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C’è la nuova promessa di Silvio sui rifiuti “Napoli è di nuovo pulita entro tre giorni” Ma i cittadini bloccano ancora discariche Ecco com’è (ri)sorta questione campana

ottobre 28, 2010 di Redazione 

Il presi- dente del Consiglio dispensa (al solito) ottimismo, ma la situazione resta tesa. Il giornale della politica italiana va però alle radici della vicenda. E vi racconta cosa sta accadendo (e cosa è accaduto) davvero. Anche su Liberal. di PIETRO SALVATORI

Nella foto, il presidente del Consiglio: come (?) Massimo Troisi?

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di Pietro SALVATORI

Negli scorsi mesi il governo ha fatto più volte presente che l’emergenza rifiuti a Napoli era stata brillantemente risolta. Forse le baldanzose dichiarazioni si riferivano al centro storico del capoluogo campano, visto che la periferia e l’intera provincia sono ancora nel pieno caos. Al punto da costringere il governatore Caldoro a dover prendere la decisione di aprire un’ulteriore discarica per smaltire l’enorme flusso di immondizia che sta seppellendo la regione, e che non riesce a essere assorbito interamente dal termovalorizzatore di Acerra che, da quando è stato inaugurato, non è mai funzionato a pieno regime, e dalle discariche di Chiaiano e Terzigno. Il presidente, eletto nella scorsa primavera con il supporto di un’alleanza guidata dal Pdl, è al centro di una bufera. Proprio i cittadini di Terzigno, comune che dovrebbe ospitare un nuovo centro di smaltimento dei rifiuti, il secondo nel proprio territorio, gli imputano gran parte delle responsabilità della nuova crisi. E il governatore non trova la solidarietà nemmeno di parte della propria maggioranza, per non parlare delle opposizioni, dopo che ha deciso di andare avanti con la linea intrapresa nei giorni scorsi a seguito di una irrituale riunione con i deputati campani del proprio partito.

Come se non bastasse, Caldoro ha prestato il fianco alle malignità dei settori più giustizialisti del Paese, dichiarando, in un’intervista uscita su Repubblica, che «non è vero che la camorra vuole sic et simpliciter l’apertura delle discariche», pensando tutt’al più che «le organizzazioni criminali ci guadagnino nel disordine». Parole accolte male anche dagli abitanti di Terzigno. Nel corso della notte uno di loro ha dato fuoco alla bandiera tricolore, dopo averla esibita provocatoriamente di fronte agli agenti che presidiano l’ingresso della discarica: «Questa è la nostra democrazia – ha inveito – State proteggendo i mafiosi. Vergognatevi, invece di proteggere noi, persone perbene, difendete chi porta i rifiuti nella discarica». Solo un esempio simbolico di una situazione che è prossima alla degenerazione, e che ha visto per giorni la polizia fronteggiare gli abitanti del luogo, a suon di sassaiole, insulti, cariche e lancio di lacrimogeni. Uno scenario da vera e propria guerriglia urbana. I disordini si sono verificati in particolare nei pressi della rotonda Panoramica, situata tra i comuni di Terzigno e Boscoreale, vicino alla quale è stato segnalato anche il lancio di alcune molotov da parte della popolazione locale. Sempre durante quella notte gli agenti delle forze dell’ordine hanno disposto l’arresto di una persona e il fermo di altre due, poi rilasciate, con l’accusa di adunata sediziosa, detenzione di esplosivi, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. Una situazione che potrebbe precipitare, anche se sembrano esserci i margini per tenerla sotto controllo. Nel frattempo però, i manifestanti hanno raggiunto un primo obiettivo: nessun camion di rifiuti è infatti riuscito a sversare nella discarica esistente, le cui strade di accesso sono ostruite dalle vere e proprie barricate. Solo nella mattinata di venerdì venti auto-compattatori sono riusciti a passare lungo la strada che conduce verso la discarica, dopo la rimozione di alcuni blocchi stradali e scortati in forze da mezzi della polizia. Tutto questo mentre altre bandiere tricolori venivano date alle fiamme.

Caldoro, pur ammettendo di star vivendo «giorni complicati» non sembra essere eccessivamente preoccupato: «La seconda discarica si farà senz’altro – ha detto in giornata – ma sarà sicura, moderna, e priva di qualsiasi tipo di rischio per i cittadini». Anche il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha cercato di rassicurare sui rischi del deposito di immondizia a cielo aperto: «Non esiste un’emergenza sanitaria in Campania, legata all’emergenza rifiuti», annunciando che, proprio per questo motivo, non avrebbe partecipato al vertice che ha visto riunirsi a Palazzo Chigi tutte le autorità interessate. Infatti, dopo che il leader campano del Pdl aveva escluso una partecipazione attiva del governo in quelle che erano vicende «delle quali si devono occupare gli enti locali», è stato clamorosamente smentito dai fatti. Nella sede della presidenza del Consiglio si sono infatti riuniti Gianni Letta, Guido Bertolaso, i ministri Roberto Maroni, Stefania Prestigiacomo, Mara Carfagna, guidati da Silvio, oltre che proprio il governatore Caldoro, il quale, cambiando radicalmente linea rispetto a quella tenuta nei giorni precedenti, ha ringraziato il governo per «il tempestivo interessamento» sulle vicende di Terzigno. Al termine del vertice, i partecipanti hanno tenuto una conferenza stampa: «Il governo interviene con una con ordinanza urgente da parte del prefetto di Napoli che solleverà la società Asia che gestisce la discarica di Terzigno dalla stessa gestione – ha detto il premier – La nuova gestione verrà assunta dai professionisti della Protezione Civile. Prevediamo che in dieci giorni la situazione potrà tornare nella norma. Il Governo garantisce anche le disponibilità dei fondi per le opere di compensazione, per un totale di 14 milioni di euro che riguardano solo Terzigno». Come a dire: basta con la gestione locale della situazione, ora tocca a Bertolaso. Il sottosegretario è trasferito a Napoli, da dove coordina le operazioni delle forze impegnate nella normalizzazione della situazione. «Il piano rifiuti è molto preciso e per Terzigno prevede impianti di depurazione, bonifiche, impianti idrici e fognari, nonché di riqualificazione urbana. La soluzione che avevamo individuato al problema rifiuti in Campania è assolutamente valida e duratura nel tempo». Così Berlusconi ha risposto alle critiche di chi gli ha chiesto conto del riacutizzarsi di una vertenza che si dava per risolta.

Bertolaso ha assicurato che «entro novembre il termovalorizzatore di Acerra funzionerà a pieno regime». Proprio al mal funzionamento dell’impianto sono da imputare molte delle difficoltà sorte negli ultimi giorni. Ma «Acerra funziona e funzionerà sempre meglio – ha detto Bertolaso – due linee sono già in funzione e la terza linea a fine novembre sarà aperta». «Nessuno ha mai detto che il problema era risolto definitivamente», si è difeso il capo della Protezione Civile, affermando che se a Napoli si sta iniziando a intravedere un nuovo barlume di emergenza nel capoluogo campano è esclusivamente dovuto al mal funzionamento di Terzigno. Anche se il governo, con la decisione di “provincializzare” la gestione dei rifiuti, ha contribuito non poco al caos in cui si è ripiombati dopo due anni di apparente calma. L’eccessivo squilibrio di popolazione tra Napoli e le altre provincie, e l’incapacità di aumentare la soglia del 18% della raccolta differenziata, hanno portato al sovraccarico delle discariche di Chiaiano e di quella di Terzigno già entrata a pieno regime. Per di più la gestione della crisi da parte del governo sta andando incontro alla disapprovazione da parte della comunità europea. Bruxelles già due anni fa aveva avvertito Roma che, se non avesse risolto strutturalmente l’emergenza, avrebbe tagliato i fondi speciali stanziati per la Campania, fino ad arrivare a considerare l’apertura di una procedura di infrazione. Il portavoce del commissario all’ambiente, Janez Potocnik, ha parlato di «situazione seria», esprimendo la preoccupazione della Commissione, che sta valutando il dossier presentato dal governo italiano lo scorso 5 ottobre sulla gestione della situazione campana. Sugli sviluppi della situazione, il portavoce Joe Hennon non ha escluso nessuna eventualità: «Non posso dire quanto tempo ci vorrà, quante settimane saranno necessarie per analizzare tutti i piani per la gestione dei rifiuti in Campania, per valutare se sia stata data esecuzione alla sentenza della Corte europea di giustizia, e per dire se i piani sono accettabili rispetto ai requisiti della direttiva Ue».

Pietro Salvatori

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