Cruciani: ‘Gli studenti non sanno perché’ Ora vi spieghiamo riforma e controversie Bersani: ‘Governo la ritiri e correggiamo’ Sì, perché merito e efficienza sono valori Università e ricerca d’eccellenza il futuro
novembre 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
L’Italia si salva non solo se si ridà una rotta, ma anche se questa rotta è tale da moderniz- zarla e rifarla grande. In questa chiave qualche sacrificio è necessario. Un’università d’eccellenza non è più rinviabile; e così una ricerca che funzioni e non rappresenti solo uno spazio da occupare (in tutti i sensi). Per questo non è pensabile il mantenimen- to dello status quo. Da che punto di vista? Il numero degli atenei, il numero dei corsi sono superiori alle necessità e alle possibilità. L’università accessibile a tutti è un presupposto imprescindibile, ma poi devono subentrare meccanismi di selezione meritocratica. La ricerca deve produrre, o non è; e a questo fine è necessario trovare un equilibrio tra eccessiva precarizzazione e posto fisso improduttivo. Ginevra Baffigo, all’interno, ci racconta il ddl Gelmini. Read more
Adesso Vendola cannibalizza il Pd: 7% Sel Sondaggio Crespi, Democratici fermi a 23
novembre 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il partito di Bersani ridotto a cifre da Democratici di sinistra (ovvero meno di due terzi del Pd originale). “Colpa” (anche) del vento in poppa del presidente della Puglia, che chiede «primarie subito» per capitalizzare. Pdl a sua volta in cattive acque al 26%, ma la causa non è il bipolarismo: colpa della nostra politica autoreferenziale di oggi (che non è l’effetto di tutto questo), priva di quella cultura maggioritaria che accompagna tutti i sistemi bipolari (o bipartitici) maturi. Cultura maggioritaria che non significa “andare da soli” o semplicemente “puntare” ad avere il 50 per cento più uno dei con- sensi, ma aspirare a fare il bene dell’Italia rappre- sentando – tutto – il Paese: e questa è, contempora- neamente, la nostra necessità storica e ciò che completerebbe la nostra modernità (intanto, di sistema) sulla base del bipolarismo ed insieme ad una legge elettorale che tenesse conto di tutto questo. Ne abbiamo parlato e ci torneremo su. Ora i numeri di Crespi, nella tabella presentata da Davide Nunziante che oggi sostituisce il grande sondaggista. Read more
***L’intervento***
APRIAMO LE PORTE DELLA CAMERA AGLI STUDENTI
di FRANCO LARATTA*
novembre 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
In un confronto sclerotizzato dagli egoismi, dall’autoreferenzialità e dall’ideologia, in cui gli eccessi della protesta dei giovani cozzano e vengono contemporaneamente motivati dall’uso pretestuoso e strumentale che la nostra (?) politica (?) ne fa per non entrare nel merito della riforma e delle richieste di coloro il cui futuro, la cui vita riguarda, il deputato del Partito Democratico avanza dalle colonne del giornale della politica italiana una proposta: questa nostra politica autore- ferenziale di oggi risponda, adesso, con un atto di (ulteriore, ritrovata) democrazia: inviti gli studenti ad entrare a Montecitorio, per ascoltarli, per capire insie- me cosa chiedono. La democrazia parlamentare, lo sappiamo, si basa sul principio della rappresentanza, per cui il Parlamento è, il popolo, ma ciò non significa che, di fronte alla richiesta di incontro (in tutti i sensi) di coloro che rappresentano (a loro volta) il domani di tutti noi non ci possa – o non ci debba – essere un’apertura. di FRANCO LARATTA* Read more
Ma oggi Mara è (la +?) amata dagli italiani Sondaggio di Crespi, il 60% ora ha fiducia E per il 76,3% Cosentino deve dimettersi THEHAND fa il contraltare a tale ‘apertura’
novembre 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il “peccato originale” (di cui, peraltro, Carfagna diventa, inevitabilmente, anche vittima – ?) nega ogni pretesa di purezza. E la linea di demarcazione con la politica italiana onesta e responsabile che può fare il Paese che sogniamo rimane e rimarrà sempre. Di questa nuova politica, l’attuale ministro delle Pari opportunità non potrà mai essere alfiere, o non sarebbe. E tuttavia c’è del bene nel percorso che la donna che il presidente del Consiglio avrebbe «voluto sposare» ha compiuto dal momento – e dalle modalità – del suo ingresso in politica fino al suo impegno attuale. E sarebbe altrettanto (ir)responsabile, nel momento in cui il suo smarcamento – apparentemente di fondo, politico, ideale e non personalistico, dunque degno di rispetto e che non si può (apparentemente) tacciare di “tradimento” ot similia – la pone al centro dell’attenzione per ciò che riguarda la politica politicante (ma, come abbiamo visto, fino ad un certo punto: se Cosentino sarà dimissionato il merito, tra l’altro, sarà in gran parte suo. Si tratta, come dice il nostro Paolo Guzzanti, di vedere d’altra parte fino a che punto conta davvero la politica e in che modo, e fino a che punto la questione è personale: da cui l’«apparentemente» con cui abbiamo inquadrato la chiosa sul possibile idealismo del suo comportamento) sarebbe altrettanto irresponsabile, dicevamo, non riconoscerle, in questo quadro, ciò che oggi le riconosciamo. E lo facciamo peraltro lasciando parlare gli italiani: che, dopo averle tributato una pioggia di preferenze alle Regionali, scelgono inequivocabilmente lei nella faida con Mussolini e lo stesso Cosentino. C’entra la politica dell’apparenza (in tutti i sensi) nella quale siamo calati? Certo. Ma non solo. di DAVIDE NUNZIANTE Read more
Diario politico. Se ognuno pensa per sé(? Rivolta degli studenti contro ddl Gelmini “Meno soldi, negato il diritto allo studio” Bersani sale sui tetti da leader socialista Ma dov’è tema del merito da introdurre? E il Cdx prosegue dritto per la sua strada Così chi lo fa(rà) (mai) il bene del Paese?
novembre 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. Tutti al loro posto. Tutti contenti. La destra fa la destra, la sinistra fa la sinistra. E intanto l’Italia va allo scatafascio. Il governo si appresta a varare una riforma (?) dell’università in piena coerenza con l’impostazione dei precedenti interventi su istruzione e cultura: minore accessibilità, minore diffusione, la (ri)creazione di privilegi e dunque nessun contributo alla crescita del Paese. Anzi. L’opposizione si rintana nella propria dimensione (anti)storica e difende il sistema universitario così com’è, con i suoi (altri) privilegi e inefficenze. Come un vero sindacato. Ciò che il giornale della politica italiana scrive questa sinistra si assume la (ir)responsabilità di fare da tempo. Con Bersani. Ma non è ciò che serve all’Italia. Ciò che emerge nel dibattito pubblico della giornata di oggi è, così, ancora una volta, il contorno: le “violenze” degli studenti, ovviamente inaccettabili, ma che restano appunto (a)i margini del merito della discussione. Che non decolla proprio perché alla ricetta castale della destra non viene contrapposta la risposta onesta e responsabile e nell’interesse della nazione che sarebbe, invece, dovere del Partito Democratico avanzare. Il sindacalismo del Pd di Bersani è del tutto ininfluente e perfettamente in linea con il cliché, per cui (giustamente) non interessa a nessuno. E, semmai, offre al ministro Gelmini l’assist per parlare di «strumentalizzazione» degli studenti, che meriterebbero una difesa che fosse più in linea con i loro reali interessi. Perché il Paese in cui ciascuno tira la coperta dalla propria parte è un Paese che non può dormire sonni tranquilli – nemmeno nelle sue fasce più protette, sempre più sole (anche se) al “comando” (e senza “truppe”, lo diciamo assumendo – per un momento – il loro punto di vista di parte, non si vince alcuna battaglia) e in cui chi oggi è scoperto resta scoperto, e vedrà aumentare le proprie fila di qui agli anni a venire. L’Italia merita altro. I giovani meritano altro. Una nuova politica, che faccia finalmente il bene del Paese e non di una delle sue parti. All’interno, infine, il racconto della giornata politica-politicante firmato Ginevra Baffigo. Read more
***Il sondaggio***
BRUNETTA IL PIU’ AMATO TRA I MINISTRI (BONDI IL PIU’ OSTEGGIATO)
di LUIGI CRESPI
novembre 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il dato è rilevante soprattutto nella sua interpretazione: il ministro della Pubblica amministrazione è il membro dell’esecutivo che ha mostrato di avere le idee più chiare, e che ha dato la sensazione di incidere con maggior forza sullo status quo. Bene o male, in realtà, nella chiave di stabilire le ragioni di questa predilezione da parte degli italiani importa poco. Ciò che conta è che i nostri connazionali confermano di aspirare ad un ritorno ad una (nostra) politica lungimirante, che abbia un progetto, noi diciamo: organico e complessivo per il futuro dell’Italia. E che metta in atto senza tentennamenti. A costo anche di chiedere qualche sacrificio. Purché tutto questo – ovviamente – venga fatto nell’interesse del Paese. Un Paese che non può più aspettare – ha bisogno che gli sia data una rotta; e il Politico.it indica ogni giorno quella più alta e che, a nostro modo di vedere, può dare i frutti maggiori – o si condanna con le sue stesse mani. di LUIGI CRESPI Read more
Casini: “Udc è incompatibile con Vendola E il Pd scelga: o sta con lui o sta con noi” Ecco perché Pd deve star con se stesso
I Democratici hanno a cuore (solo) Paese E’ (poi) la tradizione di eroi risorgimentali
novembre 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Mazzini, Garibaldi, con la sola eccezione (illuminata) di Cavour: l’Italia è stata fatta da chi, storicamente, in tutti i sensi, si definiva in un solo modo: democratico. Essere democratici è più di essere «figli della fusione tra Ds e Margherita». E’ più di essere «eredi delle tradizioni del Pci e della sinistra Dc». E’ qualcosa che va oltre la stretta contingenza della nostra storia recente, irrimediabilmente inficiata dalle ideologie. E’ qualcosa di più del provincialismo nostrano. Essere democratici significa essere coloro che si prendono sulle spalle questo Paese, al di là della rappresentanza di specifici interessi, e lo salvano e lo rifanno grande, in un solo tempo. Significa non avere paraocchi; e non essere schiavi di egoismi. Significa mettere a frutto le proprie (più spiccate) onestà e responsabilità per il bene di tutti: che cosa c’è di più alto e motivante? E’ quello che si aspettano il 40% di italiani che ogni volta non va a votare, perché vede nella nostra politica il retaggio del teatrino novecentesco; vede una rappresentazione che, come dice acutamente Debora Serracchiani, non è rappresentanza. Aspettano solo, quegli italiani, che un Partito Democratico che sia degno del nome che porta scenda in campo con l’autorevolezza che solo chi è nel giusto può avere. Quel partito sarebbe, sarà un fiume impetuoso che dovrà dire di convogliare tutti i voti di chi vuole vedere l’Italia risorgere su di sé, perché solo nel proprio seno si ha la garanzia che questo possa avvenire. La Storia vi chiama, cari Democratici. Lasciatevi alle spalle gli antichi (ma più recenti, più contingenti) retaggi, e rispondete a lei piuttosto che a Casini o a Vendola. Vedrete che, a quel punto, saranno loro a chiamare voi. Ma a voi importerà (e potrete) parlare solo con l’Italia. Read more
Albertini a il Politico.it:
“Sì, mi ricandido (ma se) i Popolari vengono con noi” Ieri aveva detto: “King maker è Cacciari”
novembre 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La scorsa settimana lo scoop di Pietro Salvatori per il giornale della politica italiana e per Liberal: l’area Fioroni del Pd è pronta a sganciarsi per sostenere l’ex sindaco nella (rin)corsa a Palazzo Marino. Insieme ai centristi e ai finiani. A distanza di sette giorni è, naturalmente, ancora una volta il nostro caporedattore a dare le carte di questa partita decisiva: Gabriele Albertini accetta di parlare quasi in contemporanea con lui e con la coppia Cruciani-Parenzo alla conduzione della Zanzara, il programma di politica italiana di Radio 24 (in onda ogni giorno alle 18.30). E conferma ciò che il Politico.it ha (come abbiamo visto) scritto per primo: Milano rischia di diventare la Caporetto del Pd, ovvero il luogo (fisico e meta-politico) nel quale si consuma la scissione dei Popolari, per approdare nel nuovo grande centro battezzato da Casini e Fini. Ma c’è di più: Albertini fa capire che il suo interlocutore principale è l’ex sindaco di Venezia, per qualche tempo vociferato di una possibile candidatura (a sua volta) alle primarie del centrosinistra, sempre nel capoluogo lombardo. Cacciari che, dopo il nostro direttore, è il primo in Italia a parlare di una nuova politica che per lui si può costruire però solo nell’estremo centro. Il cerchio si chiude e il Pd, e con lui – per noi – la nuova politica e anche un nuovo Paese, è chiamato ad un colpo di reni, o sarà la fine. L’intervista esclusiva Liberal-il Politico.it, con Gabriele Albertini. di P. SALVATORI Read more
***La polemica***
SAVIANO, VIENI VIA CON SCIASCIA
di ANNALISA CHIRICO
novembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Terza puntata di Vieni via con me. Il filo conduttore è il discorso sulla criminalità organizzata. Ma c’è una questione, rimasta sullo sfondo, inevasa, della quale (“solo”) si occupò, a fine anni Ottanta, lo scrittore di Racalmuto: quella dei «professionisti dell’antimafia», ovvero coloro che sul (presunto) impegno – culturale, giornalistico e/o giudiziario – contro le mafie costruiscono una carriera. Sciascia fu oggetto di duri attacchi e di un vero e proprio ostracismo da parte dell’allora sinistra (post?-)comunista, che non aveva mosso un dito (anzi) per difendere Giovanni Falcone dalla cosiddetta «macchina del fango», secondo alcuni osservatori “messa in moto”, tra gli altri, dall’allora sindaco di Palermo e oggi portavoce di Italia dei Valori Leoluca Orlando. Oltre destra e sinistra. Onestà e responsabilità. Per essere liberi – di vedere, e di dire e sostenere solo ciò che è vero e giusto. E’ la lezione (implicita) dell’autore di Todo modo, ripresa oggi dalla giovane esponente Radicale sul giornale della politica italiana, che ne è il propugnatore attuale. di ANNALISA CHIRICO Read more
E’ in pagina la vignetta d’oggi di theHand La protagonista (vera ?) è Mara Carfagna
novembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il Paese è in una «situazione grave». Parola del presidente della Camera dopo i nostri ripetuti allarmi. E’ necessario un «cambio di passo». Ora. O mai più (e i continui interventi sui conti – se ne annuncia un altro da 10 miliardi per il 2011 – sono la prova, ahinoi, della fondatezza delle nostre tesi). In questo contesto occuparsi della crisi di governo, così come essa stessa (e anche in questa chiave va probabilmente letto il passo indietro di Fini, ma, come dice ora Emma Marcegaglia, ancora una volta dopo il Politico.it, meglio – allora – le elezioni di un governo che non governa), è poco onesto e responsabile. Lo facciamo (comunque), com’è (anche) dovere del giornale della politica italiana, se quello che passa il convento, oggi, è (ancora) questo. Ma vedendola nella luce più ampia di ciò che significa per il Paese: nemmeno, una crisi del berlusconismo (a noi non “importa” di Berlusconi, come di nessun “protagonista” – ? – della nostra politica in particolare: gli uomini politici dovrebbero essere semplici servitori dello Stato, cioè di tutti noi, e restare – con i loro ego – un passo indietro; ma dell’Italia), bensì come una crisi della nostra politica che “conferma” (o meglio rappresenta la lucina che lampeggia che la segnala, perché non ci può essere l’una senza che ci sia inevitabilmente anche l’altra, e tanto acutamente la seconda quanto la prima, in un Paese nel quale, a parte il Politico.it, nessuno sembra accorgersene o interessarsene più di tanto) quella della nostra nazione (dovuta alla prima). Che può salvarsi e risorgere, a condizione (appunto) di muoversi (la politica italiana) ora. Il giornale della politica italiana svolge da mesi la propria narrazione sul futuro che prepara il domani. Speriamo solo di riuscire a fare in fretta. Tuttavia, come detto, ci occupiamo, doverosamente, anche della “crisina”. Non chiedeteci però di “stare” (tanto più) sui casi particolari. Come quello del ministro per le Pari op- portunità. Per risolvere il quale, su il Politico.it, ‘basta’ questa nuova vignetta del nostro Maurizio Di Bona. Read more


Guardate la bellezza di questo dipinto di Gerolamo Induno (La visita di Garibaldi a Vittorio Emanuele II, 1879, olio su tela
Milano, Museo del Risorgimento): due dei nostri padri, "ormai" in età senile, in abiti borghesi Vittorio Emanuele (e si trattava, non dimentichiamolo, del - l'allora - re d'Italia!), nel mantello di una vita (votata, sempre, alla causa dei popoli) l'Eroe dei due mondi, si incontrano, un pomeriggio tranquillo, al Quirinale, nella sobrietà e nell'asciuttezza di chi non ha avuto (sentito!) altro scopo, nella propria vita, che compiere il proprio dovere e lo ha fatto, facendo l'Italia