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***Il quindicennio berlusconiano***
QUANDO UN DOMANI SI CHIEDERANNO: MA COM’E’ POTUTO ACCADERE?
di FRANCO LARATTA*

novembre 5, 2010 di Redazione 

Chi lo ha permesso? Chi sono i veri fautori della fortuna imprenditoriale e politica del presidente del Consiglio? Il deputato del Partito Democratico ripercorre la saga di Silvio fino alle origini e traccia il profilo dei componenti quello che definisce «il vero clan che per decenni ha condizionato la vita dell’uomo più potente d’Italia»; quegli uomini, alcuni dei quali condannati per mafia, corrotti, corruttori, che costituiscono il vero sottobosco dell’entourage di Berlusconi. I nomi-chiave della storia dell’imprenditore, e oggi dell’uomo politico che ha cambiato – non per sempre – il nostro Paese.
di FRANCO LARATTA

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Nella foto, il presidente del Consiglio alle origini, quand’era un imprenditore del mattone e poi televisivo

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di FRANCO LARATTA*

Un giorno, forse fra dieci-venti anni, quando si dovrà ricostruire questo periodo politico della nostra storia moderna, dalla discesa in campo del 1994 in poi, in molti si chiederanno come e perché tutto questo è accaduto.

Come ha potuto il Paese finire nel più profondo degrado morale; come ha potuto finire nella mani di un clan, con condannati per mafia, truffatori di Stato, cricche e P3, corrotti e corruttori, falsari, tutti coinvolti nei diversi livelli istituzionali.

Come ha potuto l’opinione pubblica di un grande Paese finire ingannata, sottomessa, cloroformizzata.

E qualcuno si chiederà: ma oltre alle Noemi, le D’Addario, le Ruby, le Santanchè, le Carfagna, le Brambille; oltre ai Minzolini, Belpietro, Fede, Feltri; oltre ai Letta, Scajola, Cosentino, Verdini; oltre a questo mondo così variegato che appariva tutti i giorni sui giornali e nelle tv, chi erano coloro che hanno condizionato, forse anche ricattato, il premier sin dalle origini, che hanno fatto in modo che dal nulla nascesse uno dei più forti e potenti imperi industriale d’Europa?

E allora verranno fuori tutti quei nomi ingombranti del vero clan che per decenni ha condizionato la vita dell’uomo più ricco e potente d’Italia. Prima e dopo la sua scesa in campo. Un lungo elenco che parla da sé. Che lo ha portato dal nulla ai vertici politici e istituzionali del Paese.

DELL’UTRI Marcello: è il vero braccio destro di Berlusconi, grazie anche a lui se nasce e si sviluppa rapidamente, e misteriosamente!, l’impero di Berlusconi e poi Forza Italia; in stretti rapporti con i clan mafiosi, è stato condannato in secondo grado a 7 anni di carcere.

MANGANO Vittorio: stalliere nella villa di Arcore, era in realtà un boss mafioso molto pericoloso, coinvolto in imprese finanziarie di riciclaggio, trafficante di eroina. Molto legato a Dell’Utri.

AMANDINI Michele: boss mafioso, coinvolto nel traffico di droga e in sequestri di persona. In affare con Florio Fiorini, il faccendiere amico di Berlusconi.

BERLUSCONI Paolo: fratello di Silvio, coinvolto in molte inchieste, reo confesso di alcuni reati.

COMINCIOLI Romano: legato alla Fininvest; accusato di rapporti con boss mafiosi e di riciclaggio di denaro proveniente dalla Banda della Magliana.

D’ADAMO Antonio: dipendente e prestanome nella Edilnord di Silvio Berlusconi, arrestato per corruzione.

DELL’UTRI Alberto: fratello di Marcello; arrestato per concorso in bancarotta fraudolenta.

BERRUTI Massimo Maria: già ufficiale della Guardia di Finanza, arrestato per tangenti; legato ad esponenti di Cosa Nostra vicini a Riina; legale della Fininvest negli anni ’90.

GELLI Licio: Capo della Loggia Massonica P2 alla quale era affiliato Berlusconi. Condannato a 19 anni di carcere per concorso in bancarotta, a 10 anni per la strage di Bologna e ad altri 17 anni per reati legati alla P2.

CALVI Roberto: grande finanziatore di Silvio Berlusconi, iscritto alla loggia P2, bancarottiere. Si sarebbe poi suicidato. Ma su quel suicidio ci sono sempre stati fortissimi dubbi.

CARBONI Flavio: faccendiere sardo, ricicla i soldi dei boss mafiosi e della banda della Magliana insieme a Romano Comincioli della Fininvest.

CARENINI Egidio: affiliato alla Loggia P2, già deputato, interviene per far spostare le traiettorie delle linee aeree di Milano Linate, al fine di favorire la speculazione edilizia di Milano2.

DONINELLI Ettore: Manager della FIMO, coinvolto nel riciclaggio accertato di denaro sporco di provenienza mafiosa. La Fimo finanziava le attività di Berlusconi.

FIORINI Florio: amico di Berlusconi, arrestato per bancarotta, legato al boss mafioso Michele Amandini.

LOTTUSI Giuseppe: riciclava i soldi della mafia colombiana per conto della FIMO, una società svizzera che finanziava Berlusconi. Sconta 20 anni di carcere.

LUZI Romano: nel giro di produzione di film porno, agente pubblicitario Fininvest, coinvolto in inchieste sui fondi neri della Fininvest, molto legato a Berlusconi.

RAPISARDA Filippo Alberto: finanziere coinvolto in inchieste e processi, legato a Dell’Utri, sostiene la nascita di Forza Italia a Milano.

RASINI Carlo: sua la Banca Rasini che ha finanziato le prime speculazioni edilizie Berlusconi. Nella Banca Rasini riciclavano il denaro sporco noti boss mafiosi.

RONCUCCI Sergio: era un dirigente della Fininvest, venne arrestato per corruzione.

ROSA Gianfranco: In qualità di sindaco di Segrate nei primi anni ‘70, favorisce apertamente la costruzione di Milano 2. Fu indagato per occultamento di atti pubblici e concessione arbitraria di licenze edilizie.

ROSSETTI Michele: uomo politico lombardo, arrestato per una tangente di 800 milioni pagata dalla Edilnord di Berlusconi.

ROSSI Giancarlo: nel 1994 fu arrestato per corruzione e tangenti; indagato per riciclaggio di denaro sporco, ben conosciuto dalla Fininvest.

SCIASCIA Salvatore: manager della Fininvest, condannato per corruzione verso la Guardia di Finanza.

Don VERZE’ Luigi Maria: socio e amico personale di Berlusconi, coinvolto nelle grande speculazione edilizia di Milano; coinvolto anche in diverse indagini e anche condannato per tentata corruzione.

Contessa VACCA AGUSTA Francesca: amica persona di Silvio; conosciuta nella prima Repubblica per quei conti svizzeri dove erano depositati 30 miliardi di lire e dove attingeva Craxi.

FRANCO LARATTA*

*Deputato del Partito Democratico

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