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Caduta libera di Berlusconi: fiducia a 37% Crespi: “Italiani fanno pagare caso Ruby” Basta empatia, la politica richiede decoro Un premier rappresenta l’Italia nel mondo

novembre 4, 2010 di Redazione 

La vita privata è un lusso che il presidente del Consiglio non si può concedere. Attenzione: ciò non significa che non debba avere privacy. E tanto meno che la politica, con delle regole, debba sancire cosa può o non può fare. Ma il capo del governo italiano ha il dovere, e la necessità, di essere d’esempio e di rappresentare degnamente il suo popolo. Anche nei comportamenti privati. Lo dicono, sostanzialmente, gli italiani attraverso il nuovo sondaggio di Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana: il premier attuale – il discorso di cui sopra vale a prescindere dalla figura di Berlusconi; è una regola generale – fa registrare un nuovo minimo storico per ciò che riguarda il «senso di affidamento e di sicurezza che deriva dalla speranza o dalla stima» nei suoi confronti: e che richiede, appunto, motivi di speranza e di stima, e viene naturalmente “ucciso” dal contrario. Non è moralismo, è politica. Secondo il 60% degli intervistati a questo punto il presidente del Consiglio dovrebbe dimettersi, per lasciare però il posto – è l’opinione prevalente del 42,6% degli italiani – ad un nuovo esecutivo possibilmente sostenuto (anche) dalla stessa maggioranza. Ma qui entriamo nei politicismi. A rischio di (loro) autoreferenzialità. Fermiamoci ai dati di fondo. Tra i quali c’è anche – ma è ormai consolidato e ci siamo concentrati su questo in tutte le più recenti precedenti occasioni di monitoraggio delle tendenze elettorali – l’evanescenza dell’opposizione, che cresce nelle sue ali – Vendola e Grillo – ma poiché il Pd scende ancora (sotto il 25%), e tutto passa (passerebbe, dovrebbe passare) attraverso il Pd, continua a non esistere. Ce ne parla nel dettaglio, come sempre, il grande sondaggista. di L. CRESPI

Nella grafica, Luigi Crespi. A fondo pagina la tabella del trend del livello di fiducia del premier e del governo e le intenzioni di voto

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di LUIGI CRESPI

Anche questa settimana Berlusconi tocca un suo minimo storico, è evidente che la vicenda Ruby che ha fatto rumore fino in Cina, crea quanto meno un giudizio sospeso nel suo elettorato, accentuando quella parabola discendente che ormai da settimane caratterizza la sua presenza sulla scena politica.

Di questo non sembra avvantaggiarsi particolarmente l’opposizione, certo sia Vendola sia Di Pietro hanno trend in crescita, ma complessivamente della crisi del premier sembra trarne profitto soprattutto la Lega, ma anche Futuro e Libertà di Gianfranco Fini.

Con circa il 40% di indecisi e non voto, la questione centrale che coinvolge tutta la nostra politica è la credibilità che impatta sulla fiducia che i cittadini hanno nelle istituzioni e nella politica italiana in generale che si manifesta ai minimi termini.

Questo in parte consente di emergere con risultati apparentemente migliori quelle componenti costituite da “tifosi” e penalizza quelle forze politiche che hanno un profilo più moderato. Questo rischia di innescare un meccanismo in cui il consenso cresce per chi urla di più in una fase nella quale la fiducia tende a comprimersi radicalmente.

Non vi è dubbio per quanto riguarda il premier che il suo modo giocoso e spregiudicato di gestire la sua vita privata stia impattando sul giudizio soprattutto del suo elettorato che in questa occasione sembra non essere divertito dalle sue storielle, dal suo approccio poco formale e così dissonante dalla condizione che ogni italiano comune vive nella propria vita privata.

Insomma Berlusconi ha sempre rappresentato la pancia di questo Paese al di là di conformismi e ipocrisie ma forse oggi non si è reso conto che la pancia di questo Paese è vuota. Quindi non appaia contraddittorio che la maggioranza degli italiani reputa Berlusconi un perseguitato della magistratura.

LUIGI CRESPI

Le tabelle

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