Top

Ogni settimana al cinema con il Politico.it La società sia un unicum con la nazione Risolvere problemi sociali coinvolgendo Italiani protagonisti nel ritornare grandi Due film che la raccontano: prima, Woody

dicembre 5, 2010 di Redazione 

Immaginate un Paese nel quale ciascuno si senta parte di una grande comunità e faccia la sua per sé ma anche per la comunità e (quindi) per gli altri. Agendo con generosità. Dando il meglio di sé. Perché si sente coinvolto in un grande progetto. Che è rifare grande il proprio Paese. E quindi se stesso. Nazionalismo che è motore di un impegno comune per restituire all’Italia il più grande dei valori: la bellezza. La cultura, lo abbiamo detto, chiave della costruzione del futuro attraverso la «liberazione» di tutti noi e la restituzione del Paese al posto che gli compete nel mondo, quello di culla della civiltà. Civiltà che è (anche) una società moderna. In cui i servizi funzionano e costano poco (a tutti). Perché l’erogazione è (ri)compensata da un impegno per far sì che non rappresenti una “spesa” (a fondo “perduto”). Bensì un investimento. Indennità di disoccupazione per chi accetta di entrare nel circuito della formazione e dunque di diventare protagonista dell’innovazione e del (continuo) avanzamento del Paese. Pensioni costruite in modo tale che premino chi (tra coloro che possono) dedica parte del proprio tempo al sostegno sociale, o alla formazione (stessa), o al decoro urbano. Il Paese che sogniamo è un’Italia in cui ciascuno dà il proprio contributo a rifarlo grande. Come (ad esempio) dopo la guerra. Ma senza bisogno di passare per (e di aspettare) un (altro) disastro. Troviamo nella nostra nazione (e quindi in noi) le motivazioni per risollevarci. Tutti insieme. Riportiamo l’Italia al centro del mondo. Nel giorno del cinema, sul giornale di Attilio Palmieri, tra i più brillanti giovani studiosi italiani, e di Fabrizio Ulivieri, il nostro critico, si parla di società. Quella dei tradimenti (in tutti i sensi). Tradimento amoroso, con il ritorno in sala del genio della commedia americana. E, poi, con una storia di emarginazione. Cominciamo con Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni.

Nella foto, Woody (Allen)

-

Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni

REGIA: Woody Allen

ATTORI:

Antonio Banderas
Josh Brolin
Anthony Hopkins
Gemma Jones
Freida Pinto

Titolo originale You Will Meet a Tall Dark Stranger

GENERE: Sentimentale

DURATA: 98 min.

-

di FABRIZIO ULIVIERI

Definirei questo film la fiera delle piccole e grandi crudeltà inavvertite. Un film che inizia con una musica cullante e con un citazione da Shakespeare, per introdurre il tema della crisi delle coppie. Coppie di settantenni (Alfie + Helena) che non accettano di invecchiare e si separano; coppie di quarantenni (Roy + Sally) che non accettano la realtà ma sempre pensano a quello che loro non hanno e invidiano gli altri che invece lo hanno.

Nonni in attesa di un figlio da prostitute di professione; figli in attesa di film da mogli autentiche; scrittori falliti e scrittori promettenti a cui magari rubare l´opera; artisti che suonano in camera e artisti che ascoltano altri artisti suonare in camera guardando dalla finestra.

Tutto il film si muove leggero sulle note di Boccherini con continui spostamenti di camera da un personaggio all´altro, a significare un passaggio narrativo da un Io ad un altro Io.

Un film che ti getta in faccia il sudore ed il dolore di una vita di eterni fanciulli dalle eterne promesse che mai si realizzano ma nel frattempo invecchiano nel girotondo delle loro vuote quanto crudeli pianificazioni. Personaggi che vivono di un incanto corporeo che li guida quali animali dotati di senso e di chiacchiera soprattutto. Coppie che girano in tondo senza nemmeno intuire il perché delle loro esistenze capaci solo di sottomettersi al principio dell´edonismo a cui pagano pegno e non avvertono il senso del ridicolo del loro passaggio inavvertito in questo mondo.

Più belle le intenzioni filosofiche che sorreggono il film che il film in sé.

Due stelle e mezzo.

FABRIZIO ULIVIERI

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom