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***Il commento***
LA PRECARIETA’ FA PERDERE COMPETITIVITA’
di MARIANNA MADIA

novembre 5, 2010 di Redazione 

Il lavoratore precario è un lavoratore che produce meno e peggio, soprattutto perché le sue condizioni esistenziali – altrettanto precarie, dovute naturalmente alla precarietà del posto – fanno sì che non possa avere il miglior rendimento. E ciò ha effetti deleteri per la nostra economia. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi e il Pd, scrive la giovane esperta in materia di lavoro sul giornale della politica italiana, è d’accordo con lui. La risposta, aggiunge il Politico.it, può essere composita tra una maggiore stabilizzazione tout court – ovvero nelle modalità nelle quali viene immaginata oggi – e una stabilizzazione data da una nuova flessibilità virtuosa che coniughi impiego e formazione permanente, il tutto nella chiave del completo ribaltamento di piano che faccia dell’innovazione la nuova stella polare di un (altrettanto) nuovo sistema-Paese, in grado non solo di invertire la tendenza al declino ma di avviare un periodo di sviluppo che non sia più minacciato dalla crescita e della maggiore competitività (oggi) delle economie emergenti. Di questo abbiamo scritto (più volte) e su questo torneremo. Oggi sentiamo l’inter- vento di Madia. di MARIANNA MADIA

Nella foto, la deputata del Pd

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di MARIANNA MADIA*

Senza la prospettiva di una pur graduale stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari «si hanno effetti alla lunga negativi su produttività e profittabilità». Queste le parole del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi pronunciate oggi a un convegno universitario. Secondo Draghi l’economia italiana è a un bivio decisivo tra stagnazione e crescita.

L’Italia perde competitività e quello che ci precede è stato un decennio perduto. Uscire dalla precarietà dei rapporti di lavoro è fondamentale per tutta l’economia del Paese in termini di consumi, di produttività, di crescita. Più netto di così il governatore non poteva essere. Siamo d’accordo con Draghi.

Per il Partito Democratico il problema del precariato è in cima alle priorità della politica economica. Il governo, ammesso che riesca a sopravvivere e a realizzare il suo programma, il precariato neanche lo cita nei suoi “cinque punti”. Serve, in ogni senso, un cambio di rotta.

MARIANNA MADIA*

*Deputata del Partito Democratico

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