova fattura” ai Giochi olimpici del 2020, sebbene solo nel 2013 si conoscerà la città deputata a ospitarli. Dettaglio.

Inoltre, per mantenere un velo di decenza, gli stessi Consiglieri hanno esteso la dicitura “ai grandi eventi”. L’esperienza della Protezione civile docet. Un’altra commissione è stata dedicata a “sicurezza ed integrazione sociale, lotta alla criminalità”. Un’altra alla prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro e un’altra ancora al federalismo fiscale e a Roma Capitale.

La partitocrazia, si sa, è affamata di poltrone, potere e prebende. Ed ecco la giostra di Pdl-Pd-Idv-Sel tutti uniti per arraffare l’arraffabile dalle tasche dei contribuenti laziali.

Gli unici ad opporsi con ogni mezzo a questo provvedimento sono stati i due consiglieri radicali della Lista Bonino – Pannella, ma non c’è stato nulla da fare. La furia spartitocratica dei rappresentanti del Lazio superava quasi quella della leghista Rosi Mauro nel ritornello “non approvato, approvato, respinto” nell’Aula del Senato.

Basti pensare che l’alleanza spartitoria ha respinto addirittura il seguente emendamento: “”La Commissione cessa le sue funzioni qualora i XXXXII Giochi Olimpici non siano assegnati alla città di Roma”. Strabiliante.

Le funzioni delle commissioni testé istituite potevano essere accorpate a quelle già esistenti (e scarsamente funzionanti). All’irrazionalità si aggiunge l’esorbitanza dei costi. I Consiglieri radicali hanno stimato in circa quattro milioni di euro la spesa complessiva nei cinque anni di legislatura, escludendo privilegi e vantaggi vari. Il risultato finale è che l’esercito dei 70 consiglieri regionali conta ormai più presidenti e vicepresidenti di questa o quella commissione che non membri semplici.

Da notare che al gioco partitocratico si sono uniti quelli della sinistra vendoliana, a riprova del fatto che come narrano le balle loro non le sa narrare nessun altro. E anche gli integerrimi dipietristi, sempre pronti a dispensare sentenze e buoni consigli (come diceva la canzone di De Andrè?). I due della Federazione della Sinistra hanno preferito astenersi. Non si sa mai.

Ha votato a favore del provvedimento anche Andrea Bernaudo (Lista Polverini), che nel corso della campagna elettorale s’era fatto notare, oltre che per i prepotenti (e abusivi) manifesti in giro per Roma (persino su lampioni e insegne di negozi), anche per aver sottoscritto l’appello della ConfContribuenti, il sindacato dei tartassati, contro l’innalzamento della pressione fiscale. Appello cui avevo aderito anche io insieme a Marco Taradash e ad altri compagni autenticamente liberali. Peccato che, una volta nel palazzo, Bernaudo abbia rinnegato i suoi impegni votando a favore dell’istituzione di enti inutili e dispendiosi. Sempre lo stesso Bernaudo, da vero campione di liberalismo, ha votato a favore della mozione per il ricovero ordinario (di tre giorni) al posto del day hospital (già previsto per l’aborto chirurgico) ai fini della somministrazione della RU486, rendendosi così complice della pervicace operazione di sabotaggio della pillola abortiva da parte dell’amministrazione Polverini.

Ecco una proposta, la mia. La prossima commissione regionale da istituire dovrebbe occuparsi dell’”abrogazione delle criminali e criminogene castronerie laziali”. Una commissione “autocorrettiva” per censurare il proprio operato. Questa sì che avrebbe tanto lavoro da smaltire. Almeno servirebbe a qualcosa. E noi poveri contribuenti ci sentiremmo un po’ più rispettati e non così ostentatamente defraudati.

ANNALISA CHIRICO

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