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Ed ecco la seconda recensione d’Ulivieri Precious, sognare per raggiunger scopo

dicembre 5, 2010 di Redazione 

Di una vita dignitosa, o (appunto) di un’Italia che torni al centro del pianeta. Sogno come speranza. Sogno come Resistenza (in tutti i sensi). Sogno come ripartenza. Sogno come esplosione. Sogno che si avvera. Anche se quello di Lee Daniels – il film di cui stiamo per leggere – è riuscito solo a metà. di FABRIZIO ULIVIERI

Precious

REGIA: Lee Daniels

ATTORI:
Gabourey Sidibe
Mo’Nique
Paula Patton
Mariah Carey
Lenny Kravitz
Sherri Shepherd
Nealla Gordon

GENERE: Drammatico

DURATA: 110 min.

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di FABRIZIO ULIVIERI

Precious, una ragazza negra di Harlem, sogna quello che non esiste, quello che a lei sarà sempre impossibile avere o essere. Precious è negra, brutta, grassa, enorme. Ha 16 anni ma pare ne abbia 40. Il padre l´ha violentata ed è ora incinta del secondo figlio. La prima figlia avuta sempre a causa di una violenza del padre si chiama Mongo è mongoloide e vive con la nonna perché la mamma di Precious non vuole Mongo in casa. La vuole solo quando viene l´assistente sociale per recitare la parte della povera nonna affettuosa che non trova lavoro (ma in realtà non lo cerca mai) per prendere il sussidio sociale.

Precious vive in una casa da incubo con una madre che è un Orco: la picchia continuamente e la obbliga a cucinare, pulire la casa e mangiare anche se non ha fame. Ma Precious sogna. Sogna quello che non esiste, anche se la buttano fuori da scuola perché è incinta per la seconda volta e la mandano ad una scuola alternativa (eachoneteachone), dove troverà ragazze disadattate come lei…

E´ un ennesimo film americano abbastanza opaco, con una parte centrale (quela di eachoneteachone) che è un palese remake (ormai una costante nei film americani: un cinema senza idee, sempre di più) di La Classe – Entre les murs (2008) di Laurent Cantet.

Un film di scarsa personalità. Un film volgare, fatto su persone volgari che vivono una vita di merda e senza scampo, perché la vita può essere veramente di merda e segnarti fin da piccolo per il resto dei tuoi giorni: così è successo a Precious, violentata dal padre fin dall´età di tre anni.

Un film angosciante che deprime lo spettatore, senza dubbio. Eppure alla fine c´è la luce. Una debole luce di redenzione. C´è l´aiuto sociale che soccorrerà Precious fuggita di casa con Abdul (il bambino appena partorito nell´ospedale da cui è stata appena dimessa e subito malmenato dalla mamma Orco di Precious, che tenta di ucciderli tutt´e due lanciando loro addosso un televisore).

C´è la voglia di iniziare una nuova vita, Precious Abdul e Mongo, finalmente tutt´e tre insieme. C´è ora più che mai la voglia di continuare a sognare una realtà impossibile per lei: una vita felice con un ragazzo bello; una vita da modella; una vita in cui lei è magra, con i capelli biondi e bianca.

Precious sogna, perché vuole continuare ad esistere, ed un essere umano senza sogni non esiste. Il sogno è speranza. Finché sogni hai speranza. La speranza è democratica: è per tutti. Indistintamente.

Due stelle e mezzo.

FABRIZIO ULIVIERI

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