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Le elezioni nella simulazione il Politico.it Sondaggio Crespi, oggi vince ancora Lui
Destra (Pdl+Lega+La Destra): 40,8%
Nuovo Centro (Fli+Udc+Api+Mpa): 17%
Sinistra (Pd+Idv+Sel): 36,9%
Altri (Radicali+Comunisti+Grillini): 5,1%

dicembre 3, 2010 di Redazione 

La sinistra radicale (in tutti i sensi?), salvo un’alleanza con la sinistra (più probabile per Comunisti, in caso di vittoria di Vendola alle primarie, e Radicali, meno per il Movimento 5 Stelle di Grillo), sarebbe ancora decisiva. Nel far vincere la destra. Sulla base dell’ultima rilevazione di Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana, non ancora realizzata ad hoc sui tre blocchi-coalizioni (che del resto sono ancora tutti di là dall’essere costituiti ufficialmente), toccherebbe ancora all’attuale maggioranza, meno Fini, di vincere la competizione elettorale, esattamente come avvenne nel 1994 (quando però il blocco ex Msi era tutto collocato nel berlusconiano Polo per il buongoverno). Le elezioni alle quali potremmo apprestarci vedrebbero infatti una situazione in tutto e per tutto similare a quella delle prime politiche della Seconda repubblica: la sinistra post(?)-comunista, allora rappresentata dalla gioiosa macchina da guerra di Occhetto, verrebbe sostanzialmente resuscitata nella sinistra dalemian-vendoliana della cui composizione si parla in queste ore. Il Pd, ormai svuotato della sua vocazione maggioritaria, condicio sine qua non per farne il primo partito italiano in grado di rappresentare quel “partito dell’Italia” capace di salvare e di rifare grande questo Paese (e probabilmente anche di qualche pezzo più moderato), andrebbe al voto alleato con Sel (quando non avendola inglobata in sé in una nuova formazione) e Idv, forse con l’aggiunta (appunto) dei voti comunisti e dei Radicali (ipotesi nella quale pure avrebbe qualche chance in più di farcela. Ma poi, di governare – per il bene del Paese?). Al centro si riproporrebbe un’alleanza liberale dello stampo di quella che nel ’94 fu presentata da Mariotto Segni. Oggi il terzo polo dei (neo)centristi. Infine, l’attuale centrodestra, che diventerebbe una destra tout court (come il centrosinistra perderebbe sostanzialmente l’anima centrista) formata da Pdl e Lega. Tutto questo naturalmente nell’ipotesi che si vada così alle elezioni e senza passare per un governo di varia natura che, in ragione proprio della varietà della sua natura, potrebbe cambiare anche il modo in cui l’attuale schieramento politico italiano si presenterebbe alle successive elezioni: un governo di salvezza nazionale potrebbe preludere ad un’alleanza pre o post voto tra sinistra e centro, così come un nuovo centrodestra allargato potrebbe riconsegnare definitivamente alla propria ininfluenza la sinistra, mettendo insieme Pdl, Lega e neocentristi già in una una nuova maggioranza a sostegno di un esecutivo a guida magari non (strettamente, personalmente) berlusconiana. In caso si vada invece proprio così al voto (anche con la stessa legge elettorale), e i dati (di oggi) di Crespi fossero confermati, il Paese tornerebbe (premio di maggioranza alla mano) saldamente a Berlusconi (almeno alla Camera, certo: ma ciò rafforzerebbe la possibilità di un incontro destra-centro, all’inglese, in cui sarebbe comunque – sia pure a costo di qualche compromesso e con qualche freno – Lui a dominare, da Palazzo Chigi o più probabilmente dal Quirinale), senza nemmeno (in caso invece di fuga solitaria) più l’ancora (di salvezza?) dei finiani. All’interno, la tabella con le intenzioni di voto (per partito).              

La tabella

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