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***Il sondaggio***
BRUNETTA IL PIU’ AMATO TRA I MINISTRI (BONDI IL PIU’ OSTEGGIATO)
di LUIGI CRESPI

novembre 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il dato è rilevante soprattutto nella sua interpretazione: il ministro della Pubblica amministrazione è il membro dell’esecutivo che ha mostrato di avere le idee più chiare, e che ha dato la sensazione di incidere con maggior forza sullo status quo. Bene o male, in realtà, nella chiave di stabilire le ragioni di questa predilezione da parte degli italiani importa poco. Ciò che conta è che i nostri connazionali confermano di aspirare ad un ritorno ad una (nostra) politica lungimirante, che abbia un progetto, noi diciamo: organico e complessivo per il futuro dell’Italia. E che metta in atto senza tentennamenti. A costo anche di chiedere qualche sacrificio. Purché tutto questo – ovviamente – venga fatto nell’interesse del Paese. Un Paese che non può più aspettare – ha bisogno che gli sia data una rotta; e il Politico.it indica ogni giorno quella più alta e che, a nostro modo di vedere, può dare i frutti maggiori – o si condanna con le sue stesse mani. di LUIGI CRESPI Read more

Casini: “Udc è incompatibile con Vendola E il Pd scelga: o sta con lui o sta con noi” Ecco perché Pd deve star con se stesso
I Democratici hanno a cuore (solo) Paese E’ (poi) la tradizione di eroi risorgimentali

novembre 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Mazzini, Garibaldi, con la sola eccezione (illuminata) di Cavour: l’Italia è stata fatta da chi, storicamente, in tutti i sensi, si definiva in un solo modo: democratico. Essere democratici è più di essere «figli della fusione tra Ds e Margherita». E’ più di essere «eredi delle tradizioni del Pci e della sinistra Dc». E’ qualcosa che va oltre la stretta contingenza della nostra storia recente, irrimediabilmente inficiata dalle ideologie. E’ qualcosa di più del provincialismo nostrano. Essere democratici significa essere coloro che si prendono sulle spalle questo Paese, al di là della rappresentanza di specifici interessi, e lo salvano e lo rifanno grande, in un solo tempo. Significa non avere paraocchi; e non essere schiavi di egoismi. Significa mettere a frutto le proprie (più spiccate) onestà e responsabilità per il bene di tutti: che cosa c’è di più alto e motivante? E’ quello che si aspettano il 40% di italiani che ogni volta non va a votare, perché vede nella nostra politica il retaggio del teatrino novecentesco; vede una rappresentazione che, come dice acutamente Debora Serracchiani, non è rappresentanza. Aspettano solo, quegli italiani, che un Partito Democratico che sia degno del nome che porta scenda in campo con l’autorevolezza che solo chi è nel giusto può avere. Quel partito sarebbe, sarà un fiume impetuoso che dovrà dire di convogliare tutti i voti di chi vuole vedere l’Italia risorgere su di sé, perché solo nel proprio seno si ha la garanzia che questo possa avvenire. La Storia vi chiama, cari Democratici. Lasciatevi alle spalle gli antichi (ma più recenti, più contingenti) retaggi, e rispondete a lei piuttosto che a Casini o a Vendola. Vedrete che, a quel punto, saranno loro a chiamare voi. Ma a voi importerà (e potrete) parlare solo con l’Italia. Read more

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