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Ogni settimana al cinema con il Politico.it Oggi ben tre recensioni (dure) di Ulivieri Primo: Il responsabile delle risorse umane Una (sola) stella, ma è un film da vedere

dicembre 19, 2010 di Redazione 

il Politico.it è il giornale del cinema. Il giornale di Attilio Palmieri, il nostro (primo) critico, tra i più brillanti giovani studiosi italiani. E dello scrittore fiorentino, che oggi ci racconta tre film. Cominciamo con quello di Riklis, tratto dal romanzo di Yehoshua, a cui Ulivieri concede poco, ma che merita un passaggio in sala. di FABRIZIO ULIVIERI

Un frame del film

Il responsabile delle risorse umane

REGIA: Eran Riklis

ATTORI:
Mark Ivanir
Guri Alfi
Noah Silver
Rozina Cambos
Julian Negulesco

TITOLO ORIGINALE: The Human Resources Manager

GENERE:Drammatico

DURATA:103 min.

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di FABRIZIO ULIVIERI

La storia di questo film parte da un semplice cedolino di una busta paga ritrovata addosso ad una giovane donna, Yulia Petrake, rimasta coinvolta in un attentato terroristico in Israele.

Si cerca di dare un volto a questa donna morta e vi si riesce solo perché attraverso il cedolino è possibile rintracciare la ditta presso la quale lavorava. Un panificio, dove il responsabile delle risorse umane si trova al centro di pressioni che gli provengono dalla proprietaria, “La Vedova”, e da un giornale locale che a causa di un giornalista rampante sfrutta la storia di Yulia per fare un articolo scandalistico. Quello che viene messo in gioco è il buon nome del panificio perché la ragazza pur essendo stata licenziata era stata comunque mantenuta sul libro paga della ditta. Questo a causa di un sorvegliante di reparto che l´aveva licenziata perché innamorato di lei. Ma pur avendola licenziata non l´aveva comunque comunicato al responsabile delle risorse umane e così Yulia, di origine russa, era stata mantenuta sul libro paga.

Suo malgrado il responsabile delle risorse umane, già inguaiato dai propri problemi personali con la moglie da cui vive separato e da incomprensioni con la figlia a cui non riesce a trovare tempo da dedicare si trova a dover affrontare il riconoscimento della salma e ad accompagnare la salma in Russia per riconsegnarla alla madre ed ottenere da quest´ultima la firma, valida legalmente, della consegna che permetterebbe finalmente al responsabile di ritornare in Israele e adempiere la promessa che ha fatto alla figlia di accompagnarla in gita scolastica.

Il film forse vorrebbe giocare sul senso stesso delle parole “Responsabile delle risorse umane” il cui personaggio, il Responsabile, trovandosi ad affrontare un lungo viaggio imprevisto trova il tempo di dimenticare una situazione personale e lavorativa, che come spesso succede, ci allontana dalla propria umanità e solo il distacco da quell´alienamento quotidiano ci permetterebbe di ritrovare in noi quelle risorse umane che in quanto esseri umani tendiamo a dimenticare a causa dell´esser gettati in un modo che ci dis-trae e ci porta in una situazione diversa da quella originaria.

Intenzioni a parte, in realtà il film è grossolano e per niente divertente anche se in certe situazioni parrebbe volerlo essere. E´ invece un film assai irritante e inconcludente.

Una stella.

FABRIZIO ULIVIERI

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