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***Il commento***
MA FUTURO E LIBERTA’ E’ IN SINTONIA CON IL PAESE
di LUIGI CRESPI

novembre 8, 2010 di Redazione 

Secondo il grande sondaggista la convention del nuovo partito del presidente della Camera ha dimostrato che il progetto e i valori finiani – e non, naturalmente, le tattiche più o meno aggressive nei confronti del presidente del Consiglio – rispondono alla richiesta di una parte dell’Italia, quella che, proveniendo da storie diverse, ha trovato ieri una «sintesi emotiva». E questa è la cartina di tornasole dell’onestà e della responsabilità con le quali Fini ha intrapreso – dal giorno della salita sullo scranno più alto di Montecitorio – la nuova fase del suo percorso politico. E che discendono dalla nobiltà della tradizione della destra storica italiana, da Almirante in poi. Segnali di una riscossa e di una novità che non sono ancora nuova politica, e non corrispondono (del tutto) al patriottismo di chi agisce solo ed esclusivamente per il bene dell’Italia. Ma rappresentano il buono della svolta di ieri. Dopo avere evidenziato la distan- za, ancora, dall’idealità – che si può perseguire – vediamo, come promesso, il bicchiere mezzo pieno. di LUIGI CRESPI

Nella grafica, Luigi Crespi

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di LUIGI CRESPI

C’è un momento in cui la comunicazione politica si stacca dalla propaganda. Quando riesce a toccare i sentimenti più profondi, quando coincide con un sentimento a cui riesce a dare forma quando renda meschine le polemiche e i contrasti dei soliti pastoni quotidiani. Questo avviene quando la capacità organizzativa diventa l’espressione plastica di una volontà comune.

Il Manifesto letto da Barbareschi supportato dalle note del premio Oscar Ennio Morricone è stato un momento di sintesi capace di iscriversi nella memoria di una comunità con provenienze molto diverse ma che in quel momento ha trovato una sintesi emotiva.

Questo valutazione tecnica va oltre la stesso cronaca e le conseguenze dirette sulla scena politica. La Convention di Bastia Umbra di Futuro e Libertà ha indicato una modalità nuova per la comunicazione politica. Dove la rete diventa la grande “centrale d’ascolto” ma che ha trovato un gruppo di “futuristi” capaci di esprimere una sintesi condivisa, sorprendente e coinvolgente. La comunicazione come terminale di un sentimento collettivo capace di orientare le scelte di gruppi dirigenti e leader che trasformano “l’ascolto” in azione politica. Questa è una novità profonda perché non si procede per “adesione” ma per “condivisione”. Chi non capirà questa novità sarà destinato a rimanere sorpreso e stupito come molti osservatori e cronisti lo sono stati a Perugia.

In Italia queste dinamiche non sono affatto comuni, anzi rischiamo di essere avvelenati da una propaganda che parla solo ai “tifosi” ma non è un caso che la prima volta che abbiamo riscontrato dinamiche simili è stato nella fondazione de La Destra di Storace oggi lontanissimo dai “futuristi” ma con cui condivide le stesse radici.

LUIGI CRESPI

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