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***In diretta dal Parlamento***
VI RACCONTO LA VIGILIA (DEL VOTO)
di ANDREA SARUBBI*

dicembre 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Intanto una notizia: la direzione del Pli ha dato mandato a Paolo Guzzanti di votare contro il governo. Un voto che potrebbe essere decisivo, e decretare – a questo punto inaspettatamente – la caduta di Berlusconi. Poi tutto sulla giornata di oggi, per la bella penna del deputato del Pd. di ANDREA SARUBBI* Read more

Parentopoli, Alemanno pensa lasciare (?) e (ri)lanciarsi (pulito) nel match nazionale
di PIETRO SALVATORI

dicembre 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Retroscena. Ci prendiamo una pausa da Berlusconi e dalle vicende della crisi raccontandovi come non ha fatto nessun altro lo scandalo delle nomine. Il terremoto sotterraneo nella politica e nella destra romana. E il sindaco adesso non esclude più di fare un passo indietro. Prima che sia troppo tardi. Anche su Liberal. di PIETRO SALVATORI Read more

Ora Bar Democratico, di Emidio Picariello Se con l’antiberlusconismo Silvio rivince

dicembre 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Agli elettori del centrosinistra che si riconoscono nell’opposizione dipietrista diciamo: l’Italia dei Valori ha forse ottenuto l’effetto di far cadere il governo e/o è data nei sondaggi in una condizione tale da poter battere, (quasi) da sola la destra alle prossime (più vicine) elezioni? Abbiamo visto con il nostro Crespi che è esattamente il contrario, proprio da Idv arrivano (una parte delle) stampelle all’esecutivo. Perché l’antiberlusconismo è l’altra faccia della medaglia berlusconiana, ed essere antiberlusconiani significa partecipare alla stessa narrazione che ha per protagonista il presidente del Consiglio. Ed è, nella misura in cui Berlusconi non ha rappresentato la soluzione per l’Italia, appunto, politica autoreferenziale. Dunque da questo – come abbiamo scritto più volte – (non) deve muovere un centrosinistra che voglia, invece, proporre una propria narrazione in positivo al Paese. Può farlo una classe dirigente che ha rappresentato il contraltare (?) a Silvio in tutti questi quindici anni? Si parla di questo, oggi, nel giorno del dibattito in aula dopo le dichiarazioni del capo del governo, nella rubrica del e sul Partito Democratico. di EMIDIO PICARIELLO Read more

Stampa corresponsabile di decadimento Ha insegnato che questa fosse la politica Ora Paese è appeso alla partita a scacchi E ‘nessuno’ s’occupa del futuro dell’Italia

dicembre 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Oggi e domani i nostri connazionali – quelli che non leggono il Politico.it – resteranno incollati per vedere se il governo cade o se no, e in queste settimane si sono appassionati alle mosse di Fini, alle ipotesi di alleanze, a tutto quello che ha rappresentato la gran parte della nostra politica negli ultimi vent’anni. E non si accorgeranno di appassionarsi ad un grande spettacolo, che nulla a che vedere, però, con la politica (vera). E tanto meno con il Paese. Non, sulla base di una retorica vuota e altrettanto autoreferenziale. Ma perché mai come in questo momento il Paese ha bisogno di scelte concrete, figlie possibilmente di un disegno (prospettico) complessivo, e la tenuta o la caduta di un governo dovrebbero essere semplici strumenti – passaggi – per poter realizzare tutto questo, e non il fine. Il tema non è se si va al voto oppure no, ma, già, cosa vogliono fare la destra e la sinistra – se proprio le nostre classi dirigenti del novecento, ancora (irrimediabilmente, in tutti i sensi) al potere, vogliono continuare a dividersi anche se (la possibilità che Futuro e Libertà e Pd si alleassero, lo stesso dato che se ne sia discusso, lo dimostra) i motivi per farlo sono sempre, ed è un bene, di meno – il tema dovrebbe essere cosa la destra e la sinistra, dicevamo, propongono, in concreto, per il domani del nostro Paese (che si costruisce oggi e non “domani”). Il giornale della politica italiana fa ogni giorno ciò che – lo diciamo senza nessun intento polemico – la nostra stampa non ha fatto in questi venti, trenta, quarant’anni: ovvero incalzare la nostra politica ad occuparsi di futuro. Quello dell’Italia. E non il proprio. Il nostro giornalismo, lo abbiamo scritto, ha infatti una grave (cor)responsabilità nel decadimento della politica e (quindi) dell’Italia. Se un grande quotidiano di oggi, “padre” del modo attuale di raccontare la politica, sceglie di chiamare la propria rubrica Pubblico e contemporaneamente continua ad occuparsi – in quella stessa rubrica – di politica politicante, è segno di due cose: che ciò che diciamo è avvertito come vero anche da parte di coloro che “accusiamo” di questa mancanza, che dunque in qualche modo raccolgono le sollecitazioni che vengono, da mesi, da queste pagine; e insieme che il fenomeno è così radicato da mettere in discussione il linguaggio stesso della politica (la Politica, attraverso il suo racconto, smette di essere tale tanto da dover essere rinominata proprio per poter tornare ad essere la politica) e da essere difficile, anche a fronte di una presa di coscienza (? E’ proprio il caso di dirlo), superarlo. Dunque oggi e domani naturalmente seguiremo, e ci mancherebbe altro, il dibattito in aula e il voto. Ma (nel frattempo) continueremo a spingere per la (ri)costruzione del Paese, e a raccontarlo, un domani, com’è compito (storico) de il Politico.it. Read more

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