Top

***Politica&morale/1***
MEGLIO BERLUSCONI CHE GIOVANARDI
di LUIGI CRESPI

novembre 10, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana sembra essere il solo consigliere della nostra politica – per non parlare di essa stessa – ad avere compreso lo snodo fondamentale per il Paese: all’Italia serve un intervento di sistema, organico, complessivo; serve che la politica italiana si decida a mettere mano alla macchina-Paese (oltre che a quella-Stato) concependo un completo ribaltamento di piano, ché sennò l’Italia declina, e rischia di non salvarsi. Per questo il Politico.it, in special modo con la narrazione del suo direttore, tiene come filo conduttore la predisposizione del futuro a partire, proprio, dal progetto generale, dall’intervento di sistema. E contemporaneamente il giornale della politica italiana è il luogo privilegiato del dibattito pubblico della nostra politica. Quella di oggi. Che, non avendo ancora chiaro questo punto, si esercita solo sulle – pur fondamentali – questioni settoriali. Due momenti che nessun soggetto, politico o mediatico, onesto e responsabile, dovrebbe in realtà in questa fase tenere scissi. Come (non) fa il giornale della politica italiana. Dopo aver affrontato il tema-nazionalismo con Matteo Patrone (che ricostruisce anche gli altri momenti della proposta complessiva de il Politico.it), ci dedichiamo in due passaggi successivi alla morale applicata alla politica, che nel nostro Paese non si traduce, spesso, nell’etica pubblica che Annalisa Chirico ha indicato come frontiera da non superare – e pure da ricostruire con grande meticolosità, attraverso un’operazione culturale – bensì diventa la radice di una sorta di Stato etico in nuce che lambisce spazi della nostra vita privata come il sesso o la morte. O – è il nostro caso di ora – la famiglia, alla cui Conferenza nazionale non va un Berlusconi «libertino ma onesto» che manda, in sua vece, un Giovanardi che «pretende di imporre all’universo mondo la sua morale medievale, la sua arretratezza culturale, il suo linguaggio bigotto e bacia pile». Un’i- pocrisia sulla quale insiste il grande sondaggista, in questo pezzo da non perdere. Solo su il Politico.it.

Nella grafica, Luigi Crespi

-

di LUIGI CRESPI

Il forum della famiglia è una manifestazione organizzata dalla presidenza del Consiglio, il premier, Silvio Berlusconi, l’organizzatore, ha deciso di non partecipare per via delle polemiche legate al caso Ruby decidendo quindi di far aprire l’evento al sottosegretario Giovanardi.

Sulla scena quindi da una parte abbiamo un libertino che rivendica il suo stile di vita ma che ad onor del vero non impone a nessuno, mentre dall’altra abbiamo Giovanardi che pretende di imporre all’universo mondo la sua morale medievale, la sua arretratezza culturale, il suo linguaggio bigotto e bacia pile.

Da una parte quindi abbiamo Silvio Berlusconi che tutti possono criticare e biasimare o esaltare e condividere e dall’altra c’è un signore che cerca di imporre un sistema di regole e leggi, e uno stile di vita che pur rispettabile per chi decide di aderirvi è inconcepibile se trasformato in valore universale al quale tutti devono uniformarsi.

Una specie di Torquemada capace di giudicare e stabilire quali sono le famiglie cattive e quelle buone. E’ evidente che la scelta tra i due modelli è problematica, ma non ho dubbi, avrei preferito che ad aprire il Forum fosse stato Berlusconi, con le sue contraddizioni, le sue manie, le sue famiglie, comunque attuale, anzi quasi post-moderno, rispetto ad una figura inquietante come quella di Giovanardi.

LUIGI CRESPI

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom